26 Maggio 2025

Strumentalizzazione di Falcone e Borsellino fino al ridicolo. Il non senso di una memoria asservita a logiche che perpetuano lo stato delle cose

By Il Corriere del Popolo

Puntualmente ogni anno, due volte l’anno, il 23 maggio e il 19 luglio si ripropone la banale strumentalizzazione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Non vi è limite alla miseria dei personaggi coinvolti, fino al ridicolo del non senso di una memoria asservita a logiche che perpetuano lo stato delle cose.

Anche quest’anno, polemiche, polemiche, polemiche. Da una parte il centrodestra del Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a fianco di Maria Falcone, sorella di Giovanni, in pompa magna con i ministri della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Interno, Matteo Piantedosi, e della Cultura, Alessandro Giuli, a ricordare quello che si tende a volere negare in sede processuale e nella ricostruzione storica.

Dall’altra, il centrosinistra, schierato rigorosamente con le solite sigle universitarie del Partito Democratico a fianco di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo.

Si sono invertite la partigianerie, con il centrodestra falconiano, anche se notoriamente Giovanni Falcone votava a sinistra, e il centrosinistra borselliniano, anche se notoriamente Paolo Borsellino votava a destra.

Nel gossip di quest’anno, puro pretesto per avere visibilità a buon mercato da una parte all’altra, la questione si concentra sull’anticipazione di qualche minuto del minuto di silenzio. Quindi, il casus belli è stato l’anticipo della fine della commemorazione per il 33esimo anniversario della strage di Capaci a Palermo. Come riportato da Il Fatto Quotidiano “Il suono del silenzio da parte del trombettista e la lettura dei nomi delle vittime sono avvenuti alcuni minuti prima delle 17.58, ora in cui il 23 maggio del 1992, è esploso il tritolo lungo la A19. Tra le proteste dei partecipanti al corteo che sono arrivati ai piedi dell’albero Falcone a commemorazione terminata: “Avevano paura dei giovani di Palermo”, hanno urlato contestando l’accaduto“.

Per la Fondazione Falcone, presieduta dall’ex magistrato ed ex presidente del Senato Pietro Grasso, “la memoria non è un cronometro ma impegno in ogni attimo della nostra vita”, mentre per i promotori del corteo del 23 maggio: “Quanto accaduto non può essere liquidato come una semplice ‘papera’, come invece ha banalizzato la Fondazione Falcone con un comunicato a dir poco deplorevole e offensivo, che auspichiamo venga rettificato”.

Per approfondire, vi segnaliamo l’ottimo servizio di PalermoToday. Tante energie sprecate per nulla, divisi nel ricordo e accomunati nel dimenticare. In fondo pagina, vi riproponiamo un’intervista seria che ridona senso alle cose.

https://www.palermotoday.it/diretta/eventi-manifestazioni-falcone-23-maggio-2025.html


LE INTERVISTE DI BYOBLU
STRAGE DI CAPACI: TRENT’ANNI DI MISTERI
23 Maggio 2022
Adalberto Gianuario intervista Lillo Massimiliano Musso