1 Gennaio 2022

Senzatetto prossimi ai lager? Schedati e con il medico di base

By Il Corriere del Popolo

La notizia sembrerebbe positiva. Ma di questi tempi tutto ciò che è positivo richiama all’ossessione collettiva per il Sarchiapone. I Senzatetto, tutto unito, i Senzafissadimora, tutto unito, i barboni per usare una parola bandita dal politicamente corretto, o i clochard per usare un francese in grado di dar profumo al vagabondo di strada, i reietti della società, i dimenticati da tutti, soprattutto dallo Stato, sono oggi i protagonisti di una legge regionale.

Complice forse il Natale, la Regione Emilia Romagna ha approvato una legge regionale che assegna un Medico di base anche ai cittadini senza fissa dimora. Viene da chiedersi la ragione per cui in 74 anni di Costituzione italiana ai vagabondi sia stato negato il diritto alla salute, in violazione dell’articolo 32 che impone alla Repubblica di predisporre i mezzi per consentire a chi non ne dispone di goderne ugualmente. Ed invece scopriamo che in 74 anni di Costituzione l’Emilia-Romagna è la prima Regione in Italia ad approntare un sistema per garantire al “barbone” di godere di assistenza sanitaria. Sembra quasi un sogno, a Natale la Regione emiliana regala agli ultimi la sua attenzione, per inaugurare una nuova stagione dei diritti umani e sociali. Sembra quasi, ma le cose non stanno in realtà come appaiono.

Se è vero, come è vero, che “Un diritto fondamentale, quello alla salute, non può essere negato a nessuno e che un’istituzione ha il dovere di garantirlo a tutti“, come ha dichiarato la vicepresidente della Regione con delega al Welfare, Elly Schlein, non è meno dubitabile la particolare dimensione in cui matura questa sacrosanta legge.

Elly Schlein, all’anagrafe Elena Ethel Schlein, è una politica italiana con cittadinanza statunitense e svizzera, dal 28 febbraio 2020 è vicepresidente della regione Emilia-Romagna. È stata europarlamentare, eletta nelle liste del PD, passata poi a Possibile nel maggio 2015 fino al giugno 2019.

I senza fissa dimora, infatti, sfuggono totalmente alle regole vaccinali, per cui la Regione li cerca non per curarli, bensì per sottoporli al trattamento genico sperimentale. E magari per l’inaugurazione di qualche campo di contenimento, celermente completato alla faccia dei terremotati di mezz’Italia che ancora aspettano, chi da dieci, chi da trent’anni. Un modo per preparare per tutti una “fissa dimora”.