29 Dicembre 2025

Pace e Abbracci – Gli Stati Uniti negheranno i visti di ingresso ai membri della Commissione europea

By Il Corriere del Popolo

Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 29 dicembre 2025.

Nel giorno del compleanno di Giacomo Puccini, lunedì Andrea Colombini festeggia colui che ha segnato la sua vita e quella della sua famiglia, così come gli avvenimenti degli ultimi quasi sei anni e il suo esempio, le sue parole, hanno segnato la vita di tanti di noi. E il fatto di aver contribuito a far emergere la consapevolezza in tanti di noi, lo rende giustamente molto orgoglioso e noi gliene diamo atto.

Martedì su Becciolini Network, Stefano Becciolini ha intervistato il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso. L’argomento di questa puntata è stata la falsa narrazione della guerra facendola diventare un conflitto normale e inevitabile. E’ stato ricordato che la nostra Costituzione ripudia la guerra considerato anche che la guerra in Ucraina non rientra neanche nelle regole e nei trattati internazionali in quanto l’Ucraina appunto non fa parte dell’Europa né tanto meno della Nato. Durante la trasmissione Lillo Musso ha letto l’appello alle mamme dal titolo Pace e Abbracci che anche qui riporteremo a breve. La registrazione della trasmissione è disponibile sul canale Becciolini Network su Youtube.

Martedì sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo è stato riportato un intervento del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso sul pericolo dell’invio alla guerra dei nostri giovani figli. Riporto le sue condivisibili parole:

“La retorica della mamma si fonda sul dato naturale dell’origine della vita, della tutela di chi più è indifeso, della dedizione alla più grande causa dell’esistenza, quella di proteggere, custodire e alimentare, fino all’estremo sacrificio di sé, chi non ha voce, non vede, non può farcela da solo.
Soffiano venti di guerra pronti a tradursi in tempesta. Mamme, non mandate i vostri figli in guerra! Opponetevi sin d’ora. Spiegate ai vostri figli che la guerra non è una soluzione, ma è il problema. Diffondete nelle vostre case la mentalità per cui a tutto c’è una soluzione, che c’è sempre un altro modo per risolvere le controversie, come in famiglia anche tra le nazioni.

Per il presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron: «Inviare truppe Nato in Ucraina non è da escludere». Per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, la «Guerra è alle porte e servono più armi», per questo «l’Europa deve spendere di più per la difesa, dando priorità agli appalti congiunti», «Proprio come abbiamo fatto con i vaccini o con il gas naturale». Per Guido Crosetto, Ministro della Difesa italiano, sulle armi all’Ucraina: «aumenteremo la produzione in Europa» e per Giorgia Meloni, capo del Governo italiano: «A chi dice «fermatevi» sulle armi all’Ucraina rispondo: ditelo a Putin».

Queste dichiarazioni non possono trovarci indifferenti. I vostri figli, i nostri figli, vanno protetti da governanti ostili al benessere e alla pace tra i popoli. Pertanto, in qualità di segretario generale di Forza del Popolo, invito voi mamme a ribellarvi alla narrativa unica della guerra e ad abbracciare i vostri figli con tenerezza e spirito di protezione. Non tenete sermoni in famiglia, abbracciateli teneramente. Siate mamme! Trasmettete con un abbraccio ai vostri figli il più grande combustibile che muove gli uomini e le donne di buona volontà: l’amore.”

Mercoledì Andrea Colombini commenta la notizia che Mark Rubio, segretario di Stato degli Stati Uniti d’America ha dichiarato che non avrebbe più dato il visto ai membri della commissione europea e ai componenti del governo del Regno Unito per l’ingresso negli Stati Uniti. Secondo Colombini si tratta di una vera dichiarazione di guerra, non combattuta, ma che ha il significato che da quelle parti non tollerano più i politici europei che continuano a fomentare i propri popoli per sostenere le vere guerre combattute, in contrapposizione a quanto Trump e i suoi stanno facendo per evitarle.

