22 Gennaio 2025

Il saluto romano di Elon Musk? Cosa c’è di vero e non vero in tutto il polverone mediatico sollevato

By Il Corriere del Popolo

Come ormai noto, Donald Trump è ufficialmente il 47mo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Ma a distrarre dalle questioni serie vi è l’ultima geniale trovata dell’uomo più ricco del mondo, che a margine di un evento di portata epocale ruba la scena al Presidente degli Stati Uniti d’America con un goffo saluto romano. Cosa c’è di vero?

Sicuramente le immagini di Elon Musk con il braccio destro alzato non sono artefatte, né generate con il computer. Tant’è che i suoi lo hanno giustificato come goffo gesto dovuto al suo “autismo”. Poco dopo il fatto, sulla piattaforma X, Andrea Stroppa, referente italiano di Elon Musk, ha così commentato:

«L’Impero Romano è tornato, a cominciare dal saluto romano».

Poco dopo, Stroppa ha eliminato il precedente messaggio e scritto:

«A Elon non piacciono gli estremisti! Quel gesto, che alcuni hanno scambiato per un saluto nazista, è semplicemente Elon, che è autistico, che esprime i suoi sentimenti dicendo “voglio darti il mio cuore”. È esattamente ciò che ha comunicato al microfono».

E poi ancora, sviando dal tema del braccio alzato, Stroppa ha alzato il polverone sull’impero romano.

Stabilito che il saluto (romano, fascista, nazista o “nientista”) c’è stato, vediamo di stabilirne oggettivamente la forma e il significato.

La storia del “saluto romano” è uno di quei tanti falsi storici di cui è pieno l’immaginario collettivo.

Si rinviene nella storia di Roma un’ampia casistica di sculture con soggetti con un braccio alzato come a benedire, ma il saluto romano per come ce lo hanno sempre raccontato non è mai storicamente esistito. Difatti, questa forma di saluto non è mai stata in auge tra l’antica Roma e il basso Impero. Compare in via ufficiale dal 1892 nelle scuole degli Stati Uniti d’America per salutare la bandiera con il celeberrimo cerimoniale creato da Francis Bellamy. Questa forma di saluto verrà sostituita nel 1942 con l’apposizione della mano destra sul cuore.

Bambini statunitensi omaggiano la bandiera americana con il saluto di Bellamy (1941)

Se, quindi, il saluto di Musk non è quello romano ed escludendo che sia quello di Bellamy, vuol dire che è il saluto fascista. No?

Assolutamente no. Per comprenderlo occorre fare una distinzione essenziale. Il saluto fascista e il saluto nazista sono differenti nella forma e nel simbolismo.

Differenza tra il saluto nazista e il saluto fascista

Il saluto fascista è un gesto in cui la mano è a penzoloni sul fianco destro e d’un tratto il braccio destro viene completamente esteso in avanti e alzato di circa 135 gradi rispetto all’asse verticale del corpo con il palmo della mano rivolto verso il basso e le dita unite. In epoca fascista, al saluto non si accompagnava alcun significato simbolico-esoterico, per quanto se ne pompasse lo strumentale richiamo ai fasti imperiali. In epoca post-fascista, al saluto fascista si accompagnerà un significato di memoriale, quindi un uso “rievocativo”, ma senza implicazioni di carattere esoterico. Tant’è che non esiste una “forma” rigorosa, consistendo meramente in un’alzata di mano che rimane in alto per qualche istante prima di essere riabbassata. A tale gesto non si accompagna alcuna formula lessicale-sacramentale. Nelle dinamiche pratiche, “al salutante i salutati rispondevano salutando“, cioè a loro volta alzavano il braccio, quindi ripetevano il gesto. Il saluto fascista non è vietato in sé dalla legge italiana ma solo in quanto evocativo del fascismo, quindi idoneo all’apologia di quell’idea che potrebbe portare alla riorganizzazione del disciolto partito fascista.

Croci, colombe nel cielo con cui discende sul prescelto lo spirito e molte formule religiose diverranno parte del culto della personalità di Adolf Hitler. Il nazismo divenne un’ideologia costruita nel tempo con l’utilizzo strumentale di simboli e miti preesistenti, in ciò comprendendosi anche l’uso della svastica, simbolo per eccellenza del nazismo.

