27 Luglio 2026

Successo a Ravanusa del Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso: Arriva l’acqua! – Nuova puntata di Caleido – 56 anni fa l’attentato al treno a Gioia Tauro

By Il Corriere del Popolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 27 Luglio 2026 – 4:23

Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 27 luglio 2026.

Anche questa settimana il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso si è concentrato, tra le altre cose, sul problema dell’acqua in Sicilia, partecipando anche ad un confronto con gli amministratori del Comune di Ravanusa che ha portato ad un grande successo, cioè alla firma da parte del Sindaco di un’ordinanza che consente di approvvigionare mediante l’utilizzo di autobotti, i cittadini di Ravanusa con l’acqua estratta dal sottosuolo della zona. Sottolineiamo che Rivinuta è il nome leggendario con cui fu battezzata l’area dove sorge l’attuale Ravanusa, in Sicilia, significato come “acqua rinvenuta”. Infatti, secondo la tradizione, il nome deriva da un miracolo avvenuto nel 1086 durante la conquista normanna: l’esercito di Ruggero d’Altavilla, o in alcune versioni il paladino Orlando, assetato dal caldo, trovò una fonte d’acqua sgorgata miracolosamente ai piedi di un fico presso il Monte Saraceno, grazie all’intercessione della Vergine, permettendo alle truppe di dissetarsi e sconfiggere i Saraceni. In segno di ringraziamento, fu eretto il primo tempio cristiano dedicato alla Madonna del Fico, intorno al quale si formò il primo nucleo abitativo.

Nonostante questo parziale successo, continua l’impegno dell’avvocato Musso e della Federazione siciliana di Forza del Popolo per la raccolta delle firme per l’applicazione dell’articolo 30 della convenzione tra la Regione Siciliana e Siciliacque che, invocando “gravi ragioni di interesse pubblico”, arrivi a revocare l’affidamento del servizio idrico alla società privata.

Martedì è andata in onda sul canale Youtube di Francesco Capo una nuova puntata di Caleido, il mondo da angolazioni diverse, con la partecipazione del Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso. Gli argomenti di questa settimana sono stati il caso del gioielliere Roggero e la morte di Abderrahim Fakir, egiziano residente in Italia dall’età di 7 anni, durante l’arresto da parte della polizia. In quest’ultimo caso, secondo l’avvocato Musso si è trattato di un omicidio preterintenzionale, in quanto sarebbe avvenuto a causa dell’eccessivo tempo di immobilizzazione della persona ormai ammanettata e quindi successivo all’arresto. Il pericolo in tutti questi avvenimenti è quello di esasperare un sentimento giustizialista che confligge con i principi di rispetto della persona umana, anche se colpevole di un reato. In tutto questo poi ci sono dei personaggi come il Generale Vannacci che da una parte esaltano le forze dell’ordine fino a giustificarne azioni violente fino all’uccisione, se pur in maniera non dolosa, dall’altra siccome le forze dell’ordine non sono in grado di garantire la giustizia, autorizziamo chiunque a vendicarsi del torto subito. Altro argomento affrontato è il fallimento di Byoblu a proposito del quale il l’avvocato Musso si chiede come mai i giornalisti liberi, compreso lo stesso Francesco Capo, che si sono impegnati nella divulgazione libera negli ultimi anni non si uniscono per poter continuare il lavoro che Byoblu in una prima fase aveva intrapreso. Tutti ci auspichiamo che venga raccolta questa idea del Segretario Generale per poter avere un canale di informazioni libero.

