“Tutto pronto per una guerra. Disposti gli eserciti. Tutti giù per terra. Chi prega, chi impreca, chi tace, chi non afferra. Ciascuno si dichiara contro la guerra”. Propaganda e Intelligenza Artificiale sono le protagoniste indiscusse della narrazione del conflitto. Compito de Il Corriere del Popolo è di spezzare la menzogna delle propagande, isolando i fatti e documentando le circostanze.
🇮🇷 Iran – 🇮🇱 Israele – 🇺🇸 Stati Uniti d’America – 🇦🇪 Emirati Arabi Uniti– 🇸🇦 Arabia Saudita– 🇶🇦 Qatar – 🇰🇼 Kuwait– 🇯🇴 Giordania– 🇮🇶 Iraq – 🇧🇭 Bahrain – 🇴🇲 Oman – 🇸🇾 Siria – 🇨🇾 Cipro – 🇫🇷 Francia (Camp de la Paix, Emirati Arabi Uniti) – 🇮🇹 Italia (NATO base militare Ali Al-Salem in Kuwait) – 🇬🇧 Regno Unito (Akrotiri, Cipro) – 🇬🇷 Grecia (Akrotiri, Cipro) – 🇱🇧 Libano
STATI COINVOLTI NEL CONFLITTO
Il 28 febbraio 2026 inizia l’aggressione USA-Israele contro l’Iran. Israele ha iniziato l’attacco al mattino presto. L’operazione, soprannominata “Ruggito del Leone”, era apparentemente mirata a distruggere obiettivi militari in tutto l’Iran. Gli Stati Uniti hanno fatto seguito con l’Operazione Epic Fury, lanciando attacchi contro obiettivi in Iran. Il complesso presidenziale a Teheran e la residenza del leader supremo iraniano Ali Khamenei sono stati presi di mira nell’attacco. Ali Khamenei è rimasto ucciso. Nonostante le affermazioni statunitensi e israeliane che stessero perseguendo gli asset militari e il programma nucleare iraniano, sono state segnalate decine di vittime civili in diverse province iraniane. Una scuola femminile nella città di Minab è stata distrutta da un attacco USA-israeliano, con centinaia di vittime. L’Iran ha reagito con attacchi missilistici contro le basi militari statunitensi nella regione; sono stati utilizzati anche missili ipersonici. Le installazioni militari statunitensi in Bahrein, Kuwait, Giordania, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti sono state colpite.
COME È INIZIATO IL CONFLITTO
L’attacco statunitense non è stato autorizzato dal Congresso degli Stati Uniti, come annunciato dal deputato repubblicano Thomas Massie, secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bombardato l’Iran per deviare l’attenzione dallo scandalo creato dagli Epstein Files. Per il deputato Massie, “I file Epstein vengono bloccati perché Jeffrey Epstein aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e con quella americana”. Thomas Massie è diventato un oppositore di Donald Trump in relazione al rilascio dei file di Epstein.
Il Congresso statunitense ha autorizzato l'attacco all'Iran?
02.03.2026. Agenzia Ria Novosti. Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di condoglianze al suo omologo iraniano Massud Pezeshkian per l’uccisione della Guida Ali Khamenei. A poche ore dall’attacco di USA/Israele, la Russia aveva condannato l’attacco in Iran con il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Come riportato dall’agenzia russa, “Sergej Lavrov ha condannato l’attacco armato immotivato degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale, ignorando completamente le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionale e globale. Ha sottolineato la necessità di porre immediatamente fine agli attacchi contro la Repubblica islamica e di riportare la situazione a una soluzione politica e diplomatica”. Lavrov ha inoltre sottolineato “la disponibilità della Russia a promuovere la ricerca di soluzioni pacifiche basate sul diritto internazionale, sul rispetto reciproco e sull’equilibrio degli interessi, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.
LA POSIZIONE DELLA RUSSIA
02.03.2026. Anche la Cina ha condannato l’attacco all’Iran e l’uccisione di Khamenei. Gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran sono “inaccettabili”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi in una telefonata al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale cinese Xinhua. Wang ha definito “inaccettabili” l’uccisione di “un leader sovrano e l’incitamento al cambio di regime”. Ha poi ribadito che le operazioni americane nel Paese costituiscono ‘una grave violazione della sovranita’ e della sicurezza dell’Iran, un calpestamento degli obiettivi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite e delle norme fondamentali delle relazioni internazionali”. ‘La Cina si oppone fermamente e condanna con forza questo atto’, ha detto, secondo Xinhua, chiedendo ‘l’immediata cessazione delle operazioni militari” e la ripresa dei colloqui per un cessate il fuoco.
LA POSIZIONE DELLA CINA
02.03.2026. “L’Iran è il nostro vicino. Il popolo iraniano, con il quale viviamo in pace e tranquillità dal 1639, è nostro fratello, proprio come gli altri popoli della regione. Abbiamo vissuto fianco a fianco in pace per secoli. Inshallah, vivremo fianco a fianco in pace e tranquillità con i nostri fratelli iraniani per molti altri secoli. La nostra priorità è garantire un cessate il fuoco e aprire la porta al dialogo“.
