24 Novembre 2024

Aggiornate le dottrine nucleari di USA e di Russia. Semplificato il ricorso all’uso di armi nucleari

By Il Corriere del Popolo

È ormai d’uso comune la terminologia “dottrina nucleare”. Ma cos’è la dottrina nucleare e chi la stabilisce?

Per dottrina si intende quel complesso di cognizioni e di principi organicamente elaborati e disposti sul piano teorico e pratico al fine di orientare preventivamente le decisioni innanzi ad eventi e situazioni particolari. La dottrina nucleare, quindi, si carica di prevedere il tipo di risposta in un contesto bellico e militare che possa implicare l’uso di armi nucleari, cioè di dispositivi che sfruttano reazioni nucleari di fissione e di fusione.

Inquadriamo la questione con i numeri. Secondo l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace, al gennaio 2024 esistono nel mondo circa 12.251 testate nucleari, di cui circa 9.585 a disposizione nelle scorte militari per un potenziale utilizzo. Circa 3.904 di queste testate sono schierate a bordo di missili e aerei, 60 in più rispetto al gennaio 2023, mentre le rimanenti si trovano stoccate in deposito. Circa 2.100 delle testate schierate sono conservate in uno stato di massima allerta operativa a bordo di missili balistici. Secondo il Rapporto della campagna internazionale Ican (International Campaing to Abolish Nuclear Weapons), “Surge: 2023 Global nuclear weapons spending”, nel 2023 sono stati spesi complessivamente 91,3 miliardi di dollari (oltre 85 miliardi di euro) per gli arsenali atomici, 10,7 miliardi di dollari in più per le armi nucleari rispetto al 2022. La spesa maggiore spetta agli Stati Uniti, pari a 51,5 miliardi di dollari, che è superiore a quella di tutti gli altri Paesi dotati di armi nucleari messi insieme (Fonte: Wikipedia).

Il 15 novembre 2024 il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, ha presentato al Congresso americano la parte non classificata del Rapporto 491 che contiene la dottrina nucleare statunitense.

Il 19 novembre 2024 Vladimir Putin ha firmato il decreto esecutivo che approva la nuova dottrina nucleare russa.

In entrambi i casi, vengono definite strategie e principi fondamentali di legittimazione dell’uso bellico del nucleare, mentre le linee guida d’uso delle armi nucleari restano coperte da segreto di stato.

Tra le potenze nucleari, sia gli Stati Uniti d’America che la Federazione Russa non hanno aderito al principio “No first use” (NFU), secondo cui una potenza nucleare si impegna a non utilizzare armi nucleari come mezzo di guerra a meno che non venga prima attaccata da un paese nemico con armi nucleari.

Per la sua dottrina nucleare, al contrario, gli Stati Uniti si riservano espressamente il diritto di utilizzare per primi le armi nucleari in caso di conflitto. La dottrina statunitense per l’uso delle armi nucleari è stata più volte rivista, fino alla garanzia ad altri stati: “Gli Stati Uniti non useranno né minacceranno di usare armi nucleari contro stati non nucleari che sono parti del TNP (trattato di non proliferazione) e in conformità con i loro obblighi di non proliferazione nucleare”. Per gli altri stati, gli Stati Uniti prenderebbero in considerazione l’uso di armi nucleari solo in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti o dei suoi alleati e partner. Per la dottrina americana, i comandanti possono richiedere l’approvazione presidenziale per utilizzare armi nucleari per prevenire un attacco da parte di una nazione o di un gruppo terroristico utilizzando armi di distruzione di massa, includendo la possibilità di utilizzare armi nucleari per distruggere le scorte nemiche di armi nucleari, biologiche o chimiche. Con l’aggiornamento del 15 novembre 2024, si rimarca la funzione deterrente dei piani nucleari per scoraggiare gli avversari muniti di armi nucleari e si richiede flessibilità ed adattamento a qualunque circostanza in caso di crisi nucleare. La cosiddetta “nuova” dottrina, impone che tutti i sistemi nucleari siano soggetti a molteplici livelli di controllo, senza ausilio di intelligenza artificiale, attraverso la presenza costante di una persona fisica nelle fasi di comunicazione e di attuazione degli ordini del Presidente sull’impiego di armi nucleari.

D’altra parte, la Federazione Russa descrive la sua intera dottrina militare come dottrina militare difensiva. La Federazione Russa dichiara di non concepire la guerra come strumento di risoluzione di controversie internazionali. Non a caso, in Ucraina si continua a parlare di “operazione militare speciale”. Per quanto riguarda le armi nucleari, la Russia si riserva il diritto di utilizzarle in due casi: in risposta all’uso del nucleare e di altri tipi di armi di distruzione di massa contro di essa o contro i suoi alleati; in caso di aggressione contro la Russia con l’uso di armi convenzionali quando l’esistenza stessa dello Stato è minacciata. Per la dottrina nucleare russa, l’uso delle armi nucleari non è finalizzato a distruggere il nemico, ma di costringerlo a sedersi al tavolo delle trattative. Trattasi del concetto di “escalate to de-escalate”. Con le modifiche introdotte per decreto del Presidente Vladimir Putin del 19 novembre 2024, la Russia si riserva il diritto di utilizzare le armi nucleari contro un Paese che assiste un altro che, pur non essendo una potenza nucleare, sia in conflitto contro la Russia, minacciando realmente la sua integrità territoriale. La modifica è giunta nel giorno in cui l’Ucraina ha impiegato per la prima volta missili ATACMS a lungo raggio in territorio russo.