30 Gennaio 2025

Alemanno resta in carcere. Che fine farà Indipendenza?

By Il Corriere del Popolo

Gianni Alemanno resterà in carcere. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Roma. Dovrà scontare una pena detentiva in carcere di 22 mesi, quasi due anni. E già in molti si pongono interrogativi sulla sorte del suo movimento politico chiamato “Indipendenza”. Alemanno, inizialmente accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione aggravata e finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta di Mafia Capitale, è stato condannato in ultimo il 18 febbraio 2022, con sentenza definitiva a un anno e dieci mesi di reclusione per traffico di influenze, pena commutata in lavoro socialmente utile presso una struttura di volontariato.

Incapace di adeguarsi alle regole.

Per i giudici del tribunale di sorveglianza, Alemanno è “incapace di adeguarsi alle regole“. Anziché svolgere attività presso la struttura ‘Solidarietà e Speranza’ di Suor Paola (noto personaggio televisivo, ai tempi di Fabio Fazio a Quelli che il calcio… era la suorina tifosa della Lazio) che si occupa di famiglie in difficoltà e di vittime di violenze, Alemanno si sarebbe dedicato ad altro, cioè all’attività politica e ciò è per il Tribunale di Sorveglianza una ”gravissima e reiterata violazione delle prescrizioni imposte”. In particolare, avrebbe presentato falsa documentazione per giustificare impegni lavorativi ed evitare i servizi sociali, oltre ad aver incontrato in tre occasioni tra marzo e settembre scorsi un pregiudicato, l’ex avvocato Paolo Colosimo, condannato in via definitiva nel 2018 a 4 anni e sei mesi. Peraltro, il tribunale di sorveglianza, confermando il carcere, non ha riconosciuto ad Alemanno i 4 mesi di detrazione di pena per il periodo già svolto ai servizi sociali prima delle contestazioni.

Impegni politici e passione politica non possono affatto giustificare una attività illecita così strutturata, capillare, ostinata.

Secondi i giudici ”i fatti costituiscono manifestazione di mancato recepimento dell’offerta rieducativa e denotano l’incapacità del soggetto di adeguarsi alle regole ordinamentali ripetutamente violate con pervicacia, dimostrando inettitudine ad autodeterminarsi in senso positivo”. ”Dalla breve dichiarazione resa all’udienza da Alemanno risulta una sostanziale ammissione ‘di quanto accaduto’, ossia delle condotte in ragione delle quali la misura è stata sospesa, e le dedotte motivazioni dell’interessato in ordine a ‘quanto accaduto’ (impegni politici e passione politica) non possono affatto giustificare una attività illecita così strutturata, capillare, ostinata’‘, hanno sottolineato i giudici. Alemanno resta dunque recluso nel carcere di Rebibbia.

Gianni Alemanno, ex uomo forte di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini, Ministro nei Governi Berlusconi, Sindaco di Roma, recentemente ha fondato il movimento politico Indipendenza su posizioni anti-atlantiste ed euro-scettiche, sviluppando grande intesa con il duo Marco Rizzo e Francesco Toscano, tanto da attrarre l’attenzione dei giornali mainstream sulla nuova possibile creatura politica di destra-sinistra, all’insegna del rossobrunismo predicato dal filosofo Diego Fusaro.

Nonostante Alemanno abbia due mogli al governo, nel Governo Meloni, nel cosiddetto fronte del dissenso in alcuni contesti territoriali ha preso piede Indipendenza, che dopo l’arresto e la carcerazione del suo leader appare sciogliersi come neve al sole. Alemanno è oggi sposato con Silvia Cirocchi, oggi portavoce del Ministro Nello Musumeci, mentre è divorziato da Isabella Rauti, oggi sottosegretario di Stato al Ministero della difesa.

Intanto sul sito di Indipendenza nessun accenno all’arresto di Alemanno, la cui immagine campeggia come se non fosse successo nulla.


La nascita di “Indipendenza!”. Il percorso iniziato con il Comitato fermare la guerra e continuato col Forum dell’indipendenza italiana porta tra il 25-26 novembre 2023 alla nascita del suo nuovo partito chiamato Indipendenza!, di cui sarà segretario e verrà affiancato dall’ex leader di CasaPound Simone Di Stefano, come vicesegretario, l’ex sottosegretario al Mise Michele Geraci e gli ex deputati AN Fabio Granata, Marcello Taglialatela, come vicesegretario vicario, Michele Rallo e Francesco Bevilacqua. A fine gennaio Alemanno partecipa al congresso fondativo di Democrazia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo. Nei mesi seguenti, sfumata l’ipotesi di aderire alla lista Libertà per le elezioni europee promossa da Cateno De Luca di Sud chiama Nord e data l’impossibilità di candidarsi in prima persona in attesa della riabilitazione, fornisce supporto al partito di Marco Rizzo nella raccolta firme per le elezioni europee di giugno e sostiene il suo candidato Daniele Giovanardi (1,4%) alle elezioni comunali di Modena; insieme a Rizzo sostiene anche Patrizio Sgarra a Giaveno (1,59%) mentre a Bari il partito di Alemanno ha alcuni candidati nella lista Riprendiamoci il futuro – Noi Moderati (1,04%) a sostegno del candidato sindaco leghista Fabio Romito. Complessivamente il partito di Alemanno si presenta in 54 comuni e in 7 di questi con la propria lista come a Firenze (0,22% con Il Popolo della Famiglia), Vibo Valentia (2,79%) e Sanremo (1,2%) per i candidati sindaco Andrea Asciuti, Roberto Cosentino ed Erica Martini. A fine luglio si tiene di nuovo il Forum di Orvieto che vede come ospiti, tra gli altri, i leghisti Massimiliano Romeo e Roberto Vannacci, l’economista Jeffrey Sachs, lo storico Franco Cardini, l’ex ministro Stefano Patuanelli oltre a diversi membri di Indipendenza! e Democrazia Sovrana e Popolare. Alle regionali in Liguria di ottobre il partito di Alemanno si presenta con il proprio candidato Alessandro Rosson che si piazza ultimo con lo 0,28%.