Lockdown, Giuseppe Conte indagato per sequestro di persona
Un altro tassello della Nuova Norimberga comincia a delinearsi. Il Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Reggio Emilia ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale dei Ministri per la posizione dell’ex premier, oggi leader pentastellato, Giuseppe Conte.
Il reato ipotizzato è il sequestro di persona, per cui il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Reggio Emilia aveva avanzato richiesta di archiviazione. Ma il GIP Luca Ramponi, il GIP del “Caso Bibbiano” ha rigettato la richiesta di archiviazione e disposto la trasmissione degli atti alla Corte d’Appello di Bologna come Tribunale dei Ministri.

Il sequestro di persona riguarderebbe la sostanziale reclusione agli arresti domiciliari dei cittadini in occasione dei lockdown disposti con DPCM, in violazione della Costituzione, in particolare dell’articolo 13 che afferma che la libertà personale è inviolabile, con l’eccezione di legittima privazione a seguito di un provvedimento dell’autorità giudiziaria secondo una rigorosa riserva di legge.
Oltre al sequestro di persona, si ipotizzano anche i delitti di abuso d’ufficio e di usurpazione del potere politico. L’ex avvocato del popolo un giorno non molto lontano potrebbe essere portato a giudizio per sequestro di 60 milioni di italiani, per sequestro del popolo. Da avvocato a sequestratore, in un attimo.