La famiglia degli interessi oscuri. Le scoperte che fanno tremare il mondo. Il nesso tra Biden e Soros. I conflitti di interessi. I video osceni con minori
Si arricchisce sempre più di dettagli la questione dei biolaboratori in Ucraina creati e gestiti dal Defense Threat Reduction Agency (DTRA), diramazione del Dipartimento della Difesa statunitense. A partire dal 2005 la DTRA ha finanziato la costruzione di ben 11 laboratori in territorio ucraino. Stando agli accordi presi in tale anno, l’Ucraina non può esercitare alcun controllo sulle strutture militari di ricerca batteriologica sul proprio territorio. Emerge adesso una nuova tessera in questo incredibile puzzle, come riporta l’ANSA: “Hunter Biden, figlio dell’attuale presidente degli Stati Uniti, collabora con i dipendenti della Defense Threat Reduction Agency americana e gli appaltatori del Pentagono, fornendo finanziamenti per il lavoro con gli agenti patogeni in Ucraina. Lo ha detto il capo delle forze russe di protezione dalle radiazioni, chimiche e biologiche, Igor Kirillov in conferenza stampa” (https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/03/31/ucraina-mosca-figlio-biden-implicato-in-agenti-patogeni_9170c214-82fc-4b96-9f63-5ba540176153.html).
Per essere precisi, il 24 marzo 2022, le autorità della Federazione Russa hanno presentato un documento dettagliato che mostrerebbe un nesso tra Hunter Biden, George Soros e diversi laboratori biologici localizzati proprio in Ucraina (https://www.dailymail.co.uk/news/article-10652127/Hunter-Biden-helped-secure-millions-funding-military-biotech-research-program-Ukraine.html).
Queste informazioni e documenti sono contenute in un laptop dello stesso Hunter Biden che aveva lasciato abbandonato in un negozio di riparazioni del Delaware nell’aprile del 2019 (https://osservatorerepubblicano.com/2022/03/24/new-york-post-la-storia-del-famigerato-computer-portatile-di-hunter-biden-e-stata-confermata-da-un-rapporto-completo-del-new-york-times/.
A partire dall’ottobre 2020 sono state divulgate addirittura dal New York Post, in piena campagna elettorale, resa molto più rovente. Tuttavia il Washington Post aveva all’epoca bollato la notizia del portatile ritrovato come “fake news”. Gli stessi Democratici hanno sempre parlato di una “manipolazione russa” per quanto riguardava il contenuto del disco rigido. Ma a confermare l’autenticità delle prove viè un report del New York Times, apparso ben diciassette mesi dopo la prima apparizione della notizia data dal New York Post (https://www.adnkronos.com/usa-pc-portatile-di-hunter-biden-infiamma-campagna-presidenziale_1NIqgqEV4Dj3C4gp3kCpkz).
Giunti a questo punto sorge spontanea una domanda: cos’altro è contenuto in questo laptop? (https://www.corriere.it/esteri/elezioni-usa-2020/notizie/usa-2020-perche-si-parla-tanto-computer-hunter-biden-suoi-affari-ucraina-16aadb9c-16b9-11eb-b530-8ca6e758b252.shtml).
Dai files emergono molti altri conflitti di interessi assieme ad una compagnia energetica cinese per l’ottenimento di milioni di dollari utilizzati come finanziamenti governativi in società energetiche in territorio ucraino (https://www.washingtonpost.com/politics/2022/03/30/hunter-biden-china-laptop/).
Ma i files davvero compromettenti trovati nel portatile sono immagini e video, ovvero una raccolta di foto e filmati pedopornografici che ritraggono lo stesso Hunter Biden in atteggiamenti osceni assieme a bambini seminudi di varia nazionalità (https://www.maurizioblondet.it/450-gb-di-materiale-pedopornografico-proveniente-dal-laptop-hunter-biden-che-si-diceva-eliminato-sara-reso-pubblico-entro-poche-settimane/; https://scenarieconomici.it/fbi-e-materiale-pedopornografico-lo-scandalo-degli-hard-disk-di-hunter-biden-si-allarga-ed-approfondisce/; https://www.ilgiornale.it/news/mondo/sesso-e-droga-i-video-che-inchiodano-hunter-biden-1899058.html).