La Corte Penale Internazionale ha emesso i mandati di cattura per Netanyahu e Gallant presumibilmente su denuncia dell’italiano Carlo Palermo
Come noto, la Corte Penale dell’Aja ha emesso mandato esecutivo di cattura per Netanyahu e Gallant, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. Appare verosimile che la Corte abbia avviato l’iter giudiziario su denuncia dell’avv. Carlo Palermo, già magistrato antimafia, che nel novembre del 2023 indirizzava all’attenzione del suo Procuratore Generale una richiesta di arresto per Benjamin Netanyahu attraverso una precisa impostazione logico-giuridica, recepita nell’ordine di arresto di qualche giorno fa.
Pubblichiamo il commento di Carlo Palermo alla notizia della richiesta di arresto per Netanyahu e la richiesta dello stesso Palermo indirizzata il 6 novembre 2023 al Procuratore Capo della Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aja, in persona del dottor Karim Khan.
Commento di Carlo Palermo alla notizia della richiesta di arresto per Netanyahu.
Le notizie sono odierne e i commenti, naturalmente, possono essere diversi per tanti motivi anche giusti secondo le proprie prospettazioni ideologiche. Su tutte queste, però, ritengo vada considerato il numero enorme di vittime innocenti, in gran parte donne e bambini, sui quali in nessun modo sarebbero dovute ricadere le responsabilità, le morti, la distruzione di una popolazione. Unico, credo, mi permisi chiedere formalmente tale provvedimento più di un anno fa, il 6 novembre 2023, quando, sin da allora, era ben prevedibile lo scempio che ne sarebbe seguito. Ricordo qui l’atto che proposi al Procuratore Generale della Corte dell’Aja nella consapevolezza che sarei andato contro le diverse ideologie, ma nella convinzione che anche l’odierno vivere nelle difficili situazioni che il mondo intero sta attraversando, non può far dimenticare che qualsivoglia consorzio civile dell’umanità, al di là delle diversità di culture, di ideologie e di religioni, non può mai dimenticare che l’uomo si distingue dagli animali perché, dovendo convivere insieme su questo nostro mondo, è necessario che rispetti delle regole. Diversamente rimarrebbe solo valido il vecchio broccardo: homo hominis lupo. Il diritto è nato così e l’osservanza di questo rappresenta l’unica garanzia per l’umanità per ritrovare e ripristinare la pace. Mi rincresce che tale provvedimento non sia stato adottato prima. Di certo non avrebbe risolto i problemi. Forse però avrebbe impedito vittime. Il significato dell’attuale provvedimento è solo questo: un richiamo per l’umanità alla pace e alle norme che si è dato dopo l’ultima guerra mondiale. Questo richiamo dovrebbe – a mio parere – essere considerato parimenti per risolvere anche le altre controversie internazionali che affliggono l’odierna umanità.
Testo integrale della richiesta di ordine d’arresto a firma di Carlo Palermo trasmesso al Procuratore Generale della Corte Penale Internazionale il 6 novembre 2023.
On. Avv. Ing. Carlo Palermo
Al Procuratore Capo
della Corte penale internazionale dell’Aja
Dottor Karim Khan
p.c. al Presidente del Consiglio dell’Italia
Giorgia Meloni
con richiesta d’inoltro a tutti i capigruppo del Parlamento
OGGETTO: DENUNCIA PENALE CONTRO:
- I MEMBRI DELLA ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA HAMAS
- BENJAMIN NETANYAHU, primo ministro di Israele.
Il sottoscritto Carlo Palermo, nato a …omissis…, nella sua qualità di:
- cittadino italiano, incensurato;
- magistrato in pensione con il grado di Consigliere d’Appello con idoneità alle funzioni requirenti e giudicanti;
- vittima del terrorismo e della mafia per l’attentato mafioso-terroristico subito a Trapani (Italia) il 2 aprile 1985 nell’esercizio delle funzioni di Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani;
- con riconoscimento della qualità di vittima del terrorismo con attestato del Commissario del Governo di Trento e medaglia d’oro come vittima e invalido del terrorismo;
- ex deputato del Parlamento italiano nella XI legislatura;
- attualmente Avvocato con patrocinio presso la Suprema Corte di Cassazione in Roma;
- difensore di più parti civili in delitti e stragi di mafia;
- dottore in Ingegneria Industriale – Indirizzo nucleare, Università Marconi di Roma, con laurea in Radio Protezione sulle Basi Nato e Usa in Italia;
- autore di numerosi libri e pubblicazioni (oltre 15) in materia tecnico-giuridica civile e criminologica/penale dal 1970 ad oggi.
