19 Dicembre 2025

Ismaele La Vardera è il cavallo di Troia in Sicilia di Bonelli e Fratoianni. Altro che ControCorrente

By Il Corriere del Popolo

E il campo largo è fatto anche in Sicilia. Lo avevamo anticipato un anno fa grazie ad una relazione del segretario generale di Forza del Popolo, l’avv. Lillo Massimiliano Musso, che è andato a fondo nella questione dell’effettivo posizionamento del soggetto politico fondato a Palermo da Ismaele La Vardera, ex volto de “Le Iene” del gruppo Mediaset, poi eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana nelle liste di Cateno De Luca.

L’ex pupillo di Cateno De Luca, oggi è il leader del centrosinistra siciliano, alleato di ferro del Partito Democratico guidato in Sicilia da Michele Catanzaro e dal Movimento 5 Stelle guidato in Sicilia da Nuccio Di Paola.

Un leader carismatico con le capacità del telepredicatore e la tecnica della più efficace produzione televisiva: è Ismaele La Vardera, l’influencer siciliano più potente dei social.

Ismaele La Vardera lancia il suo movimento in Sicilia

Il dato è tratto. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, i leader siamesi dell’alleanza parlamentare italiana “Verdi e Sinistra Italiana” e partecipi a livello nazionale del campo largo guidato da Elly Schlein e da Giuseppe Conte, hanno messo il cappello politico sull’operazione “La Vardera” in Sicilia, lanciando il 18 dicembre 2025 la corsa di Ismaele La Vardera alla Presidenza della Regione Siciliana. Operazione politica che sta attirando il consenso di centinaia di trombati politici siciliani alla ricerca di un centro di gravità politica. L’entusiasmo cresce anche a livello popolare per la capacità di La Vardera di abbracciare selettive battaglie sociali piegate magistralmente al più evidente e totale “propagandismo cultopersonalistico”. La Vardera piace ad un elettorato inconsapevole e che si orienta di pancia; al contempo, attira una pletora di ex consiglieri comunali, ex assessori, ex parlamentari, ex sindaci che vorrebbero ritornare “a cavallo”.

 

Sul piano della realtà dei fatti, il centrosinistra, dalla pessima esperienza di Rosario Crocetta alla presidenza della regione è in profonda crisi esistenziale. Elementi di spicco del PD sono usciti di scena: Capodicasa, Crisafulli, Lumia, Genovese, Lupo, e poi in senso ancor più esteso, Ferrandelli e Orlando per limitarci a pochi ma esemplari casi da manuale politico. Leoluca Orlando, ex DC, ex Rete, ex IDV, ex PD, ex tutto, oggi è europarlamente in carica non a caso di Verdi e Sinistra, che sono alleati poco graditi ai veri gangli del PD siciliano. Serve, quindi, un aggancio discreto, seppur sotto gli occhi di tutti: serve La Vardera. Soprattutto perché il futuro politico del PD in Sicilia è fortemente compromesso dopo la fuga di elementi di primo livello come Caterina Chinnici, che il PD candidò alla Presidenza della Regione nel 2022 contro Renato Schifani. Oggi Caterina Chinnici è europarlamentare di Forza Italia, lo stesso partito di Renato Schifani. L’imbarazzo è frutto del pudore e sappiamo che molti elettori di “centrosinistra” in Sicilia non hanno ancora digerito Crocetta, Montante, Chinnici e via dicendo. Oggi Il PD in Sicilia può confidare solo su voti di trascinamento del contesto nazionale e voti di lista di qualche capobastione. Quindi, il voto d’opinione in Sicilia il PD non ha in programma di conquistarlo. Serve allora una figura che riduca la magra figura, uno che se succede qualcosa può portarti persino al governo della regione: serve La Vardera.

Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, dal “mai con il pd”, ribattezzato “Michael Pid”, oggi è chinato e di spalle al PD. Senza il PD il M5S non elegge nemmeno un consigliere comunale. Sono lontani i tempi di Giancarlo Cancelleri, candidato dai cinque stelle alla Presidenza della Regione Siciliana, per ben due volte, sino a giungere ad essere il primo partito in Sicilia. Nel 2023 Cancelleri trasmigrava in altro partito. Indovinate quale, è facile. Ovviamente in Forza Italia, mentre hanno mollato il M5S l’ex europarlamentare Dino Giarrusso, l’ex senatore Mario Giarrusso e praticamente tutta la truppa. Oggi in Sicilia il M5S vale meno di niente e rimane a galla solo e soltanto per due motivi: l’esenzione della raccolta delle firme per la partecipazione alle prossime regionali e l’aggancio ad un partito nazionale che orienta consenso anche in Sicilia.

Dopo i governi regionali di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, crollati per inchieste di mafia, il centrosinistra diretto da Calogero Montante, Giuseppe Lumia e altri campioni di antimafia, aveva calato Rosario Crocetta come soluzione di legalità e sviluppo. Così, tanto la Sicilia andò nel più buio di notte tanto venne semplice eleggere alla Presidenza della Regione un outsider nato come Nello Musumeci, il “Giorgio Almirante” siciliano, tutto buoni propositi ed educazione, mai una parola di troppo, mai una di meno, una persona gentile, che si trovò pronto ad abbandonare l’idealità professata in tanti anni per salire di livello. Oggi, grazie a quel passaggio, è persino ministro.

Con l’elezione di Schifani, il centrosinistra si è ritrovato nella morsa tra la maggioranza e la vera opposizione, quella dell’indomito Cateno De Luca, che nel 2022 è giunto secondo dietro Schifani portando il suo partito personale ad essere il primo partito in Sicilia, scalzando in un colpo M5S, PD e Forza Italia. Infine, con il ritorno all’arrembaggio di un fortissimo Totò Cuffaro il PD si è visto erodere tradizionali sacche di consenso fondate sul clientelismo politico. L’arresto di Cuffaro ha rimescolato le carte, ma l’operazione La Vardera viene da lontano, da epoca precedente alla fondazione di “Contro Corrente”.

Serviva il campo largo anche in Sicilia. Pena, l’estinzione di PD e M5S. Perché Cateno De Luca ha i voti e senza De Luca non vince né centrodestra né centrosinistra. Quindi, creiamoci un’alternativa a De Luca. Ed ecco!

Ed ecco, dal cilindro, Ismaele La Vardera, magico tappeto mangiapolvere, mister simpatia e paladino social, abile ad intercettare i “maldipancia”, reinterpretarli in chiave autoriale, con servizi pseudogiornalistici o pseudopolitici d’autore, con discorsi “tagli e cuci” e “accelerati”, muniti di suggestive colonne sonore e pervicaci messaggi subliminali attraverso sofisticati strumenti audio e video per la produzione di livello televisimo di un show, una sorta di reality che crea connessione tra il telepredicatore e il follower, tra il guru e il seguace. E le visualizzazioni sui social si impennano.

Ismaele La Vardera

Per Lillo Massimiliano Musso, “Questa non è politica. Questa è corsa alla poltrona. E se un anno fa già qualcuno lo diceva, oggi sono cadute le maschere e si vede il vero volto della proposta, misera, della formazione politica fondata da Ismaele La Vardera, che nei fatti si presta ad essere l’ultima spiaggia, il miraggio del centrosinistra siciliano. Per le regionali siciliane Forza del Popolo ci sarà e non si schiererà né con il centrodestra di Schifani né con il centrosinistra di Ismaele La Vardera“.


Ismaele La Vardera lancia il suo movimento in Sicilia