Il saluto nazista, differentemente, è un gesto pregno di simbolismo esoterico, elemento tipico del “misticismo nazista”. Generalmente, questo saluto consisteva in una sorta di imposizione della mano, il braccio destro si alzava ad un angolo di circa 120 gradi rispetto al torso ed il salutante pronunciava alcune parole, soprattutto “Heil”, che significa “Salute”, quindi la versione tedesca di “Salve!”. Nelle dinamiche pratiche, al salutante i salutati rispondevano senza a loro volta alzare il braccio, ma semplicemente con la voce, ricambiando con Heil Fuhrer o Heil Hitler. (Salute, Hitler!). Veniva usato quando il saluto era indirizzato direttamente ad un altro cittadino tedesco, oppure, nelle Waffen-SS, ad un ufficiale di rango superiore. Hitler preferiva “Heil, mein Führer!” oppure un semplice “Heil!”.

In pratica, vi è stata una lenta evoluzione del saluto nazista, ispirato originariamente a quello fascista, tanto da rinvenirsi una molteplicità di saluti “nazisti”. Nella foto che precede, Hitler saluta con il gomito piegato e le truppe restano immobili. Nel video che segue, che riguarda lo storico discorso di Coburgo del 1933, le mani sono alzate ancora alla “fascista maniera”.

Dopo il discorso del Fuhrer al congresso del partito nazionalsocialista del 1933 a Norimberga, il saluto si caratterizza come quello ancora oggi in auge tra i neo-nazisti di tutto il mondo. Nel video che segue, dal minuto 1.45 è possibile vedere il saluto di Hitler, quindi il vero saluto nazista, che si evolve in “eggregora”; al saluto del Fuhrer segue la risposta corale ed immediata dei presenti “Heil, mein Führer!”.

Il saluto nazista ad un raduno a Berlino, nel 1935

Tra le tante forme del saluto nazista ne è rimasta in particolare una, impregnata di specifico valore simbolico. La forma giunta ai giorni nostri è quella, ovviamente, di Adolf Hitler in persona. Il simbolismo esoterico del Nazismo ha portato allo sviluppo successivo di un codice applicato anche al saluto, in cui la mano destra dapprima poggia sul lato sinistro del petto, che rappresenta il cuore, e poi il braccio destro si estende fulmineo in alto come a volere gettare il cuore in avanti. Questo tipo di saluto, come visto, si rinviene nei discorsi di Adolf Hitler e, soprattutto, nei gesti dei più noti neo-nazisti viventi, come il norvegese Anders Behring Breivik, che il 18 gennaio 2022 in udienza si presentava con il saluto nazista, come mostra il video che segue.

Ma perché dal cuore parte la mano e si distende in alto?

Perché nel simbolismo del misticismo nazista si intende rappresentare l’idea, attinta dal cristianesimo, del sursum corda, dello “In alto i cuori”. Nella liturgia cattolica è presente “in alto i cuori” con il significato di rivolgere la vita “al Signore”. Nel misticismo nazista, “In alto i cuori” è la versione italiana della ben più nota, e controversa, “Das Horst-Wessel-Lied”, che è più conosciuta con il titolo “In alto la bandiera”. Questa canzone, composta dal militante delle SA naziste Horst Wessel divenne l’inno ufficiale del partito nazionalsocialista di Hitler dopo che l’autore fu assassinato dai comunisti. Con l’avvento della dittatura nazista “In alto la bandiera” divenne una sorta di secondo inno ufficioso della Germania, accanto alla “Das Lied der Deutschen” che ancora oggi, senza le strofe nazionaliste censurate, è l’inno nazionale tedesco. Le SA, conosciute come le camicie brune, erano un gruppo paramilitare del partito nazista, la cui importanza causò uno scontro durissimo tra il loro leader Ernst Röhm ed Adolf Hitler, che ordinò alle SS di trucidare i vertici dell’organizzazione nella “Notte dei lunghi coltelli”. L’inno della SA fu però mantenuto dal nazismo al potere, visto che era già stato adottato dal partito prima del crollo della Repubblica di Weimar. “In alto i cuori” ne è una trasposizione italiana, derivante dal testo che si apre con queste parole:

In alto i cuori, in alto i gagliardetti,
serrate i ranghi, è l’ora di marciar!
Camerati assassinati dalla reazione,
marciate in spirito con la Rivoluzion!
Camerati assassinati dalla bestia rossa,
marciate in spirito nei nostri battaglion!

E tutti uniti, insieme morti e vivi,
al vecchio mondo che non ha più ideal,
lanciamo in coro una sfida travolgente,
pronti a morir per la nuova Civiltà!

Tuttora è considerato l’inno del nazismo ed in Germania l’esecuzione di “In alto la bandiera” è vietata dal codice penale.


Quindi, il tanto discusso saluto di Musk è quello nazista?

Ciascuno giunga alle sue conclusioni.