Il programma di governo per rendere l’Italia ancora grande
Stanotte ho fatto un sogno strano, ma a suo modo bellissimo. Ve lo voglio raccontare. Sì, lo so che quando ci vogliono raccontare i sogni è noiosissimo. Ma fidatevi, questo sogno vale la pena di essere ascoltato. Allora, dicevo. Sarà stato il gran caldo, o forse il senso di profondo disgusto generato dallo spettacolo squallido di quella specie di parodia di giochi olimpici in corso a Parigi, non lo so, ma fatto sta che, nel bel mezzo di una nottata parecchio agitata, ho sognato che tra l’autunno e l’inverno prossimi il governo Meloni sarebbe stato messo in crisi dalla rielezione di Donald Trump e, dopo parecchie fibrillazioni, sarebbe caduto. Giuro, caduto. Nel sogno, Mattarella faceva di tutto per favorire un rimpasto che evitasse le temute elezioni. Ma, alla fine, le contraddizioni e i colpi bassi tra i partiti – per non parlare delle proteste che nel frattempo stavano dilagando nel Paese per le notizie scandalose che stavano circolando sulla passata gestione della cosiddetta emergenza pandemica – erano tali e tanti che, nonostante tutti gli sforzi, non si poteva far altro che chiudere gli occhi e andare al voto. Nel sogno, a questo punto, compariva una forza politica nuova, non ne ricordo bene il nome: sapete come sono i sogni. Mi pare che evocasse la forza che ha il popolo, o qualcosa del genere… Ora, sempre nel sogno, questo nuovo partito finiva per apparire come l’unica speranza per questo Paese, la forza politica in grado di cambiare le cose. Nel sogno si generava uno spontaneo e inarrestabile effetto a catena che faceva volare nei sondaggi, in maniera del tutto inaspettata, questo nuovo partito popolare. In primavera le elezioni lo videro trionfare, con una percentuale estremamente rilevante, che lo proiettava addirittura come forza di governo in grado di coagulare attorno a sé quello che rimaneva dei partiti di centrodestra che avevano ingannato gli italiani con un falso sovranismo. Nel sogno, si costituiva quindi un governo che aveva l’appoggio del presidente Trump e del presidente Putin, i quali nel frattempo avevano fatto accordi di pace in Ucraina. Questo governo, nel sogno, metteva in atto un programma in 10 punti in grado di fare di nuovo grande l’Italia. La cosa strana è che ricordo perfettamente questi punti programmatici. Sono addirittura in grado di elencarveli. Eccoli.
- Uscita unilaterale dalla Ue e abbandono dell’euro con ritorno alla lira emessa a credito e sostenuta dalle riserve auree; ritorno della Banca d’Italia sotto il controllo del ministero del Tesoro.
- Adozione di una politica economica ispirata ai principi della Teoria monetaria moderna, con riduzione drastica dell’imposizione fiscale.
- Rinazionalizzazione forzata di tutti i settori strategici (energia, comunicazioni, trasporti, infrastrutture, risorse naturali, eccetera) e reindustrializzazione del Paese abbandonando le folli politiche “green”.
- Massiccio programma di investimenti e opere pubbliche per ammodernare e riqualificare, anche esteticamente, il Paese a livello infrastrutturale, edilizio e dei trasporti, raggiungendo così la piena occupazione e il rilancio complessivo dei consumi.
- Rilancio dell’agricoltura nazionale per raggiungere la sovranità alimentare, ma con elevati standard di qualità.
- Finanziamento di tutti gli ambiti di ricerca per favorire il rientro in patria dei ricercatori all’estero; stanziamento straordinario di fondi a tutto il comparto cultura: musei e siti archeologici, teatri, conservatori, orchestre, compagnie di ballo; riforma sistemica della scuola con il ritorno a una scuola pubblica di grande qualità, dedigitalizzata e non ideologizzata, aumento sostanzioso dello stipendio dei docenti (ma con obbligo di verifica periodica delle conoscenze), azzeramento del precariato con nuove assunzioni su base concorsuale e meritocratica, dimezzamento del numero degli studenti per classe; indagini accurate su tutti i “diplomifici” ed “esamifici” privati per verificarne la serietà; recupero e sostegno pubblico ai mestieri tradizionali e all’artigianato.
- Capovolgimento della politica sanitaria precedente (inclusa l’infame legge Lorenzin) e ricostruzione di un sistema sanitario pubblico e gratuito ispirato a criteri di umanità e di una medicina per il paziente; apertura al riconoscimento delle “medicine alternative” e terapie non convenzionali.
- Presidio capillare delle frontiere e avvio di un vasto programma di rimpatrio di tutti gli irregolari sul suolo italiano gestito dalle forze armate al fine di ridurre drasticamente le presenze non autoctone. Rimpatrio degli stranieri che, pur dotati di permesso di soggiorno, non accettino un percorso verificato di integrazione culturale che preveda la conoscenza della lingua e della cultura italiane e la condivisione dei valori fondanti della nostra società.
- Recupero di una piena sovranità con una politica estera finalizzata all’interesse nazionale; uscita dalla Nato, chiusura delle basi USA in Italia e normalizzazione dei rapporti con la Russia; ripristino del servizio militare obbligatorio a scopo educativo dei giovani con la creazione di una Guardia nazionale da affiancare ai reparti professionistici.
- Riforma della giustizia con la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri; riforma carceraria che preveda l’impiego obbligatorio dei detenuti in attività produttive e di pubblica utilità.
E qui il sogno purtroppo finiva. Mi sono svegliato e sono andato in cucina a bere un bicchiere di acqua fresca. Albeggiava. Ho aperto la finestra e ho visto il sole sorgere. Che meraviglia l’alba.
Francesco Gerardi