24 Ottobre 2024

La cricca del dissenso tra donazioni e business. Inchiesta sugli affari nel fronte del dissenso (in costante aggiornamento)

By Il Corriere del Popolo

Libri, integratori, medagliette, massaggi, tarocchi, esami al microscopio, orologi, cappelli, scarpe, corsi online, spettacoli e convegni a pagamento. C’è un po’ di tutto al gran bazar del dissenso. Soprattutto, le donazioni, elemosinate fino al parossismo. Perse le tensioni ideali, è un grande magna magna generale, tra evasione fiscale e vere e proprie truffe.

Una precisazione doverosa, non richiesta da nessuno e pubblicata in autonomia di giudizio dall’autore di questo articolo. I primi due personaggi (Messora e Toscano) che compaiono in questo articolo sono estranei alla dinamica indicata dal titolo “La cricca del dissenso tra donazioni e business. Inchiesta sugli affari nel fronte del dissenso”. Sono inseriti nell’inchiesta per inquadrare a largo raggio la questione affrontata. L’autore dell’articolo è l’avv. Lillo Massimiliano Musso. Per segnalazioni e repliche, attingere i contatti alla voce “chi siamo”. Inchiesta in costante aggiornamento.


Claudio Messora, fondatore di Byoblu, Capo Comunicazione del Movimento 5 Stelle all’apice dei suoi consensi, al Parlamento italiano e al Parlamento Europeo.

In principio fu Claudio Messora a chiedere supporto economico per costruire la tv dei cittadini. Tradite le attese di una tv realmente sotto il controllo dei cittadini, Byoblu è oggi la televisione sul digitale terrestre di Claudio Messora, che controlla con la società a responsabilità limitata Byoblu Edizioni Srls. Byoblu è stata costruita con l’incasso di svariati milioni di euro all’anno in donazioni. Il mercato della donazioni nel fronte del dissenso è ampissimo. In soli tre anni Claudio Messora ha dichiarato pubblicamente di avere ricevuto almeno 10 milioni di euro in donazioni, con una media di 300mila euro al mese. Per molto tempo, Messora ha pubblicato in tempo reale i flussi di entrate e di spese, ma da gennaio 2024 ha mutato strategia comunicativa allargando gli orizzonti ad una sorta di azionariato popolare, che stenta a decollare. Rispetto agli iniziali 2 milioni di euro suddivisi in ventimila quote da 100 euro ciascuna, è riuscito al 24 ottobre 2024 a collocare 9.026 quote, pari a complessivi €. 902.600. L’idea di Messora è di passare Byoblu dalla sua gestione personale nella forma societaria di responsabilità limitata ad una vera e propria Società per Azioni (S.p.A.), che definisce come “una tv a diffuso azionariato popolare“. Link alla fonte.

