7 Maggio 2025

Conclave, un Grande Fratello con sottotrame di potere. Il punto di vista di Lillo Massimiliano Musso

By Il Corriere del Popolo

Stiamo assistendo ad un reality con la banalizzazione di questioni complesse e fondamentali e la sottotrama evidente di chi persegue vanità e potere. La Chiesa tace da tempo il vero Vangelo, che è buona novella, messaggio unico, univoco, originale e universale di verità, di liberazione, di libertà, di salvezza, di spirito di servizio, persino di sacrificio di sé.

Editoriale di Lillo Massimiliano Musso
Roma, 7 maggio 2025


Da credente cattolico, assisto ad una Chiesa che fa parlare di sé senza pudore. Come candelabri pieni di ragnatele e di ruggine, gli altissimi prelati si offrono all’asta e si prestano alla narrativa mondana, posando con lo stesso profilo di chi partecipa al fantastico e fantasmagorico mondo del “Grande Fratello”. Sguardi ammiccanti, parole dolci, toni confidenziali con il cuore in mano davanti alla videocamera. Capita pure di convincersi d’essere innanzi ad una parodia.

Stiamo assistendo ad un reality, con banalizzazione di questioni complesse e fondamentali, oscuramento del dibattito sulla legittimità di figure accusate ad altissimo livello di essere “infiltrati” per distruggere da dentro la credibilità della Chiesa e sottotrame di stampo massonico di chi persegue vanità e potere persino evidenti. La posta in gioco è alta. Qui si tratta di “diventare” Papa!

La Chiesa tace da tempo il vero Vangelo, che è buona novella, messaggio unico, univoco, originale e universale di verità, di liberazione, di libertà, di salvezza, di spirito di servizio, persino di sacrificio di sé. Un messaggio che riunisce, vivifica, consola e guarisce, che da un senso alla vita e porta alla comprensione di quanto basti, nel grande mistero della vita, per confidare nella speranza di ricongiungersi alla radice dell’esistenza, in quella vita vera, piena, eterna a cui ognuno aspira ove non sopraffatto dal nichilismo. E sarebbe proprio il compito della Chiesa quello di riportare ad essere verbo vivo le beatitudini.

Ma il messaggero ha preso la sua via ed ha scordato, tra ori, allori e onori, il messaggio; è ormai ambasciatore senza pena. Siamo sicuri che questa Chiesa sia gradita al Dio Creatore? È evidente come la Chiesa taccia sull’oggetto della sua delega, che è la propagazione del verbo di Dio fatto uomo in Gesù; contemporaneamente, si presta a suggerire le suggestive immagini mondane di una fumata bianca o nera, i toto-papa degli avvoltoi sul comodino mentre il “Papa/nonPapa” è ancora vivo, con un vedo/non vedo che scatena la curiosità più morbosa, gossippara, delle masse e con sciacalli, all’apice del carrierismo in abito talare, a tramare come per l’elezione di un sindaco, come un cardinale La Qualunque. Il “carrierismo talare” è uno dei motivi di scandalo, insieme a pedofilia e vicende finanziarie, per i tanti piccoli nella fede in tutto il mondo. “Qualcuno La Qualunque” vestito di rosso sta giocando con il fuoco, con il fuoco dell’inferno, se vere sono le parole su cui si fonda la sua dimensione cardinalizia. Un ossimorico nichilismo cristiano è ciò che rimane dopo il banchetto dei porporati. Le cui fumate non si limitano allo “habemus”. Persino il “comignolo” conquista i suoi quindici minuti (magari qualcosa di più) di popolarità. E le tegole attorno, una per una, entrano nelle case attraverso la televisione. Si parla di cosa mangiano, di dove dormono, persino di dove si concentrano dopo avere metabolizzato il cibo, un modo fine per indicare quel posto che è sempre “in fondo, a destra”, ma non si cerca di capire chi sono, ciascuno, per davvero. Aleggia una presunzione di santità assoluta, una convinzione sull’irreprensibilità morale e di subitaneo santarellismo. Eppure, Dio mi fulmini se non è vero, sono lupi travestiti da agnelli.

E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?

