Il CDC ammette: l’affermazione “i vaccini non causano l’autismo” non si basa su prove scientifiche
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 13 Agosto 2026 – 5:11
Il 22 luglio 2026 il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, ovvero l’Agenzia del Dipartimento della Salute del Governo degli Stati Uniti, ha aggiornato la pagina web “Autism and Vaccines”, o meglio ha cancellato la frase “i vaccini non causano l’autismo” dichiarando che questa affermazione “non è basata su prove scientifiche poiché gli studi non hanno escluso la possibilità che i vaccini somministrati ai neonati causino l’autismo”.
La frase “i vaccini non causano l’autismo non è basata su prove scientifiche poiché gli studi non hanno escluso la possibilità che i vaccini somministrati ai neonati causino l’autismo“.
Fonte: https://www.cdc.gov/vaccine-safety/about/autism.html
di Silvia Neri, direttivo di Forza del Popolo
Nella pagina si legge ancora: “Tuttavia, questa affermazione è stata storicamente diffusa dal CDC e da altre agenzie sanitarie federali all’interno dell’HHS (Dipartimento di Salute) per prevenire l’esitazione vaccinale“. E ancora: “Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha avviato una valutazione completa delle cause dell’autismo, che comprende indagini su plausibili meccanismi biologici e potenziali nessi causali“. Un giro di parole che sono bastate a sgretolare la convinzione granitica che da anni tiene banco in tv, giornali e web, convegni e ambulatori medici e allo stesso tempo tiene sotto scacco milioni di genitori e i loro figli che non si sono visti riconoscere il nesso di causalità tra la diagnosi di autismo e la somministrazione dei vaccini avvenuta nei primi mesi di vita.
Ma perché il CDC ha deciso di rischiare tutta la sua credibilità con questo cambiamento così drastico?
Nicolas Hulscher, ricercatore ed epidemiologo della McCullough Foundation, ha inviato a Robert F. Kennedy Jr, Segretario del HHS il Dipartimento di Salute americano, lo studio sull’autismo dal titolo “Fattori determinanti del Disturbo dello Spettro Autistico”, nel quale sono stati esaminati 136 studi sui vaccini pediatrici o gli eccipienti in essi contenuti, dal quale emerge che 107 studi hanno ipotizzato un possibile legame tra immunizzazione o componenti del vaccino e ASD o altri disturbi del neurosviluppo (NDD), sulla base di risultati che spaziano da evidenze epidemiologiche, cliniche, meccanicistiche, neuropatologiche e da casi clinici di regressione dello sviluppo. Dodici di questi studi hanno confrontato popolazioni completamente vaccinate e completamente non vaccinate, dai quali emerge un risultato costante: la salute dei soggetti messi a confronto negli studi è complessivamente migliore tra i non vaccinati, ed evidenzia che vi sono rischi significativamente inferiori di malattie croniche e disturbi neuropsichiatrici come l’autismo.
Fonte: https://www.researchgate.net/publication/404814382_Determinants_of_Autism_Spectrum_Disorder

Su X (Ex Twitter) il 2 agosto 2026 Nicolas Hulscher scrive che il sito del CDC ha modificato la pagina relativa “Autismo e Vaccini” dopo che Robert F. Kennedy ha ricevuto il suo studio, a sottolineare quindi l’importanza dei risultati in esso contenuti.
Fonte: https://x.com/nichulscher/status/2083987810122359261?s=46
L’affermazione “i vaccini non causano autismo”, non è basata su evidenze scientifiche.
Le conclusioni dello studio dicono che: “La vaccinazione infantile di routine, combinata e precoce, rappresenta un fattore di rischio modificabile significativo per l’ASD all’interno di un quadro multifattoriale più ampio, supportato da risultati convergenti di natura meccanicistica, clinica ed epidemiologica, e caratterizzato da un uso intensificato, dalla somministrazione di dosi multiple durante finestre critiche dello sviluppo neurologico e dalla mancanza di ricerche sulla sicurezza cumulativa del ciclo vaccinale pediatrico completo.”
