18 Dicembre 2024

Diego Fusaro è l’abile regista della distruzione di Vox Italia e della scalata di Ancora Italia

By Il Corriere del Popolo

Chi l’avrebbe mai detto? Il timido Diego Fusaro alla guida di una congiura politica per estromettere da un partito politico i suoi fondatori? Il morigerato filosofo condurre una trama occulta per giungere ad un falso congresso politico per mettere le mani sulla cassa del partito? Sembra fantapolitica ed invece è la realtà. A provarlo sul piano documentale una sorta di wikileaks del fronte anti-sistema, che mostra un cinico Diego Fusaro all’assalto più che di una diligenza della dirigenza di un partito, su lui fondato ma non da lui fondato, di cui non è nemmeno tesserato. Andiamo per ordine su quella che appare una trama perfetta per una serie televisiva.

Da tempo Diego Fusaro ha perso il suo smalto. Non compare più nel circo massimo del mainstream che lo ha lanciato nel panorama politico nazionale come ispiratore di varie formazioni politiche. Per tenersi a galla rilancia video vecchi di anni su Youtube e Tik Tok.

Il novello aspirante Gramsci, dopo il tentativo non riuscito di affermarsi televisivamente come Mughini, resta noto di nicchia come censore a gettoni del turbocapitalismo, indicato da più parti come al soldo altrui con incarichi a metà strada tra la consulenza e  la cessione (rectius, il cedimento) dei diritti di sfruttamento della propria immagine. Dopo il suo divorzio politico con Francesco Toscano divenne famosa la battuta di quest’ultimo che lo salutava in una diretta televisiva con l’ormai iconico “ti saluto con affetto, più iva“. L’attaccamento ai soldi di Diego Fusaro gli ha comportato nell’ambiente anche il soprannome satirico “Diego Fuseuro“, nel solco della sua stessa geniale trovata sugli “euroinomani“.

Il professore Diego Fusaro è certamente tra i capofila intellettuali del Paese, anche se – a ragion veduta – non si comprende se gli sia dovuto il titolo di professore come frettolosamente assegnatoli nelle conferenze in tutta Italia. Professore di che? Universitario? Liceale? Delle medie inferiori? Diego Fusaro è mero direttore di un dipartimento di filosofia morale di una lobby privata chiamata “IASSP”, una delle tantissime associazioni culturali non riconosciute disciplinate dal codice civile.

Diego Fusaro risulta formatore presso un’associazione dal nome roboante “Istituto alti studi strategici e politici”, che altro non è che una lobby che raduna politici di destra, di centro e di sinistra, docenti universitari, ex militari, imprenditori, attuali ministri e presidenti parlamentari in un piccolo World Economic Forum alla milanese, per intenderci, che vanta una partnership stabile con il Comune di Milano, la Regione Lombardia e Confindustria.

