28 Maggio 2025

Marco Mori, l’ondivago recordman di cambio-casacca. Le giravolte politiche dell’avvocato Mori

By Il Corriere del Popolo

Marco Mori, avvocato ondivago, cambia casacca. Precisamente vago. Impreciso ed equivoco. È Marco Mori. Protagonista di un trasformismo politico senza pudore. Si muove di formazione in formazione, senza rossore. Protagonista di decine di passaggi politici in pochi anni, punta tutto su sé stesso cambiando casacca di volta in volta. Già appresso alla Lega di Salvini e del trio Rinaldi, Borghi e Bagnai, ha tentato di accodarsi al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ma senza riuscirci, per poi transitare in Riscossa Italia, candidato sindaco di Genova, poi in Alternativa per l’Italia con Antonio Maria Rinaldi, membro del direttivo nazionale, poi in dialogo con Riconquistare l’Italia di Stefano D’Andrea, poi in Casapound di Simone Di Stefano, candidato alla Camera dei Deputati, poi in Vox Italia di Diego Fusaro e Francesco Toscano, membro del direttivo nazionale, poi in Italexit di Gianluigi Paragone, candidato alla Camera dei Deputati, poi in Indipendenza di Gianni Alemanno, poi in Libertà di Cateno De Luca, candidato al Parlamento Europeo, poi in Democrazia Sovrana Popolare di Marco Rizzo, sostenendo attivamente Francesco Toscano candidato sindaco a Genova. Un aspirante eletto senza fissa dimora politica, sempre in mezzo alle trattative per la composizione delle liste. Oggi vicino ad un altro simbolo. Quello di Insieme liberi di Ugo Rossi, con cui tenta di ricandidarsi al Parlamento italiano. Incoerenza? Talento sprecato? Arrivismo frenetico? Chi lo sa? Di certo, Marco Mori non è politicamente affidabile.

Possiamo dire che “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. Marco Mori insiste nel compiere un’azione, apparentemente innocua, ma alla fine ne subirà le conseguenze. L’ondivago Marco Mori, a furia di cambiare casacca, non se lo prenderà più nessuno e rimarrà nudo. Non gli resterà altro che il Rotary Club.
Nella diretta sul suo profilo Facebook del 27 maggio 2025, in combine con Ugo Rossi di Insieme Liberi, è riuscito a dire testualmente:

“Abbiamo talmente tanti posti da capolista da dividerci… Se si trova un accordo elettorale sui capolista… a quel punto ci si può pensare di presentarsi tutti insieme”.