I dati americani infatti portano alla luce l’efferata spregiudicatezza di tale affermazione; nel 1970 1 bambino su 10.000 era affetto da autismo, nel 2025 i bambini autistici sono 1 su 31, con un aumento del 32.000% (trentaduemila per cento!) dei casi. Un risultato inaccettabile per una società che si definisce civile e che deve avere a cuore la salute dei più piccoli.

Il Dipartimento della Salute Americano ha avviato un processo di analisi esauriente per valutare le cause biologiche dell’autismo e i potenziali nessi di causa, in particolare indagherà sullo stato delle evidenze degli studi e le loro relative mancanze in merito ai vaccini e l’autismo.
La pagina del CDC riporta ancora: “È fondamentale rispondere alle domande che gli americani si pongono sulle cause dell’autismo per garantire che le linee guida in materia di salute pubblica siano adeguatamente rispondenti alle loro preoccupazioni. Circa un genitore su due tra quelli intervistatiMolti genitori di bambini autistici ritengono che i vaccini abbiano avuto un ruolo nell’autismo del loro bambino, spesso indicando i vaccini ricevuti nei primi sei mesi di vita (difterite, tetano, pertosse (DTaP), epatite B (HepB), Haemophilus influenzae di tipo B (Hib), poliovirus inattivato (IPV) e pneumococco coniugato (PCV)) e uno somministrato al primo anno di vita o successivamente (morbillo, parotite, rosolia (MMR)). Questa connessione non è stata studiata in modo adeguato e approfondito dalla comunità scientifica”.
“L’aumento della prevalenza dell’autismo dagli anni ’80 è correlato all’aumento del numero di vaccini somministrati ai neonati. Sebbene la causa dell’autismo sia probabilmente multifattoriale, non è stata ancora stabilita una base scientifica per escludere completamente un potenziale fattore contribuente. Ad esempio, uno studio è stato riscontrato che gli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini presentavano la più alta correlazione statistica con l’aumento della prevalenza dell’autismo tra le numerose cause ambientali sospettate. La correlazione non prova la causalità, ma merita ulteriori studi”.
Ormai da molti anni gli adiuvanti presenti nei vaccini sono i principali sospettati dell’insorgenza dell’autismo post vaccinale. Il thimerosal è un composto organico del mercurio che dopo idrolisi dà luogo ad etilmercurio è un conservante e fu ampiamente utilizzato nella preparazione dei vaccini. Il mercurio però è neurotossico e dal 2004 venne promossa dall’EMA la produzione dei vaccini che non contenessero più questa sostanza. Le sue veci ora le fa l’alluminio, anch’esso neurotossico e presente nella maggior parte dei vaccini somministrati fin dai primi mesi di vita dei bambini. L’alluminio è utilizzato per stimolare la risposta immunitaria di questi farmaci, ma è in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica del cervello ed è il sospettato numero 1 dell’aumento dei casi di autismo. Non si tratta solo della modifica di una pagina web ma è un cambiamento radicale, una presa di posizione netta da parte dell’America che sembra voler chiarire una volta per tutte il ruolo dei vaccini sulla salute dei nostri figli.
E in Italia? Sui siti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità tutto resta invariato, l’autismo non rientra nemmeno tra gli argomenti delle 4 sezioni del sito Epicentro dell’ISS.
E dove sono quelli del Movimento 5 Stelle, gli stessi che nel 2018 come le sirene di Omero hanno attirato milioni di ignari elettori che si sono fatti incantare dalle loro suadenti promesse di abrogare la legge Lorenzin? Gli stessi che hanno disatteso le promesse elettorali, e che hanno contribuito alle restrizioni delle nostre libertà nel periodo Covid, e che hanno caldeggiato i vaccini contro un virus mai isolato, cosa diranno sulle indagini che verranno portate avanti in America sul nesso di causa tra vaccini e autismo?