Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz è il biglietto da visita del sistema politico tedesco, totalmente piegato su posizioni globaliste. La degermanizzazione è compiuta
Olaf Scholz è dall’8 dicembre 2021 il Cancelliere federale della Germania. Il Capo del Governo della Repubblica Federale di Germania è chiamato Cancelliere, che equivale al ruolo del Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia. Quindi, Scholz è sostanzialmente il “premier” tedesco, cioè alla guida del governo federale. Scholz è stato Vice Cancelliere e Ministro delle Finanze dal 2018 al 2021 nel governo Merkel IV. In qualità di ministro della “cassa”, ha gestito enormi risorse per l’emergenza Covid19 tra il 2020 e il 2021, accreditandosi come Capo di Governo successivo ad Angela Merkel nonostante la sua sconfitta alle primarie del Partito Socialdemocratico di Germania (in tedesco: Sozialdemokratische Partei Deutschlands, SPD).
Smacco per Olaf Scholz nella corsa al vertice della Spd. Il ministro delle Finanze tedesco e la deputata del Brandeburgo, Klara Geywitz, hanno perso il referendum sulla leadership dei socialdemocratici, battuti dal duo di dissidenti composto da Norbert Walter-Borjans, ex ministro delle Finanze della Renania Nord Vestfalia, e dalla deputata del Bundestag, Saskia Esken. L’esito della votazione potrebbe avviare una stagione di contrattazioni all’interno della Grosse Koalition, con Angela Merkel contestata dall’ala sinistra del partito, ma la Cdu, il partito della cancelliera, ha subito escluso stravolgimenti.
A dicembre 2019, prima della plandemia, i due principali esponenti dell’ala progressista del partito, Norbert Walter-Borjans e Saskia Eskien si erano affermati nelle elezioni per il vertice del partito socialdemocratico tedesco, proprio a scapito di Scholz, che contestualmente perdeva le primarie di partito per il dopo Merkel. Sul tavolo, Scholz a rappresentare la Grosse Koalition con il CDU (Unione Cristiano-Democratica di Germania) di Merkel, dall’altra Borjans dissidente anti-Merkel.
Ma poi venne la plandemia che rimise ogni pezzo dell’agenda dell’élite al suo posto. La Germania è la quarta potenza economica mondiale dopo Stati Uniti, Cina e Giappone. Il Grande Reset (Großer Reset), quindi, passa necessariamente anche da qui. Ebbene, nel 2019 Scholz perde le elezioni interne al suo partito, sembra destinato al tramonto politico, ma – magia della plandemia – il virus lo resuscita e lo rende l’uomo più potente di Germania per due anni (2020-2021); così, il suo partito SPD si rimangia l’esito del voto interno e candida il superpotente e conservatore Scholz, che di socialdemocratico ha solo il nome del partito.
Il 10 agosto 2020, l’esecutivo del partito, nonostante la sconfitta al congresso di Scholz e della candidata associata alla segreteria Klara Geywitz contro il duo costituito da Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken, lo nominò candidato cancelliere per le elezioni del Bundestag del 2021 che avrebbero portato la Germania a scegliere il successore della Merkel, destinata ad abbandonare il ruolo di Cancelliera dopo ben 16 anni.

Olaf Scholz è esponente di punta dell’agenda del World Economic Forum.

Sul tema delle sanzioni alla Russia per la questione “Ucraina/Nato”, la Germania si è dichiarata allineata alle posizioni degli USA, nonostante le sanzioni medesime colpiscano sostanzialmente la Germania.