Leggiamo su Aria Buona Channel un interessante intervento che ci riporta ai tempi del Green Pass. Se c’è un provvedimento che più di ogni altro ha diviso gli italiani, quello è stato proprio il Green Pass. Per mesi è stato presentato come uno strumento indispensabile per fermare la diffusione del virus, tutelare la salute pubblica e riportare la Nazione alla normalità. Chi lo contestava veniva accusato di mettere a rischio la collettività. Chi ne difendeva l’introduzione sosteneva che non esistessero alternative. A distanza di cinque anni, però, il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia sta facendo emergere un interrogativo che cambia radicalmente la prospettiva: se il vaccino non impediva il contagio, su quale presupposto si fondava un sistema che limitava diritti costituzionali proprio in funzione della presunta capacità di interrompere la trasmissione del virus? È questo uno dei temi affrontati nel video nel quale la capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid-19, Alice Buonguerrieri, richiama quanto emerso dalle audizioni della Commissione.

Era enorme stupidità oppure intenzionale strage? Questa è la domanda che richiede una inchiesta approfondita e le necessarie conseguenze anche di natura penale.
Perché la creazione in Italia dell’alto numero di morti e di persone che avevano bisogno di una terapia intensiva a mezzo della dolosa “prevenzione” dell’applicazione di terapie e farmaci utili e

a mezzo della tanto folle (che può essere solo frutto di criminale intenzione) raccomandazione della “Tachipirina e vigile attesa” era il presupposto per lo sviluppo consecutivo – tra inutili lockdown, e l’autorizzazione e l’impiego in campagne vaccinali di pericolosi sieri sperimentali a base genica ecc. – non solo in Italia.
Ma l’Italia – grazie alla sua corrotta ed incapace politica – è stata usata come catalizzatore del più grande crimine dopo la seconda guerra mondiale.
Roberto Speranza, Pierpaolo Sileri, Walter Ricciardi, i membri del CTS, i responsabili di AIFA e ISS dovrebbero essere sottoposti ad una vera e seria inchiesta… il Tribunale Romano delle nebbie ad oggi ha fatto intenzionalmente scudo attorno a loro!

Il Segretario Generale di Forza del Popolo avvocato Lillo Massimiliano Musso, ha pubblicato un post sul Canale Ufficiale Telegram del Partito, con una sua posizione, a questo punto potremmo dire definitiva, sul caso del gioielliere Mario Roggero, in carcere per il duplice omicidio di due rapinatori che avevano compiuto una rapina nel suo negozio e il ferimento di un terzo, con una condanna a 14 anni e 9 mesi. L’uomo, che oggi ha 72 anni, era stato condannato a dicembre 2025 dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino che aveva deciso una riduzione della pena rispetto ai 17 anni stabiliti inizialmente dal tribunale di Asti. I delitti risalgono al 28 aprile 2021, quando Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, uccisi da Roggero, e Alessandro Modica, rimasto ferito e poi arrestato, tentarono una rapina alla gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese. Oltre alla conferma della pena diventa definitivo anche il pagamento delle provvisionali immediatamente esecutive per complessivi 480mila euro. Ai tanti che hanno espresso solidarietà al gioielliere, compresi i soliti politicanti che utilizzano questi casi per i loro giochi, l’Avvocato Musso ricorda nel suo post che non esiste l’eccesso di difesa legittima. “Se vi è eccesso, quindi se non c’è proporzionalità, vi è difesa ma non legittima, non legittimata, non scriminante. Nel caso Roggero, la vicenda riguarda un attacco e l’attacco non è mai legittimo. Se avessi assistito come avvocato il signor Roggero – prosegue l’avvocato Musso – lo avrei portato al patteggiamento con il minimo della pena scontata di un terzo e con tutte le attenuanti, anche facendo valere un parziale stato di incapacità di intendere e di volere per lo stress subito per la rapina. Avrei chiesto a Roggero di riconoscere l’errore. Non avrebbe fatto un solo giorno di carcere, politici irresponsabili non starebbero cavalcando con cattiveria l’odio sociale e lo scontro ideologico tra i cittadini, non si sarebbe dato spazio a gentaglia che predica il ripristino della pena di morte”.