Bisogna sottolineare che Claudio Messora ha sempre parlato chiaramente, anticipando le sue intenzioni e invitando i suoi sostenitori a donare in vista della varie implementazioni del suo circuito. Del resto, sul sito di Byoblu alla voce “FONTI DI ENTRATE” si legge testualmente: “I costi della pubblicazione della testata giornalistica sono coperti dalla Società Byoblu Edizioni S.r.l.s., la quale li ricava dalle libere donazioni dei cittadini o società che ritengono le attività di Claudio Messora e di Byoblu Edizioni Srls meritev.oli di essere sostenute. Tali donazioni sono di volta in volta elencate sotto alle campagne di raccolta fondi, dove si possono scorrere in quanto a importo, nome (se il donatore non si è avvalso della facoltà di restare anonimo) ed eventuale messaggio di testo corredato. Byoblu Edizioni Srls, altresí, ricava i propri fondi dalle sottoscrizioni mensili che lettori e spettatori corrispondono per avere accesso a taluni contenuti esclusivi, alle App “Davvero Tv”, o anche solo per sostenere l’attività e l’impresa giornalistica di Claudio Messora in una logica di economia del dono, allo scopo di alimentare la pluralità dell’informazione e sostenere la crescita di una consapevolezza critica nella popolazione (le sottoscrizioni si perfezionano qui). Byoblu Edizioni Srls ricava i suoi fondi anche dalla vendita di libri e dalla pubblicità che compare dinanzi ai video pubblicati sui social network, sui quali non ha alcun controllo non intrattenendo rapporto alcuno con gli inserzionisti” (Link alla fonte). D’altra parte, Messora con Byoblu affronta spese correnti significative, come canoni di locazione, concessioni di frequenze in digitale, stipendi di lavoratori dipendenti e collaboratori, servizi in genere. Per quanto approfondito, è possibile sostenere che Messora abbia effettivamente utilizzato le donazioni per la realizzazione di Byoblu, per quanto non abbia mantenuto equidistanza tra quanti nel cosiddetto fronte del dissenso sono avanzati politicamente. Difatti, Messora nelle Politiche del 25 settembre 2022 si candidava alla Camera dei Deputati con Marco Rizzo e Francesco Toscano, creando malumore nelle altre formazioni politiche del dissenso. Recentemente, Messora e Toscano sono arrivati ai ferri corti, con questi ultimo che ha querelato il primo per diffamazione. Possiamo sostenere che Messora abbia sin qui agito alla luce del sole, in modo perfettamente legale. Non sappiamo se abbia pagato l’8% di imposte sulle donazioni ricevute.


Altro campione di incassi è Francesco Toscano con Visione TV, edita come mero canale Youtube sotto l’egida della società a responsabilità limitata Visione TV SRL. Con un palinsesto di tutto rispetto, Francesco Toscano, cresciuto alla scuola di Claudio Messora, ha stipendiato per molto tempo figure del calibro di Diego Fusaro, oggi annoverando tra i suoi dipendenti stipendiati top player del calibro di Enrica Perrucchetti e Giorgio Bianchi. Anche Visione TV vive essenzialmente di donazioni, con spese ridottissime per Toscano che opera gratuitamente su Youtube rispetto a quelle enormi impiegate da Messora che opera sul Digitale Terrestre.

Con le donazioni Francesco Toscano ha potuto cessare la sua attività di avvocato (per un periodo ha condiviso il suo studio legale con Antonio Ingroia) e dedicarsi interamente all’attività politica al fianco di Marco Rizzo. Il suo canale è campione di ascolti e di donazioni, che tuttavia ultimamente, stanti alle sue parole, scarseggiano fino all’estremo rischio di interrompere la produzione dei Visione TV, costituita da una serie di format interessanti, alcuni eccellenti, altri autoreferenziali, come il “Toscano Raddoppia”. In pratica, con le donazioni rivolte alla omonima società a responsabilità limitata, Toscano finanzia se stesso e il suo strumento di comunicazione (Visione TV) per condurre la sua impresa politica con Democrazia Sovrana e Popolare. Tutto alla luce del sole, in modo perfettamente legale. Si può discutere sulla strumentalizzazione di Visione TV a DSP, operazione ad ogni modo insindacabile e rimessa alla libertà del suo editore. Non sappiamo se abbia pagato l’8% di imposte sulle donazioni ricevute.


IL GENIO DEL BUSINESS NOVAX

Il genio del business è indubbiamente il ragionier Riccardo Fortin, già facoltoso proprietario del Residence Majestic di Pietra Ligure, in provincia di Savona, e del Relais The One di Toirano (SV). Direttore alberghiero e mediatore immobiliare, nel 2018 partecipa senza successo alla parlamentarie del Movimento 5 Stelle risultando escluso dalle liste per il Senato. Nel 2022 viene candidato al Senato con la lista Vita da Sara Cunial. Nel 2024 annuncia la sua candidatura con la lista della Cunial alle elezioni europee, ma con l’ingresso in coalizione di Cateno De Luca ne prende le distanze. Riccardo Fortin è il fondatore insieme a Luca Teodori della lista civica regionale “Coerenza Lealtà e Verità” impegnata nelle elezioni regionali 2024 dell’Emilia Romagna, lista che si vorrebbe replicare in altre regioni in vista della creazione di una lista civica nazionale, un po’ sul modello del primo Movimento 5 Stelle. Di tutto un po’, un po’ di tutto.

