Intervista al Segretario Generale di Forza del Popolo in vista delle Politiche
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 14 Marzo 2026 – 1:25
Avv. Lillo Massimiliano Musso, come procedono i lavori di preparazione per la partecipazione di Forza del Popolo alle prossime elezioni politiche?
Siamo nel pieno di un percorso formativo condiviso tra i nostri dirigenti nazionali e territoriali. Per Forza del Popolo la formazione è vitale per disporre di un impegno che sia al contempo puro ed efficace. Riteniamo che la mera partecipazione al dibattito pubblico non esaurisca la responsabilità di formulare alternative reali a questo sistema e di essere pronti per guidare processi di trasformazione complessi e necessari.
L’uscita di Andrea Colombini dal partito è degenerata in polemica accesa sui social che si è estesa anche a centinaia di follower. Forza del Popolo quanto ha perso con la fuoriuscita di Andrea Colombini?
Null’altro che centinaia di suoi follower che hanno aderito a Forza del Popolo come bestiame appresso al suo pastore. Ci siamo sgravati di una zavorra, perché oltre le apparenze Andrea Colombini è stato fattore di contraddizioni insanabili su questioni fondamentali. Mentre, ad esempio, io invitavo alla prudenza con riferimento a Trump, lui argomentava sul profilo salvifico dello stesso. Mentre io escludevo radicalmente l’ipotesi di un’alleanza con il centro-destra – e per inciso il discorso vale anche per il centro-sinistra – lui lavorava per avvicinare Forza del Popolo al Governo Meloni. Mentre lavoravo per avvicinare possibili alleati politici espressione del civismo e della nostra area culturale, Colombini imponeva paletti ingiustificati. In definitiva, il suo allontanamento era nell’ordine delle cose ed in effetti già mesi prima si concordavano le sue dimissioni, anche perché Colombini mi proponeva di piegare la narrazione di Forza del Popolo alle teorie del più becero trumpismo; in cambio, Forza del Popolo avrebbe ottenuto un significativo finanziamento americano. I fatti sono noti, quindi mi limito a concludere che Andrea Colombini ha tentato di snaturare Forza del Popolo e non c’è riuscito. La sua dipartita dal partito ha rafforzato un gruppo dirigente coeso e collegiale, ha allontanato figure inclini alla difesa del paradigma dominante. Per quanto illusoriamente convinti di esserne ribelli, loro sono il capolavoro di questo sistema ed incarnano la superbia dell’ignorante cattivo e permaloso.
Quindi Forza del Popolo andrà a destra o a sinistra?
Ripeto, Forza del Popolo è alternativo ai due blocchi dell’identico sistema. A nessun livello elettorale stringeremo alleanze con i partiti di centrodestra e di centrosinistra.
Mentre con il partito del Generale Vannacci?
Per noi il Generale Vannacci è un agente di questo sistema.
Allora, quali alleanze possibili?
Di 60 milioni di abitanti vuole che in Italia le classe politiche si siano esaurite? Scoveremo palmo per palmo il potenziale di interlocutori a cui garantiremo rispetto e collaborazione, a partire dagli esempi civici. Osserviamo diverse realtà associative e tante individualità che si muovono esattamente nella nostra direzione. Si tratta di precisare i contorni di alleanze chiare e rispettose dei rapporti di forza. Forza del Popolo parteciperà alle Politiche con il proprio simbolo. E questo è un punto fermo. Chi converge verso il nostro programma elettorale e si impegna ad una concreta campagna elettorale sul proprio territorio avrà la possibilità, da indipendente rispetto al partito, di essere candidato nelle nostre liste. Pertanto, Forza del Popolo apre alla collaborazione con altre realtà nella misura in cui detta collaborazione non degeneri in tentativo di scalzare Forza del Popolo dalla effettiva leadership di un fronte conquistata sul campo, non solo a parole. Il settimo congresso nazionale in sei anni questo ha sancito come fatto interno al partito, che per noi è punto fermo.
Ma siete già pronti o manca qualche tassello?
Siamo pronti in molte regioni, siamo in fase di definizione del quadro in altre. Subiamo rallentamenti su alcuni territori per la tiepidezza di alcuni nostri interlocutori, alcuni dei quali ci offrono la sensazione di temporeggiare volutamente per danneggiarci. Quando nella definizione dei collegi sei in dialogo con altri rischi di trascurare quei territori su cui presumi ragionevolmente di essere coperto. Per evitare ciò che subimmo nel 2022, chiuderemo i cancelli l’1 maggio di quest’anno, cristallizzando la formazione e le alleanze fino al voto. Del resto, anche i nostri interlocutori più scaltri comprendono l’importanza di arrivare alle elezioni preparati e senza buchi da riempire all’ultimo momento. Dal 2 maggio, quindi, chi vorrà interloquire con noi avrà appuntamento in agenda dal 2028 in poi. Questo è il momento della grande selezione.