22 Novembre 2024

Alla faccia del patriottismo e del sovranismo. Dissidenti pronti a lanciarsi tra le braccia del Generale Vannacci

By Il Corriere del Popolo

Goccia dopo goccia, il Generale Vannacci sta permeando il fronte del dissenso. Lo abbiamo conosciuto come autore di un libro pubblicizzato “al contrario” da Repubblica e mainstream, che più ne hanno parlato male e più hanno attratto interesse per il libro e per l’autore, determinando il successo del libro, tra i più venduti in Italia, e del suo autore, d’un tratto assiso innanzi i riflettori televisivi nazionali come una star. Un libro di scarso profilo per ciò che attiene al suo contenuto, zeppo di luoghi comuni e di considerazioni scontate, senza alcun carattere innovativo, è stato il trampolino di lancio di quella che appare un’operazione pianificata a tavolino nei minimi dettagli. C’è chi ha ipotizzato persino l’uso dell’intelligenza artificiale per la produzione di un testo in grado di accreditare politicamente un militare Nato, che poi, in effetti, nonostante sia ancora in servizio, è divenuto europarlamentare in quota Lega, forte di mezzo milione di voti alle ultime elezioni per il Parlamento europeo che gli hanno consentito di affermarsi personalmente e di salvare Salvini da una disfatta totale. Del resto, il sistema vive di questi mezzucci, crea false contrapposizioni e tiene a galla i “ladri di Pisa”, non intesi quali ladri veri e propri, anche se a volte lo sono, bensì come attori che litigano di giorno e vanno a rubare insieme la notte, cioè fingono di contrapporsi in tv e vanno a braccetto nelle segrete stanze.

Ora Roberto Vannacci è punto di riferimento per molti nella galassia novax e noeuro. È l’uomo della Provvidenza, per chi non vede un proprio orizzonte politico e per chi non ha visione, men che meno prospettiva. Nel novembre 2024 ha apertamente appoggiato, suscitando le ire dei leghisti, la lista Democrazia Sovrana e Popolare per la candidatura di Marco Rizzo alla presidenza della regione Umbria alle elezioni regionali. Ma lui, eletto in Europa da indipendente nelle liste della Lega, non ha alcun vincolo con il partito di Salvini e Giorgetti. Del resto, non è che proprio abbia fatto la differenza. Con l’1,11%, Rizzo si è piazzato terzo dietro ai due candidati delle coalizioni di centro-sinistra e centro-destra, che insieme hanno superato il 97% dei consensi.

All’indomani del voto umbro, il fluttuante Francesco Toscano, passato da Diego Fusaro a Marco Rizzo, con naufragati tentativi di sinergia con Gianluigi Paragone, Gianni Alemanno e Cateno De Luca, ha intervistato un altro militare, il tenente/colonnello Fabio Filomeni per annunciare la nascita del movimento politico “Il Mondo al Contrario” che terrà il congresso fondativo a Marina di Grosseto Sabato 23 Novembre. “Tante persone che si riconoscono nelle proposte del generale Roberto Vannacci ci chiedono di costruire un movimento in grado di riunirle…“, ha sostenuto il colonnello Filomeni ai microfoni di un Francesco Toscano “eccitato come uno scolaretto“.

Il generale Vannacci a Marina di Grosseto riceverà, attenzione, il Premio Oriana Fallaci dalle mani del suo fondatore e direttore, Armando Manocchia, volto televisivo noto nel fronte del dissenso per la sua direzione della testata giornalistica ImolaOggi e del format televisivo, andato in onda su Canale Italia e su Byoblu, chiamato “Piazza Libertà”. Anche Manocchia è pronto al salto della quaglia?

Come preannunciato dagli organizzatori, quest’anno, il Premio Oriana Fallaci verrà conferito al generale di divisione Roberto Vannacci, che si sarebbe distinto per il suo approccio diretto e sincero, in netta opposizione con le consuetudini del corpo militare. La scelta di conferire il premio a Vannacci non sarebbe solo un gesto simbolico, ma rifletterebbe una connessione profonda tra le vite e le opere di lui e di Oriana Fallaci.

Contestualmente alla premiazione di Vannacci verrà lanciato il suo nuovo di pacca movimento politico e non solo Toscano è in odore, dopo il tradimento annunciato della “vittoriosa in Turingia” Sahra Wagenknecht pronta a scendere a patti di governo con la Cdu in Germania, di approdare, anche lui, alla corte del Generale. Certo non si comprende in che modo il marxismo di Marco Rizzo potrebbe abbracciare la linea molto più a destra, moltissimo più a destra, di Vannacci, come è da escludere che Vannacci possa orientarsi su posizioni marxiste.

E non potrà bastare la tesi “rossobrunista” per spostare a proprio vantaggio l’opinione pubblica più attenta, quella che determina i grandi numeri. Probablement, il democristianissimo Toscano, sedicente moroteo ma più simile a De Mita, ha un piano.

Le basi teoriche a sostegno di una leadership di Vannacci non si rinvengono nelle molte parole spese a destra e a manca. Lungi dal voler accreditare l’esistenza di un culto della sua personalità, a tratti si assiste ad un continuo elogio delle virili e prestanti virtù del generale, in una sorta di ritornello in pompa magna che riconduce al profilo del leader carismatico, vocato a condurre, che conduce, duce. E in tale cornice, Giuliano Castellino e Forza Nuova, che appoggiano da tempo apertamente Democrazia Sovrana e Popolare, converrebbero sul Generale.

Cosa farebbe Vannacci alla guida di un suo partito politico? Nessuno sa rispondere. Il motivo portante appare sempre lo stesso e consisterebbe nella suadente possibilità che Vannacci possa in futuro, o che già lo farebbe da tempo, incarnare le pretese trumpiane di correggere gli “errori” italiani. In altri termini, Vannacci sarebbe l’uomo di Trump in Italia, quindi uomo forte in grado di prendere in mano la situazione. Ed ecco appresso a lui il codazzo di aspiranti collaborazionisti di potenze politiche straniere, alla faccia dei sovranismi d’ogni colore sbandierati.

Non pochi si pongono una riflessione sul ruolo del Generale Roberto Vannacci nella Nato, per cui nel 2013 ha assunto l’incarico di capo di stato maggiore delle forze speciali in Afghanistan. Uomo in divisa, generale dell’esercito italiano, capo di stato maggiore Nato, europarlamentare, irresistibile front-man televisivo: mica male per chi, smarrito, è in cerca di una bussola, di un centro di gravità permanente, di un duce.

Peccato, però, che il generale Vannacci sia perfettamente in linea sia con il Governo Meloni sia con l’opposizione Schlein su tutte le questioni fondamentali. Ha dichiarato di essersi sottoposto alla “vaccinazione covid”, difende l’indifendibile “Israele”, è stato espulso dalla Russia nel 2022 quando lì era in servizio, come dallo stesso Vannacci candidamente dichiarato; non ha disdegnato di candidarsi all’europarlamento con la Lega, non pone in discussione l’euro, non abbraccia alcuna causa concreta. Semplicemente, recita un copione per tenere in vita la falsa contrapposizione “destra/sinistra”.

In conclusione, alla luce di quanto è evidente, appare ragionevole sostenere che il generale Roberto Vannacci abbia il profilo del perfetto gatekeeper. Ed è altrettanto evidente che stia tentando di mettere il cappello su tutto il fronte del dissenso sorto in antagonismo ai Governi Conte-bis e Draghi Mario nella farsa-pandemica; e che vi stia riuscendo con Toscano, Rizzo, Manocchia, Alemanno e chissà quant’altri ancora.