20 Giugno 2026

Anche Paolo Borgognone alla corte di Vannacci, ma con stile, in punta di piedi, senza coinvolgimento emotivo

By Il Corriere del Popolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 20 Giugno 2026 – 1:23

Quella del Wannacci è ormai prossima a diventare l’orgia della realpolitik dei duri e puri del dissenso, pronti a sacrificare la propria coerenza pur di ottenere un seggio personale. Dove soffia il vento loro vanno. Sempre. Lo hanno fatto con il M5S e la Lega, poi con Francesco Toscano e Marco Rizzo, poi con Gianni Alemanno, poi con Cateno De Luca, ora con Roberto Vannacci, il generale dell’esercito italiano già a servizio attivo nella Nato. Recenti le adesioni di personaggi del dissenso del calibro di Ugo Rossi ed endorsement espliciti come quello di Marco Mori e meno espliciti come quello di Marco Rizzo. Ora arriva il benestare di un intellettuale italiano importante: Paolo Borgognone. Chi? Borgognone, Paolo Borgognone ( pronunciato stile Bond, James Bond). E chi sarebbe?

Nato a Canale, in provincia di Cuneo nel 1981, si è laureato in Scienze Storiche all’Università di Torino. È un analista politico e storico focalizzato principalmente sulla geopolitica, sui movimenti geopolitici post-sovietici e sulla critica ai media mainstream e al neoliberismo. Dichiara di non volere “scendere” in politica. Ne pubblichiamo il curriculum vitae come presente sul sito del Ministero dell’Interno. Nel 2022 è stato candidato alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Piemonte 1 – Collegio Plurinominale P02 con la lista elettorale Italia Sovrana e Popolare guidata da Francesco Toscano.


Ed ora anche Paolo Borgognone va alla corte di Vannacci, ma con stile, in punta di piedi, senza coinvolgimento emotivo. Come dire, non partecipo all’orgia elettorale, ma appoggio. Tocco ma non prendo. Assaggio ma non mangio. Ci sono, ci sto, ma defilato. E si fa vanto di essere illiberale, confondendo la libertà come illiberalità, convinto che la risposta al liberismo sia l’illiberismo. Ha studiato troppo, Borgognone. Ed ha perso la proprietà di linguaggio sui fondamentali, a partire dal “si, si” e “no, no”.

Post lungo e noioso, da 4 like, ma necessario. Parlo ora e taccio per sempre. Io ho valori che stanno a destra (tradizionali) e idee che stanno a sinistra (socialiste non marxiste). Sono per la “democrazia illiberale” per lo Stato e la società organici, contro il capitalismo e i suoi rapporti di forza economico-sociali. Non combatto le religioni tradizionali, qualunque esse siano (Cristianesimo, Islam, Ebraismo, Antichi Culti, ecc.), pur essendo laico e non praticante. Critico e combatto una religione secolarizzata, materialista, atea, utilitaristica, l’idolo del nostro tempo: IL LIBERALISMO. E lo combatto ovunque esso sia, a destra, a sinistra, al centro, poiché il liberalismo di matrice anglosassone ha colonizzato l’intero immaginario collettivo europeo, e ha colonizzato anche gli USA e parte dei restanti continenti… Rifiuto radicalmente l’antifascismo in ogni forma esso venga declinato (storiografica, mitologica, politica) e, pur avendo sempre fatto una politica contraria al comunismo, rifiuto in modo drastico l’anticomunismo declinato in chiave liberale (anticomunismo liberale di destra e anticomunismo liberale di sinistra). Sono un oppositore della società aperta. Ritengo il fascismo, laddove liberato dalle scorie liberali, e il socialismo, laddove liberato dalle scorie liberali, nemici della società aperta. Attualmente i partiti politici di destra e di sinistra sono in gran parte riassunti e assorbiti nella narrazione, nella prassi e nel tono di vita liberali. Nessuno di questi mette in discussione il capitalismo, l’oligarchia, lo stato di cose presenti. Il dibattito politico si dipana pressoché integralmente attorno all’agenda decisa dal mainstream liberale, che è interconnesso con queste forze politiche. Per me non esistono Gatekeeper, finti dissidenti, falsi controinformatori, impuri e tutte queste categorie impolitiche e prive di alcun significato al di fuori di un lessico settario che, come detto, non ha alcuna rilevanza sul piano politico. Per me ci sono liberali e anti-liberali, i primi sono avversari, i secondi alleati, stiano essi a sinistra o a destra. Il mio obiettivo è la formazione di un blocco politico anti-liberale che unifichi istanze illiberali di destra (socialismo nazionale) e di sinistra (comunismo e socialismo sostenitori dello Stato), superando queste categorie e formando un fronte d’azione e di liberazione nazionale ed europeo che abbia come punti fondamentali l’uscita dalla NATO, dalla subalternità transatlantica, dall’euro e dalla UE, in nome del multipolarismo geopolitico, dello Stato forte e organico e del socialismo economico. I miei valori sono tradizionali, valori signorili, di onore e lealtà (sebbene poi, puntualmente, non riesca a mantenerli e li disattenda 😂😂😂). Le mie idee sono socialiste (non marxiste). Per il futuro politico: NON INTENDO CANDIDARMI, né ricoprire, a ogni livello, cariche pubbliche elettive. Ringrazio chi mi ha fatto proposte in merito ma le declino con rispetto e cortesia per chi me le ha poste. Sosterrò da indipendente i soggetti politici in cui scorgo idee e programmi sovranisti: Agorà per l’Italia, che per ora ha un programma che condivido pressoché integralmente nonostante sia un movimento di sinistra e io abbia un’antropologia considerata, anche se sbrigativamente e in modo impreciso e fuorviante, “fin troppo di destra” o “rosso-bruna”, e quei candidati, a titolo privato, che, in Futuro Nazionale, si dimostreranno meno liberali e più sociali (i diretti interessati, Angelo, Luigi, Gianni, Beppe, Ugo, lo sanno, se leggono li abbraccio). Sono un allievo indegno di Alain de Benoist, Aleksandr Dugin, Costanzo Preve, Diego Fusaro, Jean Thiriart. Sono un grande estimatore di Franco Cardini, Claudio Mutti, Andrea Zhok, Maurizio Murelli, Rainaldo Graziani e tanti altri intellettuali di pregio che non nomino per brevità ma i cui libri ho comprato e apprezzato. Rimarrò tale per tutta la vita. Sul piano politico, ho immensa stima per Fabio Filomeni, che reputo il leader migliore possibile e immaginabile per il blocco politico illiberale, populista e socialista che ho in mente, per Nicola Vedovino, per Matteo Brandi e, anche se lui è di sinistra e io no, per Angelo d’Orsi che ha preso posizioni coraggiose, radicali e condivisibili, non da oggi, su tanti temi di politica estera. Questo post era doveroso, perché mi piace essere franco, parlare apertamente, giocare a carte scoperte. Io sono questo. Se qualcuno si sentirà offeso o contrariato da ciò che ho scritto, me ne scuso. Ma non mi si potrà mai chiedere di essere diverso da ciò che sono. Grazie. Buona domenica a tutti amici miei 🥰♥️🤗

 

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Paolo Borgognone ha mostrato una profonda crisi di identità politica, considerando che è stato un po’ quasi dappertutto nei partiti del dissenso per poi arrivare a concludere per un suo sostegno ai suoi amici personali se candidati con il Generale Vannacci.