26 Agosto 2024

Pavel Durov come Julian Assange? Cosa vuole la NATO dal fondatore di Telegram? Durov ha per anni evitato Cina, Russia e USA per cadere nella trappola della Francia

By Il Corriere del Popolo

Pavel Valer’evič Durov, nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) il 10 ottobre 1984 e cresciuto a Torino fino al 2001 dove ha frequentato le scuole dell’obbligo, è considerato «il Mark Zuckerberg della Russia» per avere fondato il social network russo VK e del servizio di messaggistica istantanea Telegram, quest’ultimo gestito con il fratello Nikolaj. Il suo nome è stato assunto agli onori della cronaca internazionale a seguito del suo arresto in Francia.

Nel 2023, tra i sistemi di messaggistica privata Telegram ha superato Messenger (Facebook – Meta). L’attuale classifica mondiale vede al comando Whatsapp (gruppo Meta), Telegram e Messenger (gruppo Meta)

Le autorità giudiziarie francesi hanno disposto la detenzione in carcere del fondatore di Telegram, dopo il suo arresto del 25 agosto 2024 in un aeroporto di Parigi, per presunti reati legati all’app di messaggistica. Il cosmopolita Durov ha quattro cittadinanze: russa, francese, nevisiana (Saint Kitts e Nevis, piccolo stato insulare dell’America centrale membro del Commonwealth delle nazioni) ed emiratina (Emirati Arabi Uniti). Per la legge francese, Durov potrà rimanere in carcere per massimo 96 ore; entro questo termine, il giudice lo può prosciogliere dalle accuse e rimetterlo in libertà, rinviarlo a giudizio liberandolo o rinviarlo a giudizio mantenendo la custodia cautelare in carcere o in detenzione domiciliare. Durov, come detto, è cittadino francese a tutti gli effetti ed è proprietario immobiliare in Francia, quindi nulla osterebbe il regime di detenzione domiciliare. Tuttavia, il caso è palesemente di tipo geopolitico e si collega al tentativo della Nato di entrare in possesso dei codici di decriptazione di Telegram.

Che si tratti di un caso giudiziario strumentale ad altro sono convinti, tra gli altri, Elon Musk, che ha dichiarato di temere di essere il prossimo sulla lista, ed Edward Snowden, oltre a Robert F. Kennedy Jr, tutti convinti che si tratti “dell’ennesimo attacco alla libertà di parola“.

Ma perché Durov è stato arrestato? Come riferito dall’Ansa, il fermo è scattato per un ‘mandato di ricerca’ francese, spiccato sulla base di un’indagine preliminare dell’ufficio per la violenza sui minori. Tra le accuse ancora non formalizzate ci sarebbero frode, traffico di droga, cyberbullismo, criminalità organizzata e promozione del terrorismo sulla piattaforma. “L’impunità di Telegram è finita“, ha detto una fonte della Procura. Il teorema dell’accusa però si è scontrato con gli appelli alla liberazione di Durov lanciati a caldo dal patron di X, Elon Musk: “Tempi pericolosi”, ha scritto con l’hashtag ‘#FreePavel’ e ironizzando sul motto francese, trasformato in “‘Liberté, Liberté!, Liberté?'”. Ancora più spigoloso Edward Snowden, l’ex talpa dell’Nsa americano riparato in Russia. “L’arresto di Durov è un attacco ai diritti fondamentali di libertà di parola e di associazione”, ha scritto. “Sono sorpreso e profondamente rattristato che Macron sia sceso al livello della presa di ostaggi come mezzo per ottenere l’accesso alle comunicazioni private. Abbassa non solo la Francia, ma il mondo”.

Pavel Durov non se l’aspettava. Ad aprile 2024, dichiarava in un’intervista a Tucker Carlson di non viaggiare in Paesi come Cina, Russia e Stati Uniti per essere prudente, posta l’eccessiva attenzione di Fbi e di altre agenzie al suo Telegram, che non a caso ha sede negli Emirati Arabi, a Dubai.

Ed il regime di Kiev non ha perso tempo: “È possibile che Pavel Durov abbia chiesto un incontro con Vladimir Putin a Baku qualche giorno fa, ma gli è stato rifiutato“. Così ha scritto proprio su Telegram Andriy Kovalenko, capo della propaganda di Zelensky, che ha aggiunto: “L’arresto di Durov può essere paragonato all’hackeraggio di Enigma da parte degli inglesi durante la Seconda guerra mondiale. Il caso Durov potrebbe anche far crollare l’intera rete di agenti russi in Europa“.

Notizia che trova conferma nel quotidiano internazionale EurAria Daily del 20 agosto 2024 (l’arresto di Durov è di cinque giorni dopo), funzionari russi avrebbero suggerito a Putin di organizzare un incontro con il capo di Telegram, ma Putin si sarebbe rifiutato di incontrarlo. Non si conoscono né le ragioni dell’auspicato incontro né il motivo del rifiuto dell’incontro (https://eadaily.com/en/news/2024/08/20/putin-refused-to-meet-with-durov-base).

Il numero 2 del Cremlino, Dmitry Medvedev, Presidente della Federazione Russa dal 2008 al 2012 e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, ha dichiarato di avere già avvisato Durov dei rischi connessi ad uno stare con un piede in due scarpe: “voleva essere un brillante ‘uomo di mondo’ che vive benissimo senza patria”, ma “ha sbagliato i calcoli, i nemici che ora abbiamo in comune lo vedono come un russo e, quindi, imprevedibile e pericoloso”. “È giunto il momento che Durov capisca che non si può scegliere né il Paese d’origine né l’epoca in cui si nasce”.

Come riportato proprio su Telegram da ABC Aria Buona Channel, Dmitry Medvedev ha scritto, sempre su Telegram: “Una volta, molto tempo fa, ho chiesto a Durov perché non voleva collaborare con le forze dell’ordine russe su crimini gravi. “Questa è la mia posizione di principio”, mi disse. “Allora avrai problemi seri in qualsiasi paese”, gli ho detto. Ha ritenuto che i suoi maggiori problemi fossero in Russia, e se ne è andato, ricevendo poi anche la cittadinanza/permessi di soggiorno in altri paesi. Voleva essere un brillante “uomo di mondo” che vive bene senza la sua patria. Ubi bene ibi patria! Ha sbagliato i calcoli. Nonostante tutti i nostri nemici ormai comuni, è russo e quindi imprevedibile e pericoloso. Sangue diverso. Sicuramente non Musk o Zuckerberg (che, tra l’altro, collaborano attivamente con l’FBI). Durov deve finalmente capire che la Patria, come i tempi, non si possono scegliere…

Pavel Durov come Julian Assange? Ricordiamo che anche Julian Assange fu inizialmente incriminato con la terribile accusa di violenza sessuale, accusa da cui poi fu totalmente prosciolto. Nel frattempo, però, gli fu tolta la libertà per anni. Pavel Durov rischia di fare la stessa fine, se non peggio. Ed ora, lui che non voleva alcuna patria, deve sperare che la sua Madre Russia non lo abbandoni.

Come hanno reagito i mercati all’arresto di Durov? Meta in picchiata libera…