1 Gennaio 2022

Arrestato lo Schindler di Pistoia per vaccini finti

By Il Corriere del Popolo

Decine di milioni di italiani esclamerebbero: “Date una medaglia a quell’uomo!“, al medico pistoiese, al novello Schindler che fingeva di inoculare il siero per fare ottenere l’agognato lasciapassare.

Come riferisce Il Fatto Quotidiano, per gli inquirenti dalle indagini sarebbe emerso che il medico non percepiva denaro né vantaggi o regali per effettuare le false registrazioni, ma, secondo quanto spiega il procuratore Tommaso Coletta, sembra che agisse così per una convinzione personale. Faceva ottenere il Green pass a chi non si sottoponeva alla somministrazione. Per questo è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari.

Dr. Tommaso Coletta Procuratore della Repubblica di Pistoia

L’assenza di un vantaggio personale qualifica l’atto del medico, apparentemente in violazione di legge, quale atto di resistenza civile per la difesa della Costituzione. Ai sensi dell’articolo 54, infatti, della medesima Costituzione, tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. Addirittura, i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche, come lo è per il sanitario in questione,  hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. Ebbene, nell’adempimento con disciplina ed onore, il pubblico ufficiale che si ponga innanzi ad una legge in conflitto con la Costituzione deve risolvere la questione per la disapplicazione della legge incostituzionale, a prescindere di una pregressa pronuncia della Corte Costituzionale. Difatti, la Repubblica riconosce e tutela i diritti inviolabili dell’uomo (articolo 2), tra cui rientra la libertà di rifiutare l’inoculazione di un siero genico sperimentale. L’opinione politica a fondamento della scelta del medico non può costituire fattore di discriminazione in termini di dignità sociale, anche come credito scientifico a monte della questione giuridica, né può discriminare innanzi alla legge. In un giusto processo la posizione del medico pistoiese potrebbe serbare interessanti sorprese. Assurge a circostanza fondamentale la puntualizzazione da parte della Procura che nelle intercettazioni dei NAS non si è mai evidenziato un interesse proprio del professionista, che quindi ha agito sul piano dei suoi valori e della sua coscienza personale, secondo un’impostazione logica condivisa con milioni di persone in Italia, per quanto ha rapportato recentemente persino il Censis. Nel frattempo, i Mille Avvocati per la Costituzione hanno lanciato la scialuppa di salvataggio al coraggioso medico, promettendo battaglia giudiziaria.