MAMDANI, O DELL’ENNESIMA VITTORIA DI TRUMP
Il mondo radical-chic e delle anime belle nostrane sta esultando per l’elezione a sindaco di NY di Zohran Mamdani, mussulmano e socialista, a loro dire la nemesi di Trump e nuova speranza dem.
Spiacente, campioni, ancora una volta non avete capito nulla. Intanto, il giovane Mamdani non è un autentico figlio del popolo, un immigrato che ha avuto successo, ma è un esponente dell’upper class. È figlio di un professore della Columbia, ugandese di nascita e di origine indiana e religione islamica, e di una regista sempre indiana.

Qui lo vediamo insieme al figlio di Soros, di cui è l’ennesima creatura, un prodotto in vitro come molti altri leader di questi anni. Insomma, è il miglior sindaco possibile per Trump, che infatti ha appoggiato l’ex dem Cuomo proprio per spingere Mamdani, in una città in cui si concentra l’opposizione a POTUS. Ora il neo sindaco potrà scatenarsi con le politiche green e tutte le follie sorosiane e Trump ne trarrà vantaggio.

Torniamo ancora un attimo alle esultanze scomposte del centrosinistra e dei radical-chic nostrani per la vittoria di Mamdani. Ora: a parte il fatto che il nuovo paladino dei dem è in realtà una specie di incrocio tra Barack Obama e Giggino Di Maio e che ove mai dovesse attuare quello che ha promesso ridurrebbe NY ad una città vetero sovietica di 50 anni fa, non si può non notare come in realtà il presidente Trump abbia finito per aumentare il consenso in una città tradizionalmente liberal e ostile come la Grande Mela: il rapporto di forze in termini percentuali a favore del neosindaco è stato infatti solo di 51 a 49 – con l’ex governatore Andrew Cuomo (con l’endorsement di Trump) al 41% e il candidato repubblicano Curtis Sliwa al 7% – quando soltanto un anno fa Kamala Harris nella città di New York aveva incassato alle presidenziali il 74% dei voti lasciando a Trump solo il 25%. Che a NY vincano i dem è un fatto normale, non c’è da agitarsi tanto. Sarebbe come se in Italia il Pd gongolasse per aver vinto di misura a Reggio Emilia…
Francesco Gerardi