Sabato su Aria Buona Channel leggiamo e riportiamo un interessante commento sulla sentenza 199 del 23 dicembre della Corte Costituzionale. Con la sentenza n. 199 del 23 dicembre 2025, la Corte Costituzionale non ha semplicemente rigettato un ricorso, ha firmato l’abdicazione del Diritto in favore di un’inquietante “Scienza del momento”. Nel dichiarare legittime le compressioni delle libertà fondamentali, la Consulta ha sancito un principio devastante: se una scelta politica è supportata dalle evidenze scientifiche disponibili in quel preciso istante storico, allora è costituzionalmente valida. Poco importa se quelle evidenze siano parziali, contestate o, col senno di poi, fallaci. Ciò che conta è il timbro dell’esperto di turno.

È un ragionamento che fa correre un brivido lungo la schiena di chiunque abbia memoria storica. Se accettiamo l’assioma per cui “ogni scelta è legittima in virtù delle conoscenze scientifiche del tempo”, allora dobbiamo avere il coraggio intellettuale e morale di guardare nello specchio oscuro della nostra storia e ammettere l’inconfessabile: con questo metro di giudizio, anche le Leggi Razziali del 1938 erano legittime. Sembra un’iperbole? Un’eresia? Non lo è. È la rigorosa applicazione della logica giuridica appena sdoganata dai giudici delle leggi. Quando vennero promulgate le vergognose leggi razziali, non lo si fece appellandosi alla superstizione o al capriccio di un tiranno solitario; lo si fece brandendo la “Scienza”, con il supporto accademico, con i dati, con la “verità del momento”. Il 14 luglio 1938, sui giornali appariva il “Manifesto degli scienziati razzisti”. Non era un volantino di fanatici, ma un documento firmato da dieci cattedratici italiani, supportato dal gotha della medicina, dell’antropologia e della demografia dell’epoca.

Se la Corte Costituzionale odierna avesse dovuto giudicare quelle norme nel 1939 applicando il criterio della sentenza 199/2025, avrebbe dovuto dire: “Le leggi sono legittime perché si fondano sulle evidenze scientifiche disponibili al momento dell’entrata in vigore della norma”. Ecco l’orrore logico in cui siamo precipitati con questa sentenza.

La Costituzione è nata esattamente per impedire questo. È nata sulle macerie di quel totalitarismo “scientifico” per dire che esistono diritti inviolabili che nessuna scienza, nessuna emergenza e nessuna maggioranza di esperti possono toccare. La dignità dell’uomo non dipende dai risultati di laboratorio. La libertà personale non è una concessione revocabile in attesa di validazione peer-reviewed. Legando la legittimità costituzionale alla mutevole “scienza del momento”, la Consulta ha trasformato la Costituzione da scudo di roccia a banderuola al vento. Ha stabilito che i diritti non sono più intrinseci all’essere umano, ma sono subordinati allo stato dell’arte della tecnica. Se domani la scienza dominante (o quella selezionata dal potere politico) decretasse che per il “bene collettivo” è necessario sopprimere, segregare o silenziare una categoria di cittadini, quale appiglio giuridico ci rimarrebbe, se la Corte stessa ci dice che la Scienza è fonte di legittimità suprema? La sentenza 199/2025 segna il passaggio dallo Stato di Diritto allo Stato di Scienza, dove il cittadino diventa suddito del dato statistico. La Corte doveva essere il guardiano che dice “No, qui non si passa”, anche se tutti gli scienziati del mondo dicono di passare. Invece, si è ridotta a fare il notaio del potere tecnico, dimenticando che la scienza cambia e si corregge, mentre le ferite inferte alla libertà restano per sempre.

Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Daniela Pavino ed Eleonora Pagoaga, vi saluto e vi ringrazio per l’ascolto ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo