10 Ottobre 2024

Fuoco israeliano su soldati italiani. Israele colpisce volontariamente postazioni italiane Onu ferendo due caschi blu

By Il Corriere del Popolo

Sta girando il mondo una notizia che ha dell’incredibile. Israele ha deliberatamente sparato, in violazione del diritto internazionale, contro postazioni italiane dell’Unifil. Immediata la reazione dell’ONU che ha accusato Israele di averlo fatto deliberatamente. Il ministro della difesa italiano ha immediatamente convocato a colloquio l’ambasciatore israeliano. L’esercito di Israele ha aperto il fuoco su due basi italiane e sul quartier generale della missione Unifil lungo il confine con il Libano. La Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (U.N.I.F.I.L.) è una forza militare di interposizione dell’ONU, creata il 19 marzo 1978 con le risoluzioni 425 e 426 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con il proposito di impedire lo scontro diretto tra Israele e Libano.

Il portavoce della missione Onu, l’italiano Andrea Tenenti

Il portavoce della missione Onu, Andrea Tenenti, ha confermato che le Israel Defense Forces hanno sparato fuoco contro le basi a comando italiano 1-31 e 1-32 sulla collina di Labbune, nell’area di responsabilità del contingente italiano. Secondo le fonti locali, dopo che un drone israeliano ha ripetutamente sorvolato la base, i colpi hanno preso di mira l’ingresso del bunker dove sono rifugiati un migliaio di soldati italiani. A seguito dell’atto sono stati danneggiati i sistemi di comunicazione tra la base e il comando di Naqoura e sono stati feriti due caschi blu indonesiani. Nessun ferito tra gli italiani, ma tanto spavento.

Il quartier generale di Unifil a Naqoura è stato ripetutamente colpito, tanto da spingere l’Unifil a dichiarare che non si è trattato di errore ma di precisa volontà dell’Idf (Israel Defense Forces), che ha sparato anche contro una posizione Onu (Unp) 1-31 a Ras Naqoura, colpendo l’entrata del bunker in cui i peacekeeper si rifugiavano e danneggiando mezzi e sistema di comunicazioni.

In una nota ufficiale dell’Unifil si legge: “Ieri  soldati delle Idf hanno deliberatamente aperto il fuoco e hanno messo fuori uso le telecamere di videosorveglianza del perimetro della postazione. Hanno anche sparato deliberatamente contro (la posizione) Unp 1-32A, dove si tenevano gli incontri tripartiti prima dell’inizio del conflitto, danneggiando l’illuminazione e la stazione di trasmissione. Qualsiasi attacco deliberato ai peacekeeper è una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che nel 2006 pose fine ai 34 giorni di guerra tra Israele e Hezbollah libanesi”.

Un attacco annunciato da settimane. Come riportato da OnuItalia, il giornale italiano delle Nazioni Unite del 7 ottobre scorso, nell’articolo “Libano: portavoce UNIFIL Andrea Tenenti a Israele, ”Noi non ci muoviamo dalle nostre posizioni”.

Libano: portavoce UNIFIL Andrea Tenenti a Israele, ”Noi non ci muoviamo dalle nostre posizioni”

ROMA, 7 OTTOBRE – ”I peacekeeper rimangono in tutte le posizioni e la bandiera dell’Onu continua a sventolare”: lo ha detto il portavoce della missione Onu in Libano (Unifil), Andrea Tenenti, citato dall’agenzia di stampa libanese Nna. Tenenti ha ricordato che il 30 settembre scorso l’esercito israeliano, notificando ”l’intenzione di intraprendere incursioni limitate via terra in Libano, aveva chiesto che ci trasferissimo da alcune delle nostre posizioni”. ”I peacekeeper rimangono in tutte le posizioni e la bandiera dell’Onu continua a sventolare. Stiamo regolarmente adeguando la nostra posizione e le nostre attività e abbiamo piani di emergenza pronti da attivare se assolutamente necessario. La sicurezza dei peacekeeper è fondamentale e tutti gli attori sono tenuti a rispettarla”,ha aggiunto Tenenti, rilanciando l’appello a ”Libano e Israele ad impegnarsi nuovamente nella risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza, nei fatti, non solo a parole, come unica soluzione praticabile per riportare la stabilità nella regione”. Ieri il quotidiano Irish Times aveva riferito che l’esercito israeliano ha chiesto all’Irlanda di rimuovere i propri peacekeeper da un avamposto al confine con il Libano, noto come posto 6-52, e che il governo irlandese ha risposto che ”i movimenti delle truppe Unifil sono una questione di competenza delle Nazioni Unite e del suo comandante sul campo”. Secondo l’Irish Times, l’area dove si trovano i caschi blu irlandesi è stata teatro di intensi combattimenti tra le Forze di difesa israeliane (Idf) e i miliziani di Hezbollah all’inizio della settimana e che ”alcuni dei combattimenti hanno avuto luogo a meno di due chilometri dall’avamposto irlandese”.