26 Agosto 2024

Per il Wall Street Journal, le più vaste reti di pedofili usano Instagram, social del gruppo Meta (lo stesso di Facebook). E la conferma arriva da un’inchiesta di due giornalisti francesi

By Il Corriere del Popolo

Instagram non ospita semplicemente queste attività. I ​​suoi algoritmi le promuovono. Instagram collega i pedofili e li guida ai venditori.

Parole chiare. Come ricostruito da ABC – Aria Nuova Channel, secondo le indagini del Wall Street Journal e dei ricercatori della Stanford University e della University of Massachusetts Amherst, le piattaforme social come quelle di Zuckberg aiutano a connettere e promuovere una vasta rete di account apertamente dedicati alla commissione e all’acquisto di contenuti sessuali rivolti a minorenni. I pedofili usano Internet da molto tempo, ma a differenza dei forum e dei servizi di trasferimento file che si rivolgono a persone interessate a contenuti illeciti, Instagram non ospita semplicemente queste attività. I ​​suoi algoritmi le promuovono e, al contempo, ignorano le segnalazioni degli utenti. In pratica, c’è chi sostiene (e lo documenta) che Instagram collega i pedofili e li guida ai venditori. E vi sono clamorose ammissioni.

Il Wall Street Journal è un quotidiano internazionale pubblicato a New York negli Stati Uniti, con una media a livello mondiale di oltre 2 milioni di copie stampate giornalmente. È il quotidiano a maggiore diffusione negli Stati Uniti. Riguardo le connessioni tra social media e reti di pedofili, il WSJ ha pubblicato il 7 giugno 2023 una inchiesta a firma dei giornalisti Jeff Horwitz e Katherine Blunt con cui è stato rilevato che “gli algoritmi di Instagram promuovono attivamente contenuti illeciti“. In pratica,Instagram non si limita a ospitare queste attività … Instagram mette in contatto i pedofili e li indirizza ai venditori di contenuti tramite sistemi di raccomandazione“.

Tecnicamente, Instagram consente hashtag (metadati preceduti dal simbolo “#”) espliciti che collegano gli utenti ad account che pubblicizzano la vendita di materiale pedopornografico. “I ricercatori hanno scoperto che Instagram ha permesso alle persone di cercare hashtag espliciti come #xxxxxxxxx e #xxxxxxxxx (ndr. hashtag occultati dal Corriere del Popolo ma presenti nei siti che costituiscono fonte di queste notizie; vedi in fondo pagina) e li ha collegati ad account che utilizzavano quei termini per pubblicizzare materiale pedopornografico in vendita“. Quindi, non solo Instagram ha consentito agli utenti di cercare termini che, secondo i suoi algoritmi, potrebbero contenere contenuti dannosi o illegali, ma li ha addirittura suggeriti e pubblicizzati.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, con cui il Wall Street Journal poneva precise domande alla società Meta fondata da Mark Zuckberg, creatore di Facebook, “In risposta alle domande del Journal, Instagram ha rimosso l’opzione per gli utenti di visualizzare i risultati di ricerca per termini che potrebbero produrre immagini illegali. L’azienda ha rifiutato di dire perché aveva offerto l’opzione“.

Successivamente, la società proprietaria di Instagram, Meta, ha ammesso di non essere riuscita a fare rispettare le proprie regole (della community) e di non essere riuscita a contrastare i contenuti inappropriati. “All’inizio di quest’anno (Ndr. anno 2023), un attivista anti-pedofilo ha scoperto un account Instagram che sosteneva di appartenere a una ragazza che vendeva contenuti sessuali su minorenni, incluso un post che dichiarava: ‘Questa adolescente è pronta per voi pervertiti’. Quando l’attivista ha segnalato l’account, Instagram ha risposto con un messaggio automatico che diceva: ‘A causa dell’elevato volume di segnalazioni che riceviamo, il nostro team non è stato in grado di esaminare questo post“. Un paradosso, cioè il team di Instagram non sarebbe stato in grado di esaminare un post contenente materiale pedopornografico a causa dell’elevato volume di segnalazioni. Un’ammissione esplicita che va rapportata alla continua censura su Facebook e su Instagram di milioni di cittadini per la pubblicazione, ad esempio, delle notizie di cronaca locale che evidenziano le reazioni avverse ai sieri genici sperimentali inoculati con l’inganno e con la costrizione nella farsa Covid. In altri termini, i team di Zuckberg sono troppo impegnati ad impedire a milioni di cittadini nel mondo la loro libertà di espressione del pensiero e, per tale ragione, si addormenta sulla pedofilia. Secondo il WSJ, “Un portavoce di Meta ha riconosciuto che Meta aveva ricevuto le segnalazioni e non aveva agito in merito. Un’analisi del modo in cui l’azienda ha gestito le segnalazioni di abusi sessuali su minori ha rilevato che un problema software impediva l’elaborazione di una parte sostanziale delle segnalazioni degli utenti e che il personale di moderazione dell’azienda non stava applicando correttamente le regole della piattaforma, ha affermato il portavoce“.


Nel 2023 due giornalisti francesi pubblicano un video-documentario agghiacciante, intitolato “La pedofilia e le “falle” di Instagram”. Poco dopo, uno di loro, muore a 33 anni in un incidente aereo.

