Clamorosa confessione: Mark Zuckerberg ammette di avere censurato milioni di cittadini sul Covid su pressione dello staff di Biden e dell’Fbi
Lo staff del Presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden e il famigerato Federal Bureau of Investigation (F.B.I.), agenzia governativa di polizia federale degli Stati Uniti d’America, competente in tutti gli Stati per antiterrorismo, crimine organizzato e intelligence interna, hanno esercitato pressioni su Mark Zuckerberg per “censurare” contenuti relativi alla pandemia di Covid-19 e sugli scandali riguardanti Hunter Biden, figlio del Presidente americano.
Il fondatore di Facebook e amministratore di Meta, proprietaria di Facebook, Instagram e Whatsapp, lo ha esplicitamente ammesso, con valore di confessione stragiudiziale, in una lettera inviata alla Commissione giustizia della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Lacrime di coccodrillo, si potrebbe dire, per uno Zuckerberg “rammaricato” per la sua decisione di cedere alle pressioni dell’amministrazione Biden-Harris.
Nel documento Zuckerberg afferma che “le pressioni del governo erano sbagliate e mi dispiace che non siamo stati più espliciti al riguardo”. Nel 2021 Facebook ha eliminato oltre 20 milioni di contenuti per effetto delle sue regole di moderazione dei contenuti.

L’avvocato Lillo Massimiliano Musso, oggi segretario generale di Forza del Popolo, è tra le voci più censurate dal social Facebook. Nella seconda metà del 2020 era l’influencer più gettonato del mondo novax, in grado di superare nelle classifiche di visualizzazioni persino artisti del calibro di Vasco Rossi. Fondatore di Mille Avvocati e di Mille Medici per la Costituzione, ha avviato il cosiddetto “fronte del dissenso” organizzando eventi in tutta Italia in violazione del lockdown. Dalle sue dirette sono partite le iniziative che hanno influenzato tutto il fronte novax e no greenpass, fino alla denuncia di Mario Draghi alla Direzione Nazionale Antimafia per eversione dell’ordine democratico. Quella denuncia, sottoscritta nel 2022 da trecentomila cittadini italiani, ha il nome “La Nuova Norimberga“.

Censura del 3 settembre 2023 in piena campagna elettorale per il Senato
Lillo Massimiliano Musso commenta a caldo la notizia: “Nel 2021 sono stato totalmente censurato di settimana in settimana e di mese in mese da Facebook 9 mesi su dodici, non potendo condurre sui miei canali le dirette quotidiane né postare alcunché. Di tanto in tanto comparivo in rete in profili altrui messi a mia disposizione da amici, su alcune testate giornalistiche nazionali (Byoblu, Dentro la Notizia, Meglio di Ieri, Bordernight, Telecolor, Rainbow Television e Canale Italia) e sistematicamente la censura colpiva anche quei canali. Ritengo di essere vittima, ed è sotto gli occhi di tutti, di una censura gravissima che ha impedito a tante persone di capire quello che spiegavo già dall’inizio del 2020 e che puntualmente si è verificato. Sono stato censurato persino in piena campagna elettorale, con comizi trasmessi in diretta bloccati in contemporanea su più canali. Valuterò con i miei avvocati se trascinare in giudizio civile risarcitorio il colosso Meta, posta l’inaspettata confessione stragiudiziale che conferma che il sottoscritto non ha violato le norme della community, bensì è stato quale esponente politico nazionale oggetto di una deliberata censura voluta addirittura dal Governo degli Stati Uniti d’America. Probabilmente citeremo in giudizio Meta perché è la responsabile della censura e le pressioni del Governo americano non la esimono dalla propria responsabilità contrattuale. Poi sarà un giudice italiano a valutare, ai sensi dell’art. 2735 c.c., se io abbia mai violato le regole della community o se è stato calpestato il mio diritto di pensiero e di parola“.

“Oggi non lo rifaremmo. Penso anche che abbiamo fatto alcune scelte che, con il senno di poi e con le nuove informazioni, oggi non faremmo. Come ho detto ai nostri team all’epoca, sono fermamente convinto che non dovremmo compromettere i nostri standard di contenuto a causa delle pressioni esercitate da qualsiasi amministrazione, in entrambe le direzioni, e siamo pronti a reagire se qualcosa di simile dovesse accadere di nuovo”, ha scritto Zuckerberg.