Sabato 25 luglio a Viterbo, in Viale Trento angolo Piazzale Gramsci, la Federazione Lazio di Forza del Popolo ha organizzato un gazebo per un nuovo incontro pubblico con i cittadini, il partito politico nazionale fondato nel 2021 e guidato dal Segretario Generale Nazionale Avv. Lillo Massimiliano Musso.

L’appuntamento, era aperto a tutti i cittadini interessati conoscere il nuovo soggetto politico e confrontarsi direttamente con i referenti locali.

Ricordiamo che Forza del Popolo si fonda su principi chiari: primato della coscienza personale, sovranità monetaria, federalismo nazionale e autonomia dei Comuni, universalità dei diritti dell’uomo e diritto di autodeterminazione dei popoli.
Forza del Popolo parteciperà alle prossime elezioni politiche e a Viterbo vuole consolidare il suo percorso di radicamento sul territorio, con l’obiettivo di ascoltare le istanze dei cittadini e costruire una politica alternativa fondata sui principi della libertà, dell’uguaglianza, della verità e della giustizia.

E ora vi propongo un nuovo approfondimento, realizzato da The Assistant per conto di Aria Buona Channel, che riguarda la situazione politica nel Regno Unito a seguito del cambio di primo ministro.

Era il pomeriggio del 22 luglio 1970. La Freccia del Sud, il direttissimo Palermo-Torino carico di emigranti, famiglie e pellegrini diretti al Nord, viaggiava lungo la linea tirrenica calabrese. Alle 17.10, poco prima della stazione di Gioia Tauro, il convoglio deragliò violentemente. Le carrozze si spezzarono, alcune si accartocciarono sui binari. Per molto tempo la versione ufficiale parlò di un disastro ferroviario dovuto a cause tecniche. Furono persino indagati alcuni ferrovieri. Eppure fin dai primi rilievi emergevano elementi difficili da spiegare: un forte boato udito prima del deragliamento, deformazioni anomale dei binari, bulloni trovati allentati o rimossi. Solo oltre vent’anni dopo, grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e alle nuove indagini della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, il quadro cambiò radicalmente. La magistratura ricostruì che il deragliamento era stato provocato dall’esplosione di una carica di esplosivo collocata lungo i binari. Un attentato, dunque, maturato nel clima dei moti di Reggio Calabria, iniziati appena otto giorni prima dopo la decisione di assegnare a Catanzaro il capoluogo della Regione. Le indagini individuarono collegamenti tra esponenti dell’eversione neofascista e ambienti della ’ndrangheta, anche se molti aspetti, soprattutto sui mandanti, non sono mai stati definitivamente chiariti. Le vittime, prevalentemente siciliane, furono Rita Cacicia, Rosa Fassari, Andrea Gangemi, Nicoletta Mazzocchio, Letizia Concetta Palumbo e Adriana Maria Vassallo. I mandanti e gli esecutori, tra cui Vito Silverini e Vincenzo Caracciolo, furono identificati grazie alle testimonianze dei collaboratori di giustizia Giacomo Lauro e Carmine Dominici negli anni ’90.  L’attentato, avvenuto all’inizio della rivolta del “Boia chi molla”, segnò l’inizio di una serie di attacchi alle infrastrutture ferroviarie nel Sud Italia volti a destabilizzare il governo. Ci sono stragi che hanno cambiato la storia d’Italia e sono rimaste impresse nella memoria collettiva. E ce ne sono altre che il tempo ha quasi cancellato. La strage di Gioia Tauro appartiene a questa seconda categoria: una tragedia che per anni è stata raccontata come un semplice incidente ferroviario, mentre dietro quel deragliamento si nascondeva un attentato.

Prima di concludere vi segnalo alcuni appuntamenti.

A Pianezza, in provincia di Torino, prosegue la raccolta firme per il No alla riduzione dell’orario dell’ASL3: giovedì 30 luglio, in piazza Leumann, dalle 8.30 alle 13.00 e sabato 1 agosto, in Piazza Macario sempre dalle 8.30 alle 13.00.

Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Eleonora Pagoaga e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.