Un’inchiesta volta a svelare come l’algoritmo di Instagram, nonostante le politiche anti-abusi su minori, finisca per favorire una vasta rete di account dediti alla pedofilia. I giornalisti Maëva Poulet e Valentin Petit mostrano come i predatori sessuali riescono ad agire (quasi) indisturbati sul social del gruppo Meta. Gli autori del documentario hanno aperto un account di prova per l’inchiesta e dopo un periodo di utilizzo era lo stesso social che ‘consigliava’ contenuti che sessualizzano i bambini collegati con account che vendevano materiale pedopornografico. I successivi tentativi degli utenti di segnalare contenuti pedopornografici sono stati spesso ignorati dall’algoritmo di Instagram, che continuava a promuovere gli account su cui venivano vendute le immagini di bambini sessualizzati.

Si precisa, sulla morte di Valentin Petit, che potrebbe trattarsi di un caso di omonimia. Si prega di segnalare approfondimenti e correzioni all’indirizzo corrieredelpopolo[@]gmail.com.


Intanto, secondo la National Society for the Prevention of Cruelty to Children, ente di beneficenza britannico per la protezione dei bambini fondato a Liverpool il 19 aprile 1883 da Thomas Agnew, tra le prime 8 piattaforme social usate dai pedofili vi sono:

  1. – Snapchat 4.312 volte (44%)
  2. – Instagram 1.217 (12%)
  3. – Facebook 852 (9%)
  4. – WhatsApp 522 volte (5%)
  5. – Kik 494 (5%)
  6. – TikTok 427 (4%)
  7. – Twitter/X 294 (3%)
  8. – YouTube 330 (3%)

La classifica è stata elaborata sulla scorta di inchieste giudiziarie che hanno condotto all’arresto dei pedofili. Le percentuali riguardano l’utilizzo del social nel caso concreto per l’adescamento o per la diffusione di materiale pedopornografico.


E per l’emittente televisiva britannica BBC, in un servizio del 23 febbraio 2022 a firma di Angus Crawford e Tony Smith (https://www.bbc.com/news/technology-60415317), l’app Metaverso, la punta di diamante di Meta di Mark Zuckberg, consente ai bambini di entrare nei club virtuali a luci rosse.

Alcune app nel metaverso della realtà virtuale sono “pericolose per progettazione”, ha avvertito il NSPCC in risposta a un’indagine di BBC News. Un ricercatore che si fingeva una ragazza di 13 anni ha assistito a toelettatura, materiale sessuale, insulti razzisti e una minaccia di stupro nel mondo della realtà virtuale. L’organizzazione benefica per i bambini ha detto che era “scioccata e arrabbiata” per i risultati. Il capo della politica di sicurezza dei bambini online Andy Burrows ha aggiunto che l’indagine aveva trovato “una combinazione tossica di rischi”. Il ricercatore della BBC News – utilizzando un’app con una valutazione minima di età di 13 anni – ha visitato le stanze di realtà virtuale in cui gli avatar simulavano il sesso. Le sono stati mostrati giocattoli sessuali e preservativi, e si è avvicinata da numerosi uomini adulti.


A dicembre 2023, lo stato del New Mexico ha accusato la società madre dei social, Meta Platforms, e il suo Ceo Mark Zuckerberg di favorire la pedofilia.

Facebook e Instagram consigliano contenuti sessuali a utenti minorenni e promuovono account di minori a presunti pedofili“.

L’accusa arriva dallo stato del New Mexico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la causa civile presentata ieri al tribunale statale sostiene che “Meta ha permesso a Facebook e Instagram di diventare un mercato per i pedofili”. Inoltre afferma che Meta non è riuscita ad attuare le protezioni contro l’utilizzo da parte di utenti di età inferiore ai 13 anni e ha preso di mira le vulnerabilità dei bambini legate all’età per aumentare i propri introiti pubblicitari.

Per l’accusa, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg è personalmente responsabile delle decisioni sui prodotti che hanno aggravato i rischi per i bambini sulle piattaforme di Meta.

L’ufficio del procuratore generale del New Mexico ha intentato il procedimento dopo aver condotto un’indagine che includeva la creazione di account di prova su Instagram e Facebook e aver notato che gli algoritmi di Meta consigliavano contenuti di natura sessuale a quegli account e che erano inondati di messaggi espliciti e proposte sessuali da parte di altri utenti. A luglio del 2023, Meta ha creato una task force per la sicurezza dei bambini a seguito di un’indagine del Wsj che ha rilevato una rete di account pedofili su Instagram. Ma quando il quotidiano ha eseguito dei test per vedere se e come il problema veniva risolto, ha scoperto che l’azienda stava faticando a rimuovere gli account problematici dalle sue piattaforme (fonte: https://www.swissinfo.ch/ita/usa-causa-a-meta-da-social-contenuti-sessuali-a-minori/49037176).


L’articolo originale completo del WSJ si trova qui:

https://www.wsj.com/articles/instagram-vast-pedophile-network-4ab718

Riassunto, ma senza necessità di abbonamento, qui:

https://energycommerce.house.gov/posts/wsj-instagram-connects-vast-pedophile-network

In versione podcast e ad accesso libero, con trascrizione, qui:

https://www.wsj.com/podcasts/tech-news-briefing/how-instagrams-algorithm-connects-and-promotes-pedophile-network/a683c0b4-2e6f-4661-9973-10bd455db895