10 Agosto 2024

L’Italia ripudia la pace, Marco Travaglio la logica e la coerenza. Le travagliate altalene del più formidabile giornalista italiano

By Il Corriere del Popolo

Marco Travaglio è un costante travaglio per chi non si accontenta di un’informazione incompleta. Ti esalta con analisi lucide e oggettive, ti fornisce informazioni preziose, poi, d’un tratto, la spara talmente grossa che ti domandi “Da che parte sta Travaglio?“. E il tentativo di risposta alla domanda è “in se per sé” un vero e proprio travaglio, come la questione degli accenti nella locuzione “in se per sé”.

Dalla difesa a spada tratta del M5S e del Governo Conte, alle accuse di negazionismo per chi non ha abboccato alla farsa pandemica o alla farsa climatica, dalla sua visione miope su Bettino Craxi e sulla Prima Repubblica, alla esaltazione di una stagione politico-giudiziaria montata ad arte da servizi stranieri per un vero e proprio colpo di stato eterodiretto da oltreoceano, cioè Mani Pulite, Marco Travaglio è come un prete santo che ti battezza, ti confessa e ti da la comunione e che d’un tratto inizia a bestemmiare. Senza un filo logico delle cose. Certamente nessuno è perfetto, tutti sbagliamo, compreso Travaglio. Anzi no, lui non sbaglia mai, nel senso che appare come quel sapientino in grado di giustificare le sue temerarie sortite, a costo di strusciare con le mani in verticale chilometri di specchi. Al netto degli errori a cui tutti siamo soggetti, Travaglio si è distinto anche per posizioni stabili nel tempo che risultano, a rigore di logica, assolutamente incompatibili e incoerenti con i fatti storici e gli eventi contemporanei che lui stesso ha raccontato con la pretesa di essere creduto.

Ne abbiamo avuto esempio su Il Fatto Quotidiano del 9 agosto 2024. Nel suo editoriale non è riuscito a sottrarsi alla narrativa unica ammessa dal civile Occidente, la cui prima vocale in realtà, per degenerazione, andrebbe pronunciata “A”. Non è riuscito a non definire Putin come criminale di guerra e terrorista, pur se nella sua analisi era risultato assolutamente impeccabile. Ma chi siamo noi per giudicare Travaglio? Nessuno. Perciò oggi tocca a noi infilzare il polifemico direttore de Il Fatto Quotidiano.

Prima di pungerlo, sapendo che per lui sarà solo solletico, analizziamo cosa di serio e vero è riuscito a scrivere. Ed in onestà il 99% di quello che scrive è condivisibile, peccato per quel diabolico 1% che sistematicamente rovescia a terra la frittata.

Scrisse Travaglio sul Fatto:

La guerra in Ucraina iniziò nel 2014 col golpe bianco di piazza Maidan che rovesciò il presidente democraticamente eletto Yanukovich, reo di non piacere agli Usa, e rimpiazzarlo con i loro fantocci – prima Poroshenko, poi Zelensky – al grido della loro emissaria Victoria Nuland “Fuck Europe!”“.

In pratica, Marco Travaglio ha riconosciuto negli esatti termini le premesse di Vladimir Putin per giustificare l’operazione speciale in Ucraina. Per averne certezza, è sufficiente la visione della storica intervista di Tucker Carlson a Vladimir Putin del 7 febbraio 2024 (qui sotto o a questo link).



Dieci anni dopo, sta finendo con gli Usa che “chiedono spiegazioni” al regime ucraino che, sfuggito totalmente di mano e persa la guerra in casa, si abbandona a crimini di guerra e atti di terrorismo in Russia e persino nell’Africa subsahariana filo-russa“.

In pratica, Marco Travaglio riconosce perfettamente che in Ucraina vige un regime, al cui dittatore Zelensky la situazione è sfuggita di mano, che la Russia ha già sostanzialmente vinto la guerra e che il regime di Zelensky compie crimini di guerra e atti di terrorismo in Russia e nell’Africa subsahariana filo-russa. Si esclamerebbe “WOW!”, tradotto nell’italiano onomatopeico “UAO!”. Travaglio, in pratica, sostiene l’opposto di quanto sostiene il Governo italiano, l’Unione Europea e la NATO, ma si discosta anche dalle false opposizioni come quella pacifista e finta, quindi “pacifinta”, di Giuseppe Conte, perché mai l’avvocato del popolo, che se lo fosse stato per davvero andrebbe denunciato per infedele patrocinio, sosterrebbe che il cocainomane Zelensky sia il dittatore di un regime antidemocratico, che ha sciolto i partiti di opposizione, chiuso le redazioni dei giornali e delle tv a lui ostili, ha integrato nelle forze militari gruppi dichiaratamente neonazisti, ha proibito l’uso della propria lingua madre alle comunità russe presenti in Ucraina, discriminato i religiosi e persino avallato la “chiesa di satana”; e che oggi è ancora alla guida dell’Ucraina sol perché le elezioni sono state rinviate sine die a causa della guerra con la Russia, che Zelensky è un walking dead ed ha tutto l’interesse a che non si giunga ad un armistizio o ad un trattato di pace. Conte, sempre difeso da Travaglio, sostiene argomentazioni incompatibili con la narrativa di Travaglio, che ha aggiunto:

