19 Aprile 2022

Biolaboratori, maternità surrogata e tratta di esseri umani. L’Ucraina che non ti aspetti e dietro il front della narrazione “ufficiale”. Approfondimenti

By Il Corriere del Popolo

I venti che soffiano attraverso l’operazione militare in Ucraina stanno scoperchiando realtà che mettono a dura prova la comprensione etica e morale di chi pratica e promuove la via della verità, della giustizia e della pace.

All’inizio del mese di marzo 2022, il ministro degli Esteri russo Lavrov, durante una conferenza stampa ha accusato apertamente gli Stati Uniti di aver costruito “laboratori di armi biologiche a Kiev e ad Odessa nei quali sarebbero stati sviluppati agenti patogeni”. La presenza di queste strutture in Ucraina è stata sin da subito considerata come “propaganda russa” da Washington e tutte le affermazioni pronunciate dai rappresentanti della Federazione Russa inerenti a questo tema sono state etichettate come fake news. Tuttavia l’8 marzo di quest’anno il sottosegretario di Stato statunitense Victoria Nuland, incalzata dalle domande del senatore repubblicano Marco Rubio, ne ha confermato l’esistenza: “In Ucraina ci sono delle strutture di ricerca biologica”, ha dichiarato, spiegando che il pericolo dei “materiali di ricerca” si manifesterebbe soltanto nel caso in cui quest’ultimi finissero nelle mani dei russi (https://www.iltempo.it/esteri/2022/03/09/news/victoria-nuland-ucraina-armi-biologiche-strutture-ricerca-scopi-militari-russia-usa-guerra-rivelazione-cina-30765736/).

La scoperta di biolabs, sponsorizzati dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, ha fatto da apripista a rivelazioni drammatiche come il business della maternità surrogata commerciale e il traffico di esseri umani, promosso da organizzazioni non governative (ONG) spesso finanziate da fondazioni come la Open Society Foundations di George Soros (https://it.insideover.com/politica/manconi-e-la-onlus-finanziata-da-george-soros.html).

Dopo che nel 2015 i paesi asiatici hanno cominciato a limitare il mercato dell’utero in affitto, l’Ucraina è diventata paese leader dell’affare, tanto che la Biotexcom, una delle cliniche per la riproduzione assistita più conosciute del paese, ha dovuto realizzare un video in cui mostra la protezione di neonati e infermieri all’interno di un bunker (https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2022/03/03/news/ucraina-340132240/amp/). Un giro di affari che rende alle madri surrogate diecimila euro per ciascuna gravidanza e per il quale l’azienda ricava fino a 49mila euro a coppia con problemi di fertilità o coppia omosessuale. Le coppie omosessuali sono i principali clienti di associazioni di adozioni internazionali, come l’Ucraina LIFESONG FOR ORPHANS INC., che registra annualmente incassi da capogiro.

Un capitolo più triste ucraino riguarda la tratta di esseri umani. Secondo una ricerca commissionata dalla Missione dell’Organizzazione per le Migrazioni (OIM), già dal 1991 oltre 230.000 ucraini sono diventati vittime dell’orribile traffico ( https://femlens.com/human-trafficking/human-trafficking-in-ukraine/).

Dalla guerra del Donbass fino all’operazione militare russa, il flusso di immigrazione verso i paesi limitrofi ha allertato gli organi di controllo dei confini ucraini, poiché donne e bambini vengono spartiti tra reti di criminalità organizzata dediti a sfruttamento sessuale e prostituzione e tra ONG su cui pesano tremende denunce di abusi e pedofilia (https://europa.today.it/attualita/si-allarga-lo-scandalo-dei-cooperanti-del-sesso-120-casi-in-ong-britanniche-anche-per-pedofilia.html), oltre all’attuale business del passaggio illegale di clandestini nordafricani e mediorientali.

Queste organizzazioni approfittano del caos sfruttando l’apertura di corridoi umanitari, aumentando i loro profitti attraverso le donazioni e i costi che gli extracomunitari sostengono per la loro libertà (https://www.ilmattino.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_migranti_ucraina_guerra_cardinale_missione_razzismo_news_africani-6548014.html).