17 Aprile 2024

Che fare alle europee?

By Francesco Gerardi

Per combattere la malattia il medico non ha bisogno di diventare malato. Se si ammala non avrà più la forza di guarire nessuno e alla fine lui stesso morirà.

In un processo l’avvocato non ha bisogno di diventare imputato. Se viene incriminato non avrà più modo di difendere il cliente e alla fine verranno entrambi condannati.

Per combattere la Ue non c’è alcun bisogno di farsi eleggere al Parlamento europeo. Se lo si fa, lo si legittima e si finisce per diventare parte di esso.

Per uscire dal regime europeo basta che il governo mandi una Pec a Bruxelles: “Consideriamo nulli tutti i trattati e gli accordi intercorsi perché mai ratificati dal Popolo italiano e gravemente lesivi della sovranità e dell’economia nazionale. A mai più risentirci, firmato: gli Italiani”.

Fine del discorso.

Del resto sono loro stessi a suggerircelo:

«La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta», scriveva Theodor Adorno, che era uno di loro, in “Minima Moralia” nel 1951. Ci hanno sempre apparecchiato scelte preconfezionate e ci hanno illuso che la libertà stesse nello scegliere tra quelle. Ma scegliere tra opzioni riconducibili tutte alla stessa regia, tra marionette controllate dallo stesso burattinaio, non è vera libertà. La libertà non sta nel cambiare canale, ma sta nel sottrarsi a tutto questo: buttiamo via il telecomando. Come Truman del “Truman show”, che alla fine del film esce dalla porta e abbandona il set cinematografico che ha costituito per anni la sua vita fittizia.

Cosa fare dunque alle elezioni europee? Semplice: disertiamo in massa le urne. Smettiamola di giocare al loro gioco perverso e il loro gioco dovrà finire.