È indubbiamente il genio del business con i suoi marchi “Novax”, “Pure Blood” e “Djokovic”, impressi su abbigliamento e orologeria di poco pregio, venduti a prezzi esorbitanti. Non sappiamo se il noto tennista Novak Djokovic abbia consentito al Fortin di spendere il suo cognome e di sfruttarne l’immagine per vendere orologi in stile anni ’80 di mediocre profilo, ma è certo che Fortin venda orologi e molto altro, come scarpe, magliette, borse, borselli, occhiali e cappellini, tutti accessori che comporrebbero la bancarella di un “vu cumprà” (Fonte). Non risulta che Riccardo Fortin chieda donazioni.


LA VERSIONE MASCHILE DI CENERENTOLA

Un altro Riccardo è Rocchesso di “100 giorni da leoni”, fortunato format che gli garantisce entrate vertiginose. È l’influencer più scaltro della scena. Il meno esposto politicamente, amico un po’ di tutti, sempre in punta di piedi, perché ha da perdere un posto al sole, un miracolato della farsa pandemica. Senza arte né parte si ritrova ad azzeccare un format, con ospiti eccezionali fissi come Mazzucco, Montanari e Meluzzi. Una splendida storia al maschile di Cenerentola. Oggi, 100 Giorni da Leoni, che non supporta spese di gestione e che va in onda sui social, è una piccola gallina dalle uova d’oro per Riccardo Rocchesso, che raccoglie donazioni con l’associazione culturale “100 Giorni da Leoni per la Battaglia per la Verità”. Non sappiamo se l’associazione abbia pagato l’8% di imposte sulle donazioni ricevute, di certo Rocchesso non ha poi sfondato né su Canale Italia né su Byoblu, rimanendo confinato ai social.

Se da una parte Riccardo Rocchesso non si è distinto per essere un cuor di leone, apparendo nel perenne timore di essere censurato e mitigando questioni essenziali per non dispiacere a Youtube o Facebook, questi a sua volta ha censurato una parte significativa del dissenso. Più che ruggire, il ferro vecchio ormai sta ad arrugginire e presto dovrà tornare a segnare con la matita le inserzioni con le offerte di lavoro.


IL RE DEI DONATARI

Il Re dei donatari è lui, Stefano Montanari, pluricampione di categoria già dal 2006, quando Beppe Grillo avviava la raccolta fondi per comprare un microscopio. Il raccolto fu abbondante: 378.000 euro, ma nel gennaio 2010 il tanto agognato microscopio viene donato all’Università di Urbino, perché a quanto pare, non veniva impiegato nelle tanto ostentate ricerche no profit, ma veniva utilizzato a scopo di lucro (analisi a pagamento) presso la Nanodiagnostic srl di Montanari. Dieci anni dopo, è il 2020, Leonardo Leone avvia un’altra campagna di donazioni per l’acquisto di un microscopio per Montanari. Anche in questa occasione, obiettivo raggiunto e analisi a pagamento a vantaggio della Nanodiagnostic srl di Montanari e della moglie Antonietta Gatti.

Il duo Gatti-Montanari ha certamente il fiuto per gli affari. Lo dimostrano, oltre ai lauti rimborsi spese pretesi per gli interventi in pubblico, le varie attività a fine di lucro avviate nel periodo “pandemico”, come la Free Health Academy, piattaforma chiusa a pagamento con cui si sono dispensati corsi di formazione, o il commercio di integratori alimentari, prodotti in società con Corrado Ruini, fondatore di Liberi in Veritate, accusato da Montanari e Gatti, attraverso il canale Twitter di Red Ronnie, di avergli sottratto l’azienda (Fonte).


