2 Marzo 2022

Immunità naturale? Per il Ministero della Salute non esiste più

By Il Corriere del Popolo

Con una nota del 17 febbraio 2022, il Ministero della Salute ha cancellato di fatto ciò che in millenni è stato definito dalla natura e dai processi selettivi della stessa in merito all’immunità naturale, ossia al patto di convivenza simbiontica tra gli esseri umani e i microrganismi presenti nell’ambiente in cui viviamo e con cui entriamo costantemente in contatto.

Gli stessi microrganismi, virus, batteri, funghi, muffe ecc.. che hanno permesso al nostro organismo e a loro stessi di stabilire un accordo di sopravvivenza reciproca e garanzia dello stesso.

L’immunità naturale è quel processo di adattamento con cui ogni microrganismo ed il suo ospite imparano a convivere stabilendo un rapporto di reciproca difesa.

Un rapporto che è il risultato di un conflitto tra l’essere umano ospite ed il microrganismo che lo invade (infetta). Questo rappresenta l’innesco della risposta immunitaria che si specializza nei confronti del microrganismo infettante, lo neutralizza e lo cataloga nella sua memoria. Lo stesso microrganismo, per sopravvivere, si adatterà, mutando, all’ospite ed entrerà a far parte, ad esempio, della flora batterica o del complesso dei virus che convivono nel nostro organismo in modo pacifico garantendoci, vieppiù, una sorta di difesa da altri virus che, trovando “il posto occupato” non potranno replicarsi ed infettare.

Virus come quelli influenzali, per loro natura molto mutevoli, sono destinati a compiere il loro ciclo di naturale remissione della virulenza diventando endemici e sempre meno pericolosi e causa di malattie, ma questo avviene quando il nostro sistema immunitario è in grado di reagire contrastandolo e obbligandolo a mutare.

I virus che causano la morte dell’ospite muoiono anch’essi ed il sistema delle molteplici mutazioni occorre a garantire loro la sopravvivenza diventando sempre meno aggressivi e virulenti. Migliaia di pagine di letteratura medica, di evidenza clinica e di ricerca scientifica sono state di colpo cancellate dal nostro Ministero della Salute, unitamente alla legge 119 del 2017 che definiva esenti dalla vaccinazione i soggetti guariti dalla specifica malattia.

Storie di ordinaria follia in epoca di Covid19 e allo tempo stesso una realtà tragica che si raffronta con la pericolosità aumentata a livelli di attentato alla salute, se non al tentato omicidio, se si rapportano i rischi della vaccinazione alla persona guarita, quindi in possesso degli anticorpi contro il virus. Quest’ultimo, inoltre, sarebbe il virus nella sua forma più recente, quindi lontano dal modello ipotetico ed improprio che si vorrebbe contrastare con un “vaccino” programmato su di una sola proteina virale ormai obsoleta.

Inoculare uno dei vaccini ad mRna oggi disponibili equivale ad indurre una risposta immunitaria nei confronti delle stesse cellule del corpo della persona inoculata che inizieranno a sintetizzare la proteina virale, la Spike. Questo significa che nell’organismo della persona inoculata viene indotta una reazione autoimmune, ossia un attacco del sistema immunitario contro lo stesso organismo.

Nella situazione del soggetto guarito dall’infezione naturale dello stesso virus ci si ritrova in una condizione di iper reazione immunitaria che può arrivare a manifestare una reazione immunitaria spropositata, descritta in letteratura come ADE, in grado di causare in breve tempo la morte della persona inoculata, oltre ad essere potenzialmente causa di più frequenti danni neurologici e sistemici impossibili da prevedere.

Dott. Dario Polisano
Segretario Generale di
Mille Medici per la Costituzione