6 Marzo 2023

Evviva l’informazione libera. I professionisti dell’informazione si disvelano come megafoni delle ragioni della guerra

By Il Corriere del Popolo

Il Ministro della Difesa (ormai ribattezzato, Ministro della Guerra) Guido Crosetto istituisce una task force di giornalisti per “approfondire i temi della difesa”. Tra questi, il presidente dell’ANSA, docenti universitari ed editorialisti di Repubblica, Corriere della Sera, Sole 24 Ore.

Il Ministro della Guerra istituisce la Task Force della Verità, forse per colmare l’assenza di uno specifico Ministero orwelliano della Verità. La notizia sembra a prima impressione una bufala, ma è vera. Guido Crosetto, che recentemente ha chiesto la violazione del patto di stabilità, quindi lo sforamento del limite del 3% nel rapporto Deficit/PIL per gli armamenti, chiama a sé in un think tank “per lo sviluppo della cultura della Difesa” (si chiama così nell’era dell’antilingua la cultura della Guerra) i più influenti opinionisti nazionali, quelli che controllano le colonne dei colossi della carta stampata (e non solo), come Repubblica, Corriere della Sera e Sole 24 Ore, ma anche l’uomo forte della principale Agenzia Stampa nazionale, l’ANSA, Giulio Anselmi.

Torino, 25 ottobre 2006. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con Giulio Anselmi, John Elkan e Luca Cordero di Montezemolo, durante la visita alla sede de “La Stampa”, di cui Anselmi era direttore. Giulio Enrico Anselmi è un giornalista italiano. È presidente dell’agenzia di stampa ANSA dal 2009. È stato anche presidente dal 2011 al 2014 della Federazione Italiana Editori Giornali.

Giorgia Meloni con Guido Crosetto al convegno elettorale all’auditorium Concillazione “le primarie delle idee” a Roma 16 dicembre 2012.

“Alla prossima riunione dell’Alleanza atlantica a Vilnius, sul 2% del Pil alla Difesa, alla fine saremo il pierino della Nato”: lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto alle commissioni riunite Difesa della Camera ed Esteri e Difesa del Senato il 15 febbraio 2023. “Ieri per la prima volta ho detto sì con fatica … mi sono limitato a dire che stante la situazione finanziaria e i vincoli dell’Europa sul bilancio è difficile da raggiungere il 2% … La Polonia investe il 4%, l’Inghilterra ha detto che dobbiamo mettere il 3% … Noi oggi siamo all’1,38%. Da questo nasce la mia proposta dello scorporo” Cioè “Escludere queste spese dal vincolo di bilancio”.

Come si legge su “Il Post”, nato in una famiglia di imprenditori, nei periodi in cui non si occupava direttamente di politica, Crosetto ha fondato e avviato la gestione di varie società, mantenendo uno stretto rapporto con le aziende nel settore della Difesa. A fine estate del 2014 aveva per questo lasciato una prima volta la politica ed era diventato presidente della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (AIAD), una importante associazione di Confindustria che raccoglie quasi 200 aziende molte delle quali strategiche nella produzione di sistemi satellitari e armi. Alla AIAD fanno anche riferimento l’Associazione nazionale produttori armi e munizioni sportive, l’Associazione per la normazione, la formazione e la qualificazione nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza e l’Associazione per i servizi, le applicazioni e le tecnologie di telecomunicazioni per lo Spazio.

https://www.ilpost.it/2022/10/23/guido-crosetto-conflitto-interessi-ministro-difesa/

La AIAD cura gli interessi delle aziende in un settore con grandi e ramificati interessi, che inevitabilmente riguardano anche le scelte politiche legate alla difesa. È coinvolta nei meccanismi di scelta per la delegazione italiana nel NATO Industrial Advisory Group, che consente alle industrie di avere relazioni con l’alleanza militare in termini di armamenti. Dalle attività del gruppo e in generale dell’AIAD oltre alla definizione di strategie commerciali dipendono contratti da svariati miliardi di euro.

Tra i convocati nel suo squadrone della “cultura della Difesa”, Crosetto potrà contare sull’infaticabile ex direttore del TG1 Gianni Riotta, giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano, nato e cresciuto a Palermo ma naturalizzato statunitense, l’autore della lista di proscrizione ormai nota come “Lista dei putiniani italiani”.

Riotta pubblicò a marzo 2022 un articolo su la Repubblica dove ha messo in fila una serie di nomi dei cosiddetti “Putinversteher”, ossia di presunti putiniani d’Italia, citando una pubblicazione della casa editrice tedesca Ibidem (da lui definita “studio della Columbia University”) uscita mesi prima, nel 2021, negli Stati Uniti dal titolo: Russian Active Measures: Yesterday, Today, Tomorrow. Si accerterà in un secondo momento che per una buona parte la sua lista era un elenco di nomi del tutto personale: un professionista della scrittura creativa, quindi della misinformation, della disinformazione. La lista, infatti, risulterà essere un elenco da Riotta elaborato secondo sue pure supposizioni.

Le premesse ci sono tutte per una grande disinformazione massiccia, in linea con quanto ciò avviene. Un ministro della guerra a capo di uno stato maggiore di disinformatori per professione, piegati alle logiche belliche della Nato. E poi non diteci che non ve lo avevamo detto…