Il filosofo dell’anti-turbo-capitalismo dirige un dipartimento in un’associazione finanziata da multinazionali importanti (https://www.iassp.org/donors-partners-2/). Nulla di istituzionale, una sorta di istituto scolastico privo persino del profilo “paritario”. Una mera lobby dichiarata, nel cui board partecipano, tra gli altri, Gabriele Albertini, Senatore, già Presidente della Commissione Affari Esteri al Parlamento Europeo e già sindaco di Milano, Daniele Francesco Ali, FINCANTIERI, Alessandro Amadori, sondaggista Studio Piepoli, Fabio Bistoncini, Public Affairs e Lobbying in SCR Associati, Mario Caligiuri, Professore ordinario all’Università della Calabria. Presidente della Società Italiana di Intelligence, Vincenzo Camporini, Generale, Consigliere Scientifico Affari Internazionali, già Presidente e Capo di Stato Aereonautica e Difesa, Luciano Carta, Presidente LEONARDO, Gherardo Colombo, ex magistrato, giurista, saggista e scrittore, Giuseppe Cossiga, Presidente AIAD, Michele Crisostomo, ENEL Energia, Presidente, Guido Crosetto, (Ministro della difesa) già Senatore, Davide Del Vecchio, Chief Information Security Officer, Eric Denécè, Politologo e Directeur du Centre Français de Recherche sur le Renseignement, Paolo Denti, Presidente Oversonic Robotics, Alessandro Di Giovanni, Presidente Tecnomat Leroy Marlin Obramax Bricocenter, Oscar Farinetti, Fondatore della catena EATALY, Stefano Fassina, Deputato della Repubblica Italiana e Economista, Lorenzo Fontana, Deputato della Repubblica Italiana, Presidente della Camera dei Deputati e già Ministro per la famiglia e le disabilità, Alberto Forchielli, Imprenditore e opinionista esperto di affari internazionali sull’Asia, gli Stati Uniti e Germania. Consulente della Banca Mondiale, Maria Luisa Franchina, presidente l’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche, l’organismo nazionale che riunisce gli esperti di protezione delle infrastrutture critiche, Laris Gaiser, professore di studi sulla sicurezza, membro dell’Itstime presso l’Università Cattolica di Milano, Lelio Gavazza, Executive Vice President Sales & Retail at Bulgari LVMH Group, Pier Francesco Guarguaglini, già Presidente di Finmeccanica, Alberto Marchi, Enel Spa, Presidente del Comitato per le nomine e la Remunerazione. Consigliere Indip. Mckinsey & Co., Senior Partner emerito, Alessandro Manfredini, Amministratore Unico – A2A Security S.C.p.A e Direttore di Group Security e Cyber Defence del Gruppo A2A, Mario Mauro, Presidente del Centro Studi Meseuro, già Ministro della Difesa, Carlo Musso, Responsabile dell’Ufficio Studi di Leonardo, azienda italiana multinazionale ad alta tecnologia operante nell’aerospazio, difesa e sicurezza, Alberto Pagani, Presidente gruppo PD Commissione Difesa, Camera dei Deputati, Nando Pagnoncelli, sondaggista e amministratore delegato di IPSOS Italia, Fabrizio Perletta, Ceo Ceit SpA, Alessandro Politi, Saggista, Direttore della Nato Defense College Foundation, già Direttore dell’Osservatorio scientifico Nomisma, Costante Portatadino, già Deputato della Democrazia Cristiana e Ceo Fondazione Europa Civiltà, Umberto Ranieri, Senatore ed esponente del Partito Democratico, già Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri, Marco Rizzo, già Deputato della Repubblica, già eurodeputato, già segretario generale del Partito Comunista, oggi coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare, Marcello Savarese, Data Office Director WIND3, Antonella Scaglia, Presidente di IMQ, Domenico Siniscalco, Economista, già Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giacomo Stucchi, Direttore del Master Intelligence economica IASSP e già Presidente Copasir, Angelo Tofalo, Senatore, già Sottosegretario di Stato alla Difesa e componente COPASIR, Nicola Vanin, Chief Information Security officer Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Sergio Vento, Già Ambasciatore Nazioni Unite New York, Washington, Belgrado, Parigi e già Consigliere Diplomatico della Presidenza del Consiglio (dal 1992 al 1995), Stefano Venier, Ceo SNAM, Luciano Violante, Presidente Fondazione LEONARDO ex magistrato e politico PD, parlamentare alla Camera dei deputati dal 1979 al 2008, già presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 1992 al 1994 e già presidente della Camera dal 1996 al 2001, Stefano Zecchi, Filosofo, Scrittore Docente. Già Assessore alla cultura al Comune di Milano.

Grandi amministratori, ministri, massoni, professori, ex militari, ex magistrati, responsabili di istituti demoscopici, ex appartenenti al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica a vigilanza delle attività dei servizi segreti italiani, attuali ministri e presidenti parlamentari, soprattutto CEO, quindi amministratori delegati di grandi aziende come Enel, Eni, Cassa Depositi e Prestiti, ex Finmeccanica, ex Fincantieri e soprattutto attuali vertici del colosso pubblico/privato “Leonardo” e della “Fondazione Leonardo”. Tra loro “grandi”, il piccolo Diego Fusaro, protagonista negli ultimi cinque anni della fondazione e delle vicende altalenanti di almeno quattro partiti anti-sistema: Risorgimento Meridionale per l’Italia, Vox Italia, Ancora Italia, Ancora Italia Sovrana e Popolare.