PROPONE LA PRESENTE
DENUNCIA PENALE
A CODESTO ILLUSTRISSIMO PROCURATORE GENERALE
DELLA CORTE PENALE DELL’AJA
CONTRO
i terroristi della organizzazione terroristica HAMAS soggettivamente e probatoriamente individuati quali risultanti da atti processuali in possesso di codesta Corte Penale, con mandato d’arresto;
BENJAMIN NETANYAHU (nato a Tel Aviv, il 21 ottobre 1949) primo ministro di Israele dal 29 dicembre 2022, con mandato d’arresto sulla base delle seguenti motivazioni e argomentazioni fondate su fatti oggettivi che risultano oggi ampiamente, oggettivamente e notoriamente dimostrati: nei confronti dei terroristi soggettivamente individuati appartenenti alla organizzazione terroristica di Hamas in relazione agli atti terroristici dalla stessa compiuti e rivendicati da ultimo dalla data del 7 ottobre 2023 ad oggi in Israele, notoriamente provati e da ritenersi provati dalle pubbliche rivendicazioni espresse dai rappresentanti della medesima organizzazione terroristica, come tale riconosciuta in particolare dall’Europa, dagli Stati Uniti ed anche, in particolare, dell’Italia; con mandato di arresto;
nei confronti di BENJAMIN NETANYAHU primo ministro di Israele per le due ipotesi di reato sotto indicate sub a) e sub b) le quali rientrano nella competenza di codesta Corte Penale Internazionale, da intendersi entrambe dimostrate dalle pubbliche ed uniformi divulgazione dei fatti e, in particolare, dalle dichiarazioni e proclami pronunciati dal medesimo primo ministro d’Israele BENJAMIN NETANYAHU in relazione alla successiva e poi attuale aggressione della Palestina nella striscia di Gaza, con consapevole e doloso (anche sotto il profilo di “dolo eventuale”) allargamento delle vittime alla intera popolazione; dal Primo Ministro pubblicamente annunciata e poi attualmente in corso; con conseguente estensione della giusta e legittima reazione (da attuare nei confronti dei componenti della organizzazione terroristica di Hamas soggettivamente individuati sulla base del principio di legalità), nei confronti dello stato di Palestina e in particolare del popolo palestinese, con migliaia di vittime nella popolazione (in gran parte di bambini e donne), le quali risultano oggettivamente estranee all’appartenenza alla organizzazione terroristica Hamas; con la conseguenza, in termini giuridici, che l’invasione preannunciata e ora in atto risulta dolosamente arbitraria e illegittima in ragione della estensione della reazione (legittima contro gli appartenenti alla organizzazione terroristica di Hamas) ad una illegittima e illegale aggressione e invasione del territorio della striscia di Gaza, con conseguente consapevole responsabilità e dolus per l’indiscriminata uccisione di un numero di vittime sempre in crescita, risultanti provate ed anche conformi alle intenzioni pubblicamente divulgate dallo stesso primo ministro d’Israele, le quali presentano le particolarità sotto evidenziate da intendersi notoriamente e oggettivamente documentate:
– la mancata dichiarazione parlamentare dello stato di guerra di Israele contro la Palestina;
– la illegale invasione e occupazione della striscia territoriale di Gaza;
– la inammissibile e illegale compressione e animalizzazione della popolazione palestinese (in particolare di donne e bambini) trattata come gregge senza forniture elettriche e alimentari e idriche potabili, indispensabili alle minime condizioni di vita dell’uomo tutelate dalla Convenzione dell’Aja;
– l’attacco inammissibile e ingiustificabile nei confronti della cultura della popolazione civile della Palestina;
– l’annientamento e l’uccisione dolosa di gran parte della popolazione palestinese con travalicamento dei principi di responsabilità personale soggettivi e dei popoli tutelati dalla Convenzione dell’Aja;
– il mancato accoglimento degli appelli di cessare il fuoco provenienti, in particolare, dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Onu;
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RITENUTO CHE RISULTA LA SUSSISTENZA DELLA:
competenza di codesta CPI la quale risulta consentita nei confronti dei soggetti denunciati pur in presenza della mancata ratifica di Israele alla Convenzione dell’Aja, al pari della competenza da essa riconosciutasi nei confronti – in particolare – della emissione di mandati di arresto nei confronti del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e di Maria Alekseevna L’vova-Belova, commissaria presidenziale per i diritti dei bambini in Russia, nazione questa parimenti priva di ratifica alla Convenzione dell’Aja;
esistenza del dolus specialis del perpetratore Primo Ministro d’Israele in ordine alle seguenti ipotesi di reato con mandato di arresto:
a) genocidio nei confronti della popolazione della Palestina in relazione all’attuale invasione della striscia di Gaza;
b) genocidio nei confronti della stessa popolazione di Israele in ragione della ingiustificabile mancata adozione di idonee misure preventive di difesa nei confronti dell’azione terroristica di Hamas nella data delle azioni terroristiche da questa poste in essere in presenza della oggettiva esistenza di ragioni eccezionali di contrapposizione tra Israele e Palestina in ragione del sottostante prevedibile interesse dei palestinesi, proprio nella striscia di Gaza, priva di risorse energetiche, a fruire, quantomeno in parte, del controllo della parte del Mediterraneo che partendo da Haifa giunge fino a Gaza, ove risulta essere stato recentemente scoperto un importante giacimento di gas denominato Leviathan (confinante con quello egiziano denominato Zhor) le cui riserve stimate appaiono di circa 600 miliardi di metri cubi e i cui guadagni risultano oggettivamente stratosferici, favoriti anche dalla chiusura in Europa dei gasdotti provenienti dalla Russia; “affare” questo recentissimo su cui notoriamente esiste il concreto e attuale documentato interesse direttivo e preminente dell’azione di regia della famiglia Rothschild, risalente, nelle sue origini, addirittura alla prima guerra mondiale, quando il governo britannico inviò una lettera, nota come dichiarazione Balfour, che tre decenni dopo avrebbe portato alla creazione dello stato d’Israele.
Trento, 6.11.2023
Avv. Carlo Palermo
Nota a margine. Sul mandato d’arresto per Vladimir Putin il dott. Carlo Palermo non ha espresso alcuna adesione. Piuttosto, ha adoperato tale argomento come precedente specifico in grado di fondare la competenza della CPI nei confronti di Netanyahu, capo di governo in uno Stato che non ha ratificato la Convenzione dell’Aja (rectius: lo Statuto di Roma), fondante la CPI medesima.