Gli editori italiani sono in crisi e pretendono di battere cassa con soldi pubblici per non fallire. Ma il fallimento è il meno che meritano
La Federazione Italiana Editori Giornali torna a chiedere soldi al governo per salvare i giornali e lancia l’allarme: “Siamo vicini al punto di rottura, serve sostegno pubblico per salvare il sistema“. Tradotto: servono fondi statali, quindi soldi pubblici, per sopravvivere. Secondo loro, il crollo del settore sarebbe dovuto a fattori esterni, come la concorrenza degli over-the-top e il calo della pubblicità. Ma è davvero così? O sarebbe ora che questi miserabili si facessero un esame di coscienza? Perché la crisi dell’editoria non è piovuta dal cielo, è figlia della disinformazione sistematica, della scarsa qualità, e del disprezzo verso i lettori.
Inoltre dovrebbero chiedersi perché i giornali italiani sono considerati carta straccia. Da anni, la maggior parte dei quotidiani italiani si è trasformata in una macchina propagandistica, asservita a partiti, lobby o grandi interessi economici. Le inchieste scarseggiano, le analisi sono sempre più povere, e le notizie vengono spesso confezionate con titoli sensazionalistici ma contenuti inconsistenti. Questo non è fare informazione, è prendere in giro i lettori.
Altra domanda che dovrebbero porsi: perché gli italiani non si fidano più dei media? Non è un mistero che i giornali abbiano perso credibilità. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una marea di articoli faziosi, mezze verità, omissioni strategiche e un’incessante campagna propagandista soprattutto di guerra per manipolare l’opinione pubblica su temi cruciali. Dal raccontare la cronaca al vendere narrazioni utili ai potenti di turno, il passo è stato breve. Il risultato? Gli italiani hanno smesso di fidarsi e, giustamente, non vogliono più pagare per farsi prendere in giro.
I giornali italiani non falliscono per colpa della concorrenza o di Internet come vorrebbero farci credere. Falliscono perché sono gestiti male, da editori che pensano solo al profitto immediato, incapaci di innovare e disinteressati a fare vero giornalismo ma solo propaganda. Vogliono soldi pubblici per continuare a vendere fuffa, ma non si rendono conto che i lettori non sono stupidi e se non comprano più i giornali è perché non trovano più valore in ciò che offrono. La credibilità è tutto: senza fiducia, non c’è business model che tenga.
Questi editori non solo vogliono essere finanziati dai cittadini, ma vogliono farlo continuando a pubblicare spazzatura. Pretendono fondi per evitare la “chiusura”, ma non si rendono conto che il vero problema è la loro totale incapacità di adattarsi e di offrire un prodotto che valga la pena acquistare. Basta piagnistei. Volete salvare il vostro settore? Tornate a fare giornalismo serio, onesto e indipendente. Solo così i lettori torneranno a fidarsi di voi. Fino ad allora, smettetela di chiedere soldi pubblici per continuare a prendere in giro chi vi legge.
A proposito: la Russia combatte ancora con le pale? Il Nord Stream l’ha fatto saltare Putin? L’esercito Russo tira via ancora i chip dalle lavatrici per fare le armi? La Russia è fallita? L’Ucraina ha vinto la guerra? A Gaza non è genocidio?
Liberamente tratto da https://T.me/GiuseppeSalamone