4 gatti in fila per 6 con il resto di 120. In fila per il vaccino, chiedono di essere informati, bloccato l’Hub vaccinale
Succede a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Più di cento persone in fila per il trattamento genico hanno chiesto di esprimere il proprio consenso su un’informazione effettiva, che non vi è stata. Hanno così abbandonato il proposito di sierarsi, nel malumore degli addetti dell’Hub vaccinale.
Per l’amministrazione, si tratterebbe di ostruzionismo con una precisa regia: domenica e lunedì scorsi “nel centro vaccinale, allestito alle Manifatture, si sono presentati 120 utenti, provenienti da diverse parti della regione, che avevano prenotato le dosi ma non erano andati lì per farsi fare il vaccino, bensì per porre domande pretestuose e far perdere tempo al personale e alle altre persone in coda”.
Le domande pretestuose riguarderebbe il meccanismo di funzionamento del siero e le possibile reazioni avverse, su cui per legge occorre esprimere il proprio consenso. Ma non un consenso generico, bensì un consenso informato, ovvero basato su effettive e concrete informazioni che rendano effettivamente libera la scelta di sottoporsi al trattamento.

L’azienda sanitaria potrebbe denunciare i cittadini recati all’hub e usciti senza vaccinarsi per interruzione di servizio pubblico; ai cittadini non resterebbe altro che denunciare i responsabili dell’azienda sanitaria per calunnia e omissione di atti d’ufficio, fino ai reati di falso materiale ed ideologico.
Mille Avvocati per la Costituzione ha dichiarato vicinanza e sostegno a tutti i cittadini che intendano acquisire le informazioni dovute per legge prima di esprimere il propio consenso o il proprio dissenso (www.milleavvocati.it).