Roberto Pinocchio Vannacci e l’arte di sparare bugie. Steve Bannon chiama, Futuro Nazionale risponde
Roberto Vannacci è esperto in bugie. Negò interesse a candidarsi dopo l’exploit del suo libro “Il Mondo al Contrario”. Negò interesse per la Lega. Si candidò e venne eletto al Parlamento Europeo con la Lega di Matteo Salvini, divenendone in breve tempo vicesegretario nazionale.

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Roberto Vannacci il 21 agosto 2023 negava di volersi candidare.

Fino a qualche giorno fa, trapelata la notizia del deposito all’ufficio europeo dei marchi del suo simbolo “Futuro Nazionale”, negava di volere abbandonare la Lega, definendo il nuovo contrassegno elettorale soltanto come un simbolo.
Oggi esce allo scoperto, tanto la gente non bada alle bugie. E poi si sa. Le bugie sono strategie. È arte, della guerra. Del resto è un generale dell’esercito italiano pluridecorato Nato. Quindi, Vannacci lascia la Lega e afferma ‘Inseguo un sogno, e vado lontano. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia‘.

Il fascino di Steve Bannon è irresistibile per un pluridecorato Nato come Vannacci. Lui sa che schierandosi con le persone giuste si fa carriera politica. Così, era inizio ottobre 2025, il Generale ex Lega da Pontida volava negli United States of America per partecipare ad un podcast di Steve Bannon in cui si presentava una canzone realizzata con l’intelligenza artificiale dedicata all’attivista statunitense Charlie Kirk, come noto assassinato mentre teneva una conferenza il 10 settembre 2025, poche settimane prima della trasferta oltreoceano di Vannacci.

Steve Bannon non è uno scaricatore di porto, è piuttosto uno scaricatore di volenterosi aspiranti premier in Italia. Ha già scaricato Matteo Salvini, ora ha scaricato la Meloni. Un giorno scaricherà Vannacci, ma al momento per Bannon l’Italia e l’Europa devono andare ancora più a destra. E Vannacci, con il suo fiero orgoglio, nemmeno malcelato, fascistoide è garanzia per polarizzare verso una destra autoritaria, possibilmente con il premierato, la magistratura sotto il potere esecutivo, l’ICE in versione italiana per le strade dello Stivale, lo scudo penale per le divise, l’arresto preventivo senza intervento di un magistrato e le norme più stringenti contro i diritti sociali dei cittadini, primo tra tutti quello di manifestazione. La Meloni sembra lavorare per impiattare la dittatura a Vannacci. Ed è un sentore fetido avvertito ormai ovunque.