Assisto mio malgrado, da credente convinto, a circostanze univoche che lasciano presagire che in questo Conclave voleranno bestemmie da parte dei porporati. Bestemmie intese come offese rivolte allo Spirito Santo, estromesso da tempo dal tempio. Tanto che persino il cardinale Giovanni Battista Re lo ha ammesso nella Messa d’apertura del Conclave, che poi è “chiusura” in Conclave. C’è ancora qualcuno che creda che sia mosso dallo spirito della vita chi nel compimento di brutalità inenarrabili è vestito da religioso? L’abito non fa il monaco, nemmeno il Cardinale, che sia papabile o non papabile o persino eletto Papa. I cardinali bevono e fumano, non rispettano voti di povertà e castità, o non li hanno mai fatti, sono uomini di potere che si sono affermati politicamente in una società politica parallela, fatta di equilibri di potere. Non scacciano i demoni, non guariscono gli ammalati, parlano alla rinfusa le lingue soltanto perché le hanno studiate, non hanno carisma, sono noiosi. Vantano virtù d’ogni genere, ma non portano i segni dello Spirito, non hanno i doni dello Spirito Santo. Eppure Gesù lo ha detto:

“Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.

Bene. Nei cardinali questi segni non vi sono e, a tratti, si notano segni in senso contrario. Conosciamo tutto del passato di chi è in lizza nel toto-papa. Curricula che creano imbarazzo, disprezzo e sconcerto nei credenti e pregiudizio nei non credenti, che smettono di cercare e rifiutano il Cristo per effetto della loro repulsione per gli scandali passati e presenti di cui la Chiesa è stata od è protagonista. Santa e meretrice, per definizione che essa ha dato di se stessa, appare più attenta a darsi un’immagine “santa” che intenta ad esserlo. L’immagine di un cardinale che fuma una marlboro è risolutiva della sottesa reale questione umana, di chi usa un servizio per il prossimo, magari partito da buone intenzioni, per difendere e alimentare una propria fame di autoaffermazione. Uomini senza fede che hanno trovato l’ambiente in cui affermarsi con una sete di potere sempre più forte. Loro che avrebbero avuto il compito di insegnare alla gente che le ambizioni sono leve pericolosissime che lastricano di buone intenzioni le vie che scendono.

Come gli osservatori più lucidi hanno evidenziato, la Chiesa si palesa per lo più a metà strada tra una ONG che pretende di governare il mondo materiale sulla scorta di presunzioni di carattere spirituale incompatibili con il risultato materiale raggiunto, ed un’agenzia di comunicazione sociale, con il confezionamento di figurine in linea con l’album dei protagonisti del mondo. In ciò, anche i cardinali sono chiamati nello squadrone delle autorità morali politicamente corrette. Predicano morigeratezza ostentando lusso. Aggrediscono la fede dei credenti con postulati innovativi al punto da snaturare il messaggio originario. Sfilano tra i potenti. Sfilano potenti. Pregano per la pace ma non condannano i guerrafondai. Coprono gli scandali sessuali persino in danno di bambini e la diffusa omosessualità nel clero e poi “spediscono all’inferno chi si fa una pugnetta“. È solo questa la Chiesa? Certamente no. Vi sono mille e mille casi di cristiani degni di essere definiti tali. Ma la guida vaticana della chiesa universale è al suo capolinea della storia.

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura, è la delega che Gesù ha affidato agli apostoli. Stop. Fine della mission.

La Chiesa sembra avere scelto il modo più brutto per concludere la sua missione. Ha scelto il mondo, i primi posti, i privilegi, lasciando la croce ai poveri e agli afflitti. E di questi sarà la vittoria e la resurrezione. Teologi che resistete alla verità, volete la prova del nove? Gesù ha detto “Verranno a voi come…” e “Dai frutti li riconoscerete…”.

Chiudo riportando le beatitudini che Gesù pronunciò alle moltitudini.

[Il testo di Matteo Mt. 5,1-12]

1 Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.

2 Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

4 Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

5 Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

7 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

10 Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,

diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.

[Il testo di Luca Lc. 6,20-23]

20 Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
21 Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.

22 Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo.

23 Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.