22 Marzo 2024

Il folle bluff di Micron

By Francesco Gerardi


DOPO le sparate di Macron, in Francia ormai si parla apertamente di invio di truppe in Ucraina e nei salotti della tv si invitano gli esperti per discutere delle aree di schieramento e dei possibili scenari, se dispiegarle dietro al fiume Dnepr o al confine con la Bielorussia. L’irresponsabilità di questa deriva bellicista appare immediatamente evidente analizzando, anche solo sommariamente, la situazione.

Le forze armate francesi, come quasi tutte quelle della Nato, negli anni hanno subito un notevole ridimensionamento. A spanne, l’esercito, escluse marina e aviazione, al massimo può contare su 120mila uomini, di cui forse la metà proiettabili all’estero. Il contingente francese evocato in questi giorni raggiungerebbe i 20mila (di cui 2mila pronti subito). Ora: una forza di questa entità non sposterebbe minimamente le sorti del conflitto, basti pensare che solo la recente conquista russa di Avdivka ha causato all’AFU la perdita di 40mila uomini e il bilancio complessivo delle vittime militari pare attestarsi sui 400mila per gli ucraini e 100mila per i russi. Senza contare che una parte rilevante degli arsenali francesi – munizioni, mezzi e vari tipi di armamenti – sono già stati buttati nel tritacarne ucraino e il ministero della Difesa lamenta una grave carenza di risorse. In più, a questo già esiguo personale militare non c’è alcun ricambio, a meno che non si provveda a una coscrizione obbligatoria che è impensabile nella molle, iper pacifista e genderfluid società occidentale di oggi e che provocherebbe una definitiva crisi di rigetto nei confronti del governo da parte dell’opinione pubblica francese, oltretutto senza alcuna minaccia concreta da parte della Russia a giustificare una simile misura. Senza turnazione è impossibile mantenere al fronte i reparti e le forze francesi sarebbero in gravissimo affanno dopo poche settimane di conflitto. Un conto sono le operazioni di peace keeping o di interposizione, altro conto è una guerra vera.

La Francia è una potenza nucleare, si dirà, e la Russia ci penserà due volte prima di attaccare il contingente transalpino. Se le speranze francesi riposano su questo debole assunto, auguri. La portavoce del ministero degli Esteri russo ha già detto a chiare lettere che i soldati francesi saranno considerati obiettivi legittimi se schierati in Ucraina e oggi gli analisti militari seri concordano nel ritenere la Russia la principale potenza militare mondiale, dotata di armi che l’Occidente non ha e a cui non può opporre valide contromisure, in particolare i missili ipersonici. Le forze armate russe sono temprate da oltre un anno di guerra e la loro esperienza sul campo è incomparabile rispetto a quella del soldato occidentale che non è mai stato in prima linea. La leadership del Paese è fortissima, uscita ulteriormente rafforzata dalle elezioni e l’economia, contro ogni vana speranza occidentale, è ancora più solida. Se queste sono le premesse, Macron è un pessimo bluffatore e con i suoi giochi di guerra sta mettendo a rischio la Francia.