Da sx a dx: Giulietto Chiesa, Diego Fusaro, Francesco Toscano, Alberto Bradanini, Pino Aprile

Risorgimento Meridionale per l’Italia è stato il proto-partito “garibaldino” (contraddittorio rispetto alle tesi di Pino Aprile che se ne discosterà) fondato con Francesco Toscano per calare nel quadro politico nazionale una formazione antagonista alla Lega di Salvini, in prospettiva di unire le due leghe, nord e sud, per una riforma costituzionale in senso federale accentuato. Giulietto Chiesa si allontanerà dal progetto serbando giudizi severi di inadeguatezza politica. Nel 2019, con Risorgimento Meridionale per l’Italia, Diego Fusaro si è candidato sindaco alle elezioni comunali di Gioia Tauro, comune calabrese in provincia di Reggio Calabria in cui Francesco Toscano è residente, in cui ha sede attualmente il quartiere generale di Visione TV e Democrazia Sovrana e Popolare, in cui Toscano era stato fino a poco tempo prima assessore alla cultura nella giunta guidata da Giuseppe Pedà di Forza Italia. A Gioia Tauro, comune con poco più di 19mila abitanti, Diego Fusaro si attesterà all’ultimo posto con il 2,84% dei voti. Nella stessa tornata elettorale era stato designato dal candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Foligno come assessore alla cultura in caso di sua affermazione: i pentastellati otterranno l’11,59% dei voti, così restando esclusi dal ballottaggio.

da sx a dx: Lillo Massimiliano Musso, Diego Fusaro, Francesco Busalacchi

Per completezza di cronaca, due anni prima, nel 2017, Diego Fusaro veniva proposto come assessore regionale alla Cultura da Lillo Massimiliano Musso e da Francesco Busalacchi, quest’ultimo candidato alla presidenza della Regione siciliana con la lista autonomista “Noi siciliani con Busalacchi – Vox Populi – Sicilia libera e sovrana”, il cui coordinatore era Lillo Massimiliano Musso (designato vice-presidente della Regione), alla guida del primo tentativo in Italia di unire le attuali forze anti-sistema. La lista verrà scandalosamente esclusa dalla competizione per un asserito vizio meramente formale. Nella formazione spiccava anche il nome di Nino Galloni, designato come assessore regionale al Bilancio.

Il 14 settembre 2019 Diego Fusaro partecipa alla fondazione, insieme a Francesco Toscano, Marco Pipino, Giuseppe Sottile e Mauro Scardovelli, del partito di orientamento sovranista e populista Vox Italia. Il mese dopo, il senatore Carlo Martelli eletto con il M5S aderisce a Vox Italia, portando il partito ad avere il primo rappresentante in Parlamento, salvo uscirne nel 2021 per iscriversi ad Italexit di Gianluigi Paragone. Il partito partecipa a varie elezioni regionali e comunali, ma non riesce ad ottenere più dello 0,5% dei voti. Tra gennaio e febbraio 2021 Diego Fusaro sarà l’artefice di un finto congresso politico di Vox per estrometterne i fondatori Pipino (tesoriere) e Sottile (segretario) e per acquisire sotto il proprio controllo la cassa e il database degli iscritti.

Da questa congiura, documentata da una chat “segreta”, che in realtà è di pubblico dominio da anni, il 28 febbraio 2021 il partito Vox Italia si scinde in due: da una parte, la formazione capitanata dai fondatori Giuseppe Sottile e Marco Pipino mantiene il nome e il simbolo e con loro rimane una grande parte dei dirigenti nazionali; dall’altra, sotto la guida di Francesco Toscano ma per la regia occulta di Diego Fusaro, la formazione cambia denominazione in Ancora Italia per la Sovranità Democratica. La parte capitanata dagli avvocati Marco Pipino e Giuseppe Sottile passerà di lì a poco in Italexit con Gianluigi Paragone. Il 9 giugno 2022 aderisce ad Ancora Italia la senatrice Bianca Laura Granato, che successivamente ne diventerà presidente, per poi dimettersi in aperta polemica con Francesco Toscano.

Il 2 agosto 2022, a meno di due mesi dalle Politiche del 25 settembre che incoroneranno Giorgia Meloni come capo del Governo, in dissenso con la linea del partito ormai a guida del duo Francesco Toscano e Marco Rizzo, Diego Fusaro annuncia l’interruzione della sua collaborazione con Ancora Italia ed un riavvicinamento ad Italexit di Gianluigi Paragone.

