Il piccolo conflitto di interessi di Draghi e di tutti i “redditi alti”
Secondo il Sole 24 Ore, la riforma Draghi dell’Irpef. “Avvantaggia i redditi alti”.
Teoricamente, Il Sole 24 Ore, colosso dell’informazione in Italia di Confindustria, dovrebbe rappresentare il gruppo di testate giornalistiche maggiormente esperte in questioni economiche, fiscali e tributarie. Teoricamente. Nella realtà è un colosso economico più volte finito nel mirino della magistratura per presunti giochetti contabili in grado di alterare il prezzo del titolo in Borsa, come riferito dall’Ansa a proposito dell’inchiesta che ha riguardato il suo ex direttore Roberto Napoletano.

Roberto Napolitano, ex direttore de Il Sole 24 ore, è stato indagato per false comunicazioni sociali nell’ambito dell’inchiesta sui conti del gruppo editoriale. La procura di Milano gli ha notificato un avviso di chiusura delle indagini. Oltre all’ex direttore sono stati indagati per lo stesso reato l’ex amministratore delegato del gruppo Donatella Treu e l’ex presidente del cda Benito Benedini. Contro tutti e tre anche l’accusa di manipolazione del mercato.
Il Sole 24 Ore sembra più un armamento bellico di Confindustria da contrapporre al Governo e alle altre parti sociali nella rivendicazione di soluzioni o nella conservazione di posizioni conquistate.
Forse per questo, il trepido foglio rosa pallido ha altalenato le sue considerazioni con riferimento, ma non è un inedito modo di raccontare i fatti, all’effettivo vantaggio economico ricavato dalla riforma dell’IRPEF voluto dal Governo Draghi. Dapprima, il Sole che splende tutto il dì ha raccontato, con numeri e grafici, che a goderne maggiormente sarebbero state le categorie meno abbienti, per poi affermare, con numeri e grafici, che il risparmio avvantaggerà soltanto i ricchi, come Draghi, per retrocedere infine, con numeri e grafici, ad una posizione più mediana, con un risparmio esteso a ricchi e poco meno che ricchi, ma non certamente al ceto medio, che è quello “che paga le tasse”.

La realtà descritta dal Sole 24 Ore, con numeri e grafici, appare quantomeno dubbia. In fatto di tasse l’unica cosa che conta è il risultato del “conto della serva” e ci vorrà tempo per comprendere chi veramente si sia avvantaggiato dalla riforma dell’Irpef. Ciò perché in modo minuzioso è necessario intrecciare alla riforma Irpef tanta altra roba, prima tra tutte la riforma dell’Assegno Unico Universale. Pertanto, non siamo in grado di sapere chi effettivamente ci guadagna e chi ci perde. Ma una cosa è sicura: se per il Sole 24 Ore la riforma Irpef di Draghi avvantaggia i ricchi e Draghi è un ricco, la vera notizia che un giornale quotato (anche in Borsa) dovrebbe dare è “Draghi avvantaggia se stesso“. E di questo almeno potremmo esserne certi.