Albert Bourla, Presidente di Pfizer, al manager di Goldman Sachs: quarta dose e poi 10 anni di vaccini
Le confessioni del numero uno di Pfizer: quarta dose e poi 10 anni di vaccini. Ormai anche i colossi quotati in borsa confessano apertamente in diretta pubblica con i loro investitori tutto ciò che i famigerati “novax” ripetono da due anni.
Il presidente della multinazionale farmaceutica Pfizer, il veterinario Albert Bourla, ha confessato che i vaccini non immunizzano e che questi proteggerebbero solo per pochi mesi da ciascuna somministrazione. Durante una video conferenza del 6 gennaio 2022 con la banca d’affari Goldman Sachs, Bourla ha spiegato che Pfizer sta preparando la produzione per una terza dose di vaccino in tutto il mondo e poi una rivaccinazione in autunno, la quarta.

Bourla ha spiegato agli investitori di Goldman Sachs che “sicuramente avremo un vaccino efficace contro Omicron. La domanda è se lo useremo o no. Ci stiamo muovendo a tutta velocità e anche se non ho visto in questo momento i dati da laboratorio, sulla base di quello che abbiamo già fatto in passato posso affermare che avremo un vaccino efficace su Omicron entro la scadenza che avevamo ipotizzato: fine marzo 2022. Non so rispondere però alla domanda se ne avremo davvero bisogno a partire dal mese di aprile. Siamo sicuramente fiduciosi che ci sarà e sarà molto efficace e che saremo nell’anno in grado di produrlo in miliardi e non milioni di dosi. Però non so se ci sarà quella necessità o altre, perché sto già vedendo emergere dopo Omicron numerose altre varianti…”.

Il numero 1 di Pfizer, per convincere gli investitori finanziari che devono decidere se, come e quanti soldi impiegare in azioni della sua azienda farmaceutica, ha spiegato le sue certezze e confessato anche domande a cui in questo momento non sarebbe in grado di rispondere. L’emergere della necessità di una quarta dose per combattere Omicron ed eventuali altri richiami da fare in emergenza quest’anno ha spostato l’idea della vaccinazione annuale al 2023.
Per Bourla: “Il virus non andrà via e presumiamo che resti per un decennio. Sarà endemico ovunque, ha e avrà la capacità di creare varianti quindi vivrà, in un modo o nell’altro, insieme al genere umano per gli anni a venire. Questo è quel che crede la maggioranza degli scienziati e anche quella dei principali opinion leader. La seconda certezza che abbiamo è che la protezione immunitaria con le varianti che conosciamo e ora pare anche con Omicron, è di durata breve, sia con il vaccino che con l’infezione naturale: pochi mesi, sempre meno. Per questo si è fatta strada l’idea di una quarta dose almeno prima di procedere con la regolare vaccinazione annuale”.
Ormai anche i colossi quotati in borsa confessano apertamente in diretta pubblica con i loro investitori tutto ciò che i famigerati “novax” ripetono da due anni.