E i camerieri d’Europa, anziché dissociarsi, scavalcano a destra il padrone americano, avallando ex post la deriva di Kiev. Dice la Commissione Ue: “L’Ucraina combatte una legittima guerra di difesa dall’aggressione illegale russa e ha il diritto di colpire ovunque ritenga necessario, sul suo territorio e in quello nemico”. Parla dell’incursione ucraina con truppe, carri armati e missili nella regione russa di Kursk che ha ucciso 5 persone, causato l’evacuazione di migliaia di persone, colpito una centrale elettrica e un antico monastero. Obiettivi civili che nulla c’entrano con la resistenza all’invasore e la riconquista (finora miseramente fallita) delle terre occupate. Crimini di guerra e atti di terrorismo come l’assassinio di Darya Dugina a Mosca con un’autobomba; la distruzione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2; i raid in Russia di miliziani di estrema destra detti amabilmente “partigiani russi” anche se partono dall’Ucraina; gli omicidi di giornalisti non allineati definiti dal capo dei Servizi militari Budanov “propagandisti russi” da “eliminare ovunque sulla faccia della terra”; l’assistenza, rivendicata dagli stessi 007 di Kiev, a gruppi jihadisti e Isis in Mali e in Niger per destabilizzarne i governi e compiere stragi di soldati indigeni e mercenari Wagner“.

MARCO TRAVAGLIO E GIUSEPPE CONTE

Mai Conte definirebbe i big politici nostrani quali “camerieri d’Europa”. Mai Conte potrebbe sostenere che i nostrani “euronomani”, per adoperare un azzeccato “fusarismo”, anziché dissociarsi dalla Nato, quindi dagli USA, “scavalcano a destra il padrone americano, avallando ex post la deriva di Kiev“. Con le sue parole, Travaglio è il più filorusso dei filorussi, posto che il suo filo rosso si intreccia meravigliosamente con il fil rouge della narrativa russa. A tratti, la pronuncia di Marco Travaglio si modella in Mark Travagliov per quanto riesca a sostenere esattamente la versione russa, senza sbavatura alcuna.

Ma tutto questo l’Europa, ormai più filo-Usa degli Usa, non lo sa. O finge di ignorarlo. E Tajani fa tenerezza quando dice che “non siamo in guerra con la Russia” perché “abbiamo sempre detto che le nostre armi non devono essere utilizzate in territorio russo”: l’Ucraina è fallita da ben prima del 2022, tenuta in vita artificialmente dai miliardi Usa, Ue e Nato, ma grazie a loro ha l’esercito più armato d’Europa. Nulla di ciò che sta facendo sarebbe possibile senza i nostri soldi e armamenti, anche italiani. Che, non essendo tracciati, possono benissimo essere usati per colpire in Russia e in Africa. In guerra con la Russia ci siamo eccome. Se non vogliamo esserci più, abbiamo una sola cosa da fare: ricordarci dell’articolo 11 della Costituzione e smettere immediatamente di armare Zelensky.

Mark Travagliov, potremmo dire giocando con le sue parole, è riuscito ad essere più filo-Russia della Russia e non lo sa. O finge di ignorarlo. E dopo una santa messa stupenda, il prete santo del giornalismo italiano, dopo “la Messa è finita, andate in pace” chiude il pezzo con un bestemmione:

È vero: anche Putin&C. compiono crimini di guerra e atti di terrorismo. Ma con i loro soldi, non con quelli di noi “buoni”.

Dicevamo, chi siamo noi per giudicare Travaglio? Nessuno. Ed ecco l’infilzata.

Marco Travaglio vive appeso a quell’1% di bestemmia che gli consente di banchettare con i demoni. Poche parole al buon intenditore…

di Lillo Massimiliano Musso
Segretario Generale di Forza del Popolo