30 Ottobre 2024

L’astensionismo si estende ai talk politici. Gli italiani disertano le urne e i dibattiti politici. La RAI sospende “L’Altra Italia” di Monteleone

By Il Corriere del Popolo

Non ce l’ha fatta. L’ex Iena Antonino Monteleone non è riuscito a divenire il punto di riferimento della galassia di cittadini italiani stanchi delle solite chiacchiere politiche.

Monteleone, scoperto in rete dalla Casaleggio & Associati, dopo molti anni di servizio attivo su Rai, La7 e Mediaset, si scopre di non essere all’altezza del ruolo di anchor man, quindi di conduttore di programmi televisivi. Come autore e inviato ha lavorato con Report su Rai3 ai tempi della Gabanelli, con Piazzapulita su La7 con Formigli, con Exit – Uscita di Sicurezza su La7 con la D’Amico. Un curriculum di tutto rispetto per chi fa il suo mestiere. Ma Antonino Monteleone non ha sfondato in Rai, pur avendo a disposizione la prima serata del giovedì su Rai2.

La parabola di Monteleone è simile a quella di molti altri nel suo mestiere. Nel 2009 lavora per Casaleggio Associati nella produzione di contenuti multimediali, come si legge nel suo curriculum, poi entra nel giro che conta fino ad arrivare ad essere, per ben sette anni, fino al 2024, tra gli autori e conduttori de Le Iene. Ma il vero salto di qualità lo fa nell’aprile del 2024, quando partecipa alla conferenza programmatica di Fratelli d’Italia “L’Italia cambia l’Europa”. In pratica, prima dell’estate è sostanzialmente disoccupato, dopo la conferenza con la Meloni e dopo la stessa estate, ad ottobre, passa alla conduzione del programma “L’altra Italia” su Rai 2. Un salto di qualità enorme, da garzone di bottega a padrone di casa e che casa, la reggia Rai. Manifestazione becera dell’arroganza del potere che promuove le carriere dei giornalisti sulla scorta delle adesioni politiche. Una storia molto simile a quella di Gennarino Sangiuliano.

Forte di un’esperienza televisiva “smart”, goliardica ed irriverente, Monteleone, passato dalla post-produzione “taglia&cuci”, avrebbe dovuto interpretare sul mainstream il ruolo di trascinatore dell’Altra Italia, dell’Italia disallineata dal mainstream. Gli si chiedeva di interpretare il ruolo di pifferaio magico, per trascinare milioni di italiani disertori della TV verso il ritorno alla TV e ad un comune modo di pensare, in linea con la narrativa di Fratelli d’Italia. Ma l’operazione è miseramente fallita, perché ormai l’astensionismo delle urne si è esteso, e da tempo, anche ai talk politici. Così, mamma Rai ha dovuto arrendersi a quelli che sono stati definiti “ascolti flop”. Il talk politico “L’Altra Italia” su Rai 2 in prima serata ha fatto numeri più che deludenti, letteralmente umilianti; meno di quanto realizza un comune influencer su Youtube ogni giorno con le recensioni dei videogames.

E la notizia non è tardata ad arrivare:

Giovedì 31 ottobre – informa la Direzione Approfondimento di Viale Mazzini in una nota – andrà in onda l’ultima puntata della trasmissione “L’Altra Italia”. Nelle prossime settimane insieme al conduttore Antonino Monteleone, con la Direzione Distribuzione e la Direzione Marketing avvieremo delle riflessioni per realizzare una nuova trasmissione con un nuovo format e una collocazione in palinsesto più efficaci“.

Come si apprende dall’Ansa, già il debutto, il 3 ottobre, era stato sotto le attese: Monteleone si era fermato a 276mila spettatori (1,8% di share). Il 10 ottobre ha fatto anche peggio, registrando 276.000 utenti e l’1.6% di share. La debacle il 17 ottobre: L’Altra Italia ha registrato “ascolti mai visti prima nella storia della Rai”, come sottolineato dal Pd, con uno share dello 0,99% e appena 169mila telespettatori in prima serata. Il 25 ottobre la situazione non è migliora di tanto: il programma si è fermato a 206mila spettatori pari all’1.2%.

Antonio Monteleone aveva promesso che il format non avrebbe “fatto sconti a nessuno”. Ma l’apprezzamento del pubblico non è andato come sperava. Un problema che non riguarda soltanto Monteleone: il giovedì negli ultimi anni per Rai2, dopo l’epoca dei fasti di Michele Santoro, si è sempre dimostrata una serata ostica per tutti i talk che negli ultimi anni si sono inabissati negli ascolti. Tra i precedenti poco fortunati, Nemo – Nessuno escluso con Enrico Lucci e Valentina Petrini, Popolo Sovrano con Alessandro Sortino, Seconda Linea con Alessandro Giuli e Francesca Fagnani, Titolo V con Roberto Vicaretti e Francesca Romana Elisei, Che c’è di nuovo condotto da Ilaria D’Amico. Tutti format concepiti come “pifferaio magico”, a cui – però – non va più appresso nessuno.