Risposta di Lillo Massimiliano Musso a chi si è scandalizzato per i “toni” nel confronto con il “mite” Matteo Brand.
“Consideratemi la voce di uno che ha gridato nel deserto, quindi nella vostra mente”.
Ipocriti, vi lamentate per i toni con cui ho argomentato nonostante le continue interruzioni di un manipolatore professionista. Sordi, non vi ha turbato il suo nemmeno forbito o velato dileggio. Pazzo, cretino, imbecille, codardo, come proiezione del suo Sé, sono le parole di Brand riecheggiate nella vostra mente, che è un deserto.
BREVE ESTRATTO DI TRE ORE DI INSULTI DI BRAND
Link alternativo: https://t.me/forzadelpopolo/6776
Incoscienti, bevete tutto, pure il piscio di chi vi urina in faccia nel suo evidente imbarazzo nel dare spiegazioni sulle sue collaborazioni con la Casaleggio, il M5S, la Lega e Casapound. Ciechi, non vedete cosa scorre davanti ai vostri occhi, ovvero il volto di Brand tra portavoci, consulenti e consiglieri del Governo Meloni.

Verifica dalla fonte: https://www.mastercomunicazionepolitica.it/docenti/
Idioti convinti di essere furbi, non distinguete la mano destra dalla sinistra come non distinguete chi opera coerentemente da chi di professione fa il gatekeeper, raccoglie dati, indirizza il vostro pensiero su un binario morto e crea le condizioni di consenso per la Meloni. Del resto, la Meloni è stata per molti di voi il meno peggio. E come siete arrivati a questa conclusione? Si ma Brand parla male della Meloni. Esattamente come ha sempre fatto Di Pietro con Berlusconi e il M5S con il PD, a tutto vantaggio ora di Berlusconi ora del PD.

Cosa ha fatto Brand per unire? Nulla. Al contrario, ha ovunque seminato zizzania, mai entrando in collisione aperta con nessuno, ma da incursore. Dai frutti si riconoscono e i suoi frutti sono sotto gli occhi di tutti.

Avv. Lillo Massimiliano Musso
Chi di voi ha adottato con me toni diffamatori, ponendo in discussione la mia salute o lucidità mentale, la mia competenza professionale e quanto attenga alla mia sfera personale ha un grande problema: la mia rivalsa. Perché un conto è argomentare liberamente una critica, anche la più strampalata, altro conto è offendere la mia reputazione in mia assenza. E lì le carte bollate saranno la minore spesa. Correte ai ripari, vili! Cancellate i vostri insulti espressi in nome del rispetto, le vostre intolleranze in nome del pluralismo. Qui siamo tolleranti, ma non disposti a subire il bullismo di scarni eserciti di scarsi. Perché questo siete! E qui non abbiamo penuria di avvocati per fare valere le vostre responsabilità in Tribunale.

Tra poco tempo saranno scoperte tutte le carte e vedremo chi bluffa, chi bara e chi è il vero mazzaro di ogni partita. La vergogna ricoprirà il vostro volto. Infine, chiedo ai confusi di chiarirsi le idee e di verificare se ciò che ho documentato corrisponda a verità o meno. Se non desiderate entrare nel merito della questione aperta, perché avete già sentenziato sulla scorta di un dislivello vocale essenzialmente dovuto alla differenza di microfoni*, potete tranquillamente considerarvi come quegli ipocriti (e fessi) che giudicano la pagliuzza nell’occhio altrui mentre hanno una gigantesca trave, su cui è inciso “Brand Was Here” conficcata là, dove non batte mai il sole”.

Tipi di microfono
* Proprio così! Brand pur gridando (anche con Amodeo) si è avvantaggiato di un microfono “cardioide” e di un settaggio software in grado di contenere i picchi della voce, così determinando l’impressione ai poco attenti che il suo interlocutore, con microfono omnidirezionale, urlasse, mentre lui rilassato contenesse il tono, come segno di superiorità caratteriale.

Settaggi di regolazione automatica del volume del microfono della piattaforma Streamyard utilizzata sia nel confronto tra Amodeo e Brand sia nel confronto tra Musso e Brand
Con Amore e Libertà
(senza la vostra disgustosa ipocrisia)
Lillo Massimiliano Musso
Qui il video integrale del confronto tra Matteo Brand e Francesco Amodeo
Qui il video integrale del confronto tra Matteo Brand e Lillo Massimiliano Musso
Ricapitolando. Matteo Brand nella stessa giornata definisce in malo modo in tre differenti contesti Amodeo, Musso e Toscano. Si vittimizza con Amodeo intervenuto sul suo canale. Si vittimizza con Musso intervenendo in una sua diretta. Si vittimizza con Toscano in confronto diretto in chat su Telegram. Nella stessa giornata. Il 16 aprile lo ricorderemo come il Brand Day. Perché in fondo, al di là della politica, ciò che conta è il brand, il target, il concept, il marketing e il cash.
“Per quanto mi riguarda, Lillo, è tutto estremamente chiaro. Chi non ha ancora imparato a “fiutare” i pifferai magici né ad apprezzare coerenza ed affidabilità di un vero irriducibile, semplicemente non è in sintonia con i valori della nuova politica di FDP. Non si perde nulla. Semmai si opera quella scrematura preventiva che fortificherà il raggio d’azione del partito. Sì tratta innanzitutto di una battaglia spirituale ed antropologica. Quanto al tizio (dal look perfettino, curato come una primadonna) che si difende a suon di insulti, che dire? Pretende di tenere separato l’impegno politico dall’attività professionale? Pretesa sicuramente legittima, ma indicativa di quella predisposizione innata a mediare e scendere a compromessi che qualifica la vecchia politica degli “inciuci” di palazzo. Insomma un giovanotto rampante che si rivela malato di carrierismo, mettendo le proprie competenze al servizio anche di forze oscure, delle due l’una. O ritiene più importante il business rispetto agli ideali anti sistema che professa. Oppure più probabilmente non è anti sistema. Quindi distante anni luce da quella politica nuova ed innovativa che si basa sul primato della coscienza”.
S.F.