15 Marzo 2024

Divorzio in casa DSP, fine del matrimonio tra Toscano e Amodeo. Anzi no, tutto rinviato al 10 giugno

By Il Corriere del Popolo

La fine del sodalizio politico tra Francesco Toscano e Francesco Amodeo era nell’aria. Dopo i messaggini pucciosi scambiati tra i due in vista di un’alleanza elettorale per le imminenti europee, è Cateno De Luca ad attrarre Amodeo nella sua lista per il voto del 9 giugno. Ma attenzione all’ennesimo colpo di scena!

Francesco Amodeo sarebbe stato in lista alle Europee con Cateno De Luca e l’ex ministro leghista Roberto Castelli, nel listone chiamato “Libertà”.

Nel frattempo, Francesco Toscano ha fatto sapere nel suo “Toscano raddoppia” del 9 marzo in onda su Visione TV che Democrazia Sovrana e Popolare avrebbe rinunciato alla raccolta delle firme. Poco dopo, però, il Governo Meloni ha dimezzato il numero delle firme necessario per correre, ridestando la flebile speranza di tornare in corsa con i banchetti. Non servono più centocinquantamila firme, ma la metà, settantacinquemila. Quindicimila firme in ciascuna delle cinque circoscrizioni elettorali. Ma il risultato appare ugualmente lontano, se non irraggiungibile, nonostante la carica del 14 marzo di Marco Rizzo, che ci crede ancora.

La fuga di Amodeo verso De Luca sembrava avere interrotto una collaborazione iniziata dall’ex Italexit con Toscano e Rizzo. Amodeo, alla guida di un movimento di cui non si conosce che il nome (Noi Italiani), l’8 marzo scriveva, in uno sfogo confidenziale sulla pubblica piazza:

“Non sto dormendo la notte. Sento che il sistema ci ha messi all’angolo. Sto parlando delle elezioni europee. Ci ha reso impossibile raccogliere le firme. Ha bloccato con un emendamento gli accordi internazionali che avevamo per bypassare la raccolta firme. Ora abbiamo solo due soluzioni: 1) Dagliela vinta. Ed il 9 giugno restare in panchina mentre gli altri si giocano una partita sulla pelle degli italiani. 2) Fare uno sgambetto al sistema. Inserire il nostro logo e la nostra lista all’interno di un contenitore che ci permette di bypassare la raccolta firme e di giocarci la partita da protagonisti. Un contenitore di sigle, alcune delle quali lontane da noi, dal nostro pensiero, dalle nostre battaglie. Una scelta resa ancora più difficile dalla consapevolezza che il nostro pubblico di riferimento ragiona soltanto per opposti: buono o cattivo, eroe o gatekeeper, duro e puro o traditore. In pochi hanno una visione strategica, capace di cogliere le opportunità dietro una scelta che non condividono. Il che vuol dire che il sistema con una mossa magistrale si è messo in una posizione win to win. O accontentiamo i duri e puri ma per farlo dobbiamo rinunciare alla partita ed il sistema vince. Oppure puntiamo all’alleanza per aggirare l’ostacolo ma a quel punto il sistema andrebbe ad accendere un riflettore sui personaggi più pittoreschi presenti negli altri partiti della coalizione, evidenziando le incompatibilità tra alcune loro idee e quelle di chi dovrebbe lottare per le libertà e le sovranità degli italiani. In questo modo il sistema riuscirebbe facilmente a scatenare i ‘duri e puri” anche contro i veri sovranisti della medesima coalizione. E vincerebbe ugualmente. Sono così difronte ad una scelta difficilissima. Fingo con me stesso di non sapere quale strada intraprendere. In realtà per carattere so di aver già deciso. In panchina non ci resto. Molto più probabile che io decida di gettarmi nell’arena dei leoni da tastiera del fronte del “dissenso” pronti a sguainare la spada del giudizio comodamente seduti dietro ad una tastiera”. Francesco Amodeo

Secca la risposta di Francesco Toscano, spalmata al suo solito in una dozzina di messaggi tra Facebook e Youtube ma così riassunti:

A seguito di un battibecco tra i diretti interessati e rispettivi follower durato per una settimana, Francesco Amodeo ritratta tutto e il 15 marzo sulla sua pagina Telegram scrive: “Cerchiamo di fare chiarezza onde evitare fraintendimenti: Io sono e resto candidato esterno alle elezioni europee del 9 giugno 2024 con Democrazia Sovrana e Popolare a nome della associazione NOI ITALIANI che presiedo dal 2019. In tutte le conferenze che andrò ad organizzare ci sarà sempre il banchetto per la raccolta firme e farò di tutto per promuovere quella lista e favorire la raccolta. È un impegno che ho preso e lo mantengo, nel rispetto degli attivisti che con il cuore ed il sudore hanno già raccolto le firme su liste che comprendono il mio nome. Mai metterei in discussione il loro sacrificio ritirando la mia candidatura. Neanche se di firme ne avessero raccolte solo 100. Non nego di essere totalmente in disaccordo con alcune delle ultime scelte dei leader politici del movimento che mi ospita. Non tanto per una questione di sostanza, perché è giusto che la decisione spetti al loro insindacabile giudizio. Il mio totale disappunto è per una questione di forma. Per come sono state gestite certe scelte, per come sono state comunicate e soprattutto per la poca attenzione risposta verso il mio ruolo. Ora però ho delle priorità. Mantenere la parola data. Tenere fede agli accordi. Valorizzazione e promuovere il lavoro degli attivisti di DSP e di NOI ITALIANI e rendere possibile la raccolta firme ed un risultato dignitoso qualora avessimo la possibilità di prendere parte a questa tornata elettorale. Aspetto l’occasione delle europee da cinque anni, perché ho basato tutta la mia vita professionale sui temi della lotta all’Unione Europea e a giugno assisteremo alle elezioni europee più antieuropeiste della storia. La consapevolezza che potremmo non esserci è per me motivo di grande sofferenza soprattutto dopo che si erano creati i presupposti non solo per essere presenti ma anche per dare ai leader dei partiti antieuropeisti (ai leader non ai candidati come me) la possibilità di irrompere finalmente in quelle istituzioni rendendo finalmente concreti gli scenari di lotta del mondo sovranista in Italia a tutte le prossime competizioni elettorali. Tutto questo mi spinge a riflettere seriamente sulla strada che ho intrapreso. Ma ribadisco che quella strada non è assolutamente messa in discussione fino al 10 giugno prossimo. Poi farò la mia valutazione. La parola data vale più delle lusinghiere proposte ricevute e del rammarico per la poca considerazione riposta nel mio ruolo. Ora rimbocchiamoci le maniche. C’è da raccogliere migliaia di firme”. Francesco Amodeo

Divorzio in casa DSP, fine del matrimonio tra Toscano e Amodeo? No, è tutto rinviato al 10 giugno.