Come si legge su Wikipedia, le ragioni addotte da Fusaro sono molteplici: tra di esse, il proprio mancato riconoscimento come ideologo di Ancora Italia (inizialmente previsto dallo statuto di partito, poi ignorato e infine rimosso nel congresso di Napoli 2022), il mancato invito al congresso di Napoli nell’estate del 2022, la linea adottata in politica estera (a detta di Fusaro “troppo atlantista” e troppo poco filo-cinese) e infine l’alleanza elettorale con altre formazioni facenti capo al Partito Comunista di Marco Rizzo e Azione Civile di Antonio Ingroia all’interno della lista Italia Sovrana e Popolare in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022.

Nel luglio 2023, dopo la fondazione di Democrazia Sovrana Popolare (DSP) come alleanza sovranista da parte di Francesco Toscano e Marco Rizzo, la corrente guidata da Toscano fonda Ancora Italia Sovrana e Popolare, mentre i membri rimasti in Ancora Italia per la Sovranità Democratica nominano presidente del partito Diego Fusaro, che a circa un anno dalla sua fuoriuscita torna quindi nel partito di cui è stato ideologo con un ruolo dirigenziale.

Pochi mesi dopo, Diego Fusaro rassegna le sue dimissioni dalla carica di Presidente di Ancora Italia per la Sovranità Democratica, di cui rimane relatore nei convegni.

Ricostruito il quadro attraverso i passaggi sopra riportati, scopriamo che il “santarellino” Diego Fusaro, che ha sempre sostenuto di non avere una tessera di partito a mo’ di precisazione del suo assoluto disinteresse rispetto a dinamiche interne di partito, in realtà è stato il principale cospiratore per distruggere Vox Italia, fondare Ancora Italia ed assumerne il controllo con uomini di sua fiducia quali responsabili del tesseramento, della cassa, del potere disciplinare interno, della dottrina politica e della scelta dei candidati e dei rappresentati sui territori. Un dittatore mascherato da ideologo, senza responsabilità ma al contempo con pieni poteri. Super-poteri acquisiti con un lavoro prudente e intelligente, più che discreto nascosto, degno del più esemplare giacobinismo, propriamente sussumibile alla vera e propria congiura alle spalle dei propri sodali di partito. A farne le penne, il vignettista Mario Improta, mal sopportato da Diego Fusaro, l’avvocato Giuseppe Sottile che era il segretario generale di Vox Italia e l’avvocato Marco Pipino che ne era il tesoriere. Stessa sorte toccherà, successivamente, a Francesco Toscano.

In tale vicenda, l’astuto Francesco Toscano ha ruolo di subalterno, da fondatore di Vox Italia si dissocia pubblicamente dagli altri due fondatori, Sottile e Pipino, e si accoda alle richieste di Fusaro. Astuto, Toscano. Perché astuto? Perché ha capito che cassa e database degli iscritti valgono nulla rispetto al mezzo televisivo del partito, ovvero VoxTV. Ed è così, trama nella trama, che Toscano si appropria personalmente del canale televisivo del partito e lentamente lo trasforma fino all’attuale denominazione di VisioneTv, che rientra giuridicamente nel suo totale controllo, in quanto, attraverso srl, di fatto proprietario esclusivo.

Oggi Diego Fusaro e Francesco Toscano sono distanti anni luce. Il primo ignora il secondo, il secondo lo indica come responsabile di una successiva congiura con cui Fusaro toglierà Ancora Italia a Toscano. E in tutto ciò la vera politica è la grande assente e solo il pretesto per smaniosi di giocare al “piccolo napoleone”. Irresponsabili!

Alla luce del quadro generale, ci chiediamo se sia da escludere che Diego Fusaro, in dialogo filosofico e politico con l’ancora aspirante al trono d’Italia, agisca nel fronte anti-sistema per distruggere le formazioni che sorgono dal basso o per determinare il successo di una di queste, da poi piegare agli interessi della lobby di cui è accreditato come formatore. Non possiamo avere certezze, ma quanto meno da ora in poi capiremo sempre più la direzione che Diego Fusaro mira a dare a quei soggetti politici di cui dice di esserne estraneo mentre fa di tutto, in privato, per controllarli totalmente.


Per chi vuole approfondire, ecco alcuni interessanti spunti

http://www.giannidragoni.it/insider/un-ex-poliziotto-dei-servizi-per-leonardo/