LA POSIZIONE DELLA TURCHIA
Mark Rutte (NATO) ha sentito Recep Tayyip Erdogan (Presidente della Turchia). Il segretario generale della NATO Rutte ha elogiato l’azione di USA e Israele, ritenendo che al momento non vi siano le condizioni per il coinvolgimento dell’alleanza atlantica nel conflitto. Tecnicamente, ai sensi dell’art. 5 del Trattato NATO l’alleanza sarebbe coinvolta nel caso in cui uno Stato aderente subisse un attacco. Gli USA hanno attaccato l’Iran, che a sua volta potrebbe colpire, come sembra avvenuto con riferimento ad una base militare britannica a Cipro, uno Stato dell’Alleanza NATO. Un coinvolgimento diretto della NATO imporrebbe l’intervento anche dell’Italia.
LA POSIZIONE DELLA NATO
02.03.2026. Francia, Germania e Gran Bretagna pronte ad azioni contro l’Iran per difendere i propri interessi e quelli dei propri alleati nel Golfo. Dichiarazione congiunta di Parigi, Berlino e Londra. I tre Paesi si schierano contro l’Iran, colpevole di avere colpito basi militari e centri di copertura degli Stati Uniti in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania.
LA POSIZIONE DEI VOLENTEROSI
Dipendenza dalle esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz per Paese: 🇯🇵 Giappone: 72% – 🇰🇷 Corea del Sud: 65% – 🇮🇳 India: 50% – 🇨🇳 Cina: 50% – 🇪🇺 Europa (media): 18% – 🇺🇸 Stati Uniti: 2%.
02.03.2026. Secondo fonti di Al Jazeera, la difesa americana si concentra su Israele, senza preoccuparsi della difesa degli Stati arabi del Golfo, che ospitano molte delle basi militari americane. Cresce la tensione in tutta l’aerea.
STATI ARABI DEL GOLFO ACCUSANO LA DIFESA AMERICANA
BASE MILITARE BRITANNICA COLPITA A CIPRO. 02.03.2026. Poche ore dopo l’autorizzazione concessa dal primo ministro britannico Keir Starmer all’utilizzo delle basi inglesi da parte degli Stati Uniti nel quadro dell’escalation contro l’Iran, la base aerea della Royal Air Force di RAF Akrotiri a Cipro è stata colpita da un drone. Secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa britannico, si tratterebbe di un attacco sospetto attribuito a vettori di provenienza iraniana. Le autorità parlano di esplosioni all’interno del perimetro militare, con attivazione immediata delle procedure di sicurezza e personale invitato a mettersi al riparo. L’autorizzazione di Londra all’uso delle basi rappresentava un passaggio politico rilevante, che ora potrebbe aver trasformato il territorio britannico d’oltremare in un obiettivo diretto nella risposta iraniana. Donald Trump ha accolto l’autorizzazione di Starmer con fastidio, poiché considerata tardiva rispetto alle sue richieste.
DA MAR-A-LAGO TRUMP RIVENDICA LA MORTE DI KHAMENEI. 02.03.2026. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha diffuso un nuovo video nel quale annuncia che le operazioni militari contro l’Iran proseguiranno “finché tutti gli obiettivi degli Stati Uniti non saranno raggiunti”. Nel messaggio si fa riferimento alla campagna militare in corso, ai primi militari americani uccisi e alla determinazione dell’amministrazione USA a continuare gli attacchi in Medio Oriente, nonostante le crescenti tensioni e le vittime.
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI CHE HA APERTO IL CONFLITTO. 02.03.2026. Il raid a Minab, nella provincia di Hormozgan. È salito a 165 morti il bilancio dell’attacco aereo su una scuola femminile nel sud dell’Iran, secondo l’agenzia di stampa statale Irna che cita la magistratura iraniana.
A seguito dell’attacco statunitense e israeliano alla scuola nel primo giorno di guerra, sono morte 165 persone. La maggior parte delle vittime erano ragazze di età compresa tra i 7 e i 12 anni. Le immagini mostrano le tombe scavate per le 165 vittime dell’attacco alla scuola nella città iraniana di Minab.
Il 28 febbraio 2026, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Rappresentante Permanente della Federazione Russa Vasilij Nebenzya è intervenuto in merito agli attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nel suo discorso, Nebenzya ha definito l’operazione un “atto di aggressione” e un “tradimento della diplomazia”, sostenendo che l’azione sia avvenuta nel pieno di un processo negoziale tra Washington e Teheran.
02.03.2026. Alexander Dugin sospetta che il prossimo sulla lista degli Stati Uniti sia Putin. “Se in Russia non iniziano ora delle vere riforme patriottiche, la situazione diventerà semplicemente imprevedibile. I nostri alleati vengono sistematicamente eliminati uno dopo l’altro. È chiaro chi sarà il prossimo e è chiaro cosa significhino i negoziati con un nemico del genere“, ha dichiarato Dugin. “Credo che la strategia di creare un’immagine che tutto vada bene in Russia e che la vita pacifica stia andando avanti come al solito si sia esaurita. Noi siamo i prossimi. In un senso globale, tutto dipende da quanto tempo resiste l’IRGC (n.d.r. Islamic Revolutionary Guard Corps). Se l’Iran resiste, tutto potrebbe andare nella direzione opposta. Se crolla, siamo i prossimi“.
LE PREOCCUPAZIONI DI DUGIN
Trump: “Dobbiamo raggiungere accordo con Iran o per loro la situazione sarà traumatica”
(Agenzia Vista) Washington, 13 febbraio 2026
Portaerei Gerald Ford, la più grande e potente al mondo: le tecnologie, i reattori nucleari e i caccia a bordo
Ha ricevuto l’ordine di salpare dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente dove è già presente da un paio di settimane la collega Uss Abraham Lincoln.