CASO/CASA TOSATO

Il caso di Andrea Tosatto, ribattezzato “Casa Tosato”, è degno di una vera e propria sit-com, con innumerevoli colpi di scena, sintetizzati in un video che val più di mille parole. Si consiglia la visione del video prima di continuare la lettura. Siamo davanti ad un vero e proprio scandalo, per quanto i fanatici sostenitori del Tosatto lo difendano inspiegabilmente.

Da questo post Telegram in poi tutta la storia:
https://t.me/forzadelpopolo/8495

Dapprima, Tosatto ha annunciato di avere perso tutto e comunicato il suo IBAN chiedendo donazioni. Poi, si è scoperto che la casa non è sua, la sua auto non è da buttare, che l’allagamento ha riguardato il seminterrato e non l’abitazione e alla domanda se avesse inteso dividere le donazioni ricevute con chi ha davvero perso tutto rispondeva di no e che era libero di non rendicontare e di andare con quei soldi persino a “troie” (testualmente).

Quindi, Tosatto subisce l’allagamento di un seminterrato, allarma tutti sostenendo di avere perso tutto, chiede aiuto e donazioni e pubblica il suo IBAN. Comincia una catena di solidarietà e giungono a Tosatto diverse decine di migliaia di euro in poche ore. Solo che poi si scopre che non ha detto la verità, ha avuto danni limitati e non ha perso tutto come sosteneva. Gli si chiede di condividere le donazioni con chi nel suo comune ha perso tutto e di rendicontare le somme ricevute. Respinge l’invito e afferma che con i soldi delle donazioni è libero di andare a troie (testualmente). Nel frattempo riceve donazioni mentre il danno di qualche migliaio di euro gli sarà ristorato dalla Regione attraverso la piattaforma “Sfinge”. Ma lui raccoglie donazioni sostenendo di avere perso tutto, mentre non è vero. Preso in fallo, viene scoperto che vive in affitto e che la sua automobile è una vecchia Mercedes 220 immatricolata nel 2000; per l’effetto ha dignitosi 24 anni ed un valore commerciale prossimo allo zero. Tosatto, a fronte di decine di migliaia di euro ricevuti in poche ore, devolverà 15mila euro a se stesso, costituendo un centro dedito a raccogliere ulteriori fondi per evitare ed affrontare gli allagamenti.


COMITATO D’AFFARI PICCINELLI

Grazia Piccinelli raccoglie donazioni attraverso il Comitato Fortitudo e riceve commissioni per la vendita di integratori alimentari prescritti dal dott. Roberto Giovannini e venduti da società terze. Abbiamo riscontrato il versamento in suo favore di diverse decine di migliaia di euro in poco tempo da parte di una nota attività di commercializzazione di integratori alimentari. Trattasi di vero e proprio pagamento di commissione per attività di rappresentanza, benché camuffata sotto forma di donazione. Non si conosce nulla della gestione delle donazioni ricevute dal Comitato Fortitudo, che risulta essere una mera propaggine personale di Piccinelli. Grazia Piccinelli ha per anni raccolto fondi a Cremona per una sorta di banco alimentare, mentre oggi raccoglie soldi per spese legali e istruttorie di una presunta “banca del sangue”, per la realizzazione di video-interviste con PlayMasterMovie del registra Alessandro Amori e per aiutare danneggiati da vaccino. L’ormai noto personaggio è insieme al dott. Giovannini oggetto di critiche e di accuse per truffa.


Link alla fonte: https://t.me/comitatofortitudo/18358


IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON…

E Luca Teodori? Al netto di Messora e Toscano che gli sono distanti, Teodori sta radunando tutta la cricca del dissenso. È lui l’indiscusso capo politico della cricca del dissenso. Spregiudicato leghista di vecchio corso, già capogruppo della Lega Nord alla Provincia di Ferrara, poi capo politico del M3V, poi con Vita, ora con un “partito/non partito” di grillina memoria chiamato indegnamente “Coerenza, lealtà e verità” fa il grillino antisistema e antipartiti, raccogliendo le firme con l’aiuto della Lega di Salvini a Bologna.