9 Aprile 2025

La strage dei bambini di Gruaro. Una storia che non va dimenticata.La morte di bimbi usati come cavie per un vaccino sperimentale

By Il Corriere del Popolo

Nel dicembre del 1932 a Gruaro, paesino della provincia veneziana, il medico condotto Bettino Betti si vede recapitare dal Podestà dell’epoca un ordine perentorio inviato dal Prefetto Bianchetti, in cui si intima di eseguire la vaccinazione antidifterica a tutti i bambini del paese. Il medico di campagna, nella sua pragmaticità, già contrario alla vaccinazione usuale, in un primo momento si rifiuta, forte del fatto che non ci siano i presupposti per procedere in tal senso. Si tratta di un vaccino sperimentale, trattato in un modo nuovo rispetto ai precedenti e chissà perché si innesta un’insistenza notevole da parte del Sindaco e del Prefetto affinché il medico si decida ad accettare l’ordinanza, che stabilisce l’avvio della campagna vaccinale dal 20 Marzo 1933. Perfino il solerte parroco si unisce alla campagna di comunicazione massiva, sia durante la messa domenicale dall’altare sia girando il paese e recandosi personalmente dalle famiglie più recalcitranti per convincerle dell’assoluta necessità della puntura.

Adamo Gasparotto è uno dei pochi sopravvissuti a quella campagna di vaccinazione coatta, ed è grazie al suo paziente lavoro di ricerca negli archivi e alla realizzazione del libro “Strage di bambini di Gruaro” che questa storia è stata riesumata dall’oblio. Dai documenti esaminati emerge il calendario molto fitto delle inoculazioni, che avvengono nell’edificio che ospita sia l’ambulatorio del dottore sia le aule della scuola, e in modo molto pratico i bambini passano dallo studio alla classe senza neanche uscire dallo stabile: “Lunedì 20 Marzo vengono vaccinati 47 bambini, martedì 92, mercoledì 48, giovedì nessuno, pausa, venerdì 10, sabato 33, domenica tutti a messa e altra pausa, il lunedì seguente 28 e martedì 28 Marzo gli ultimi 3. Totale : 254 bambini vaccinati in 9 giorni (mancavano all’appello le tre figlie del segretario comunale che non si sono presentate a scuola)”.

Dal libro di Gasparotto: “Già dai primi giorni però qualcosa non va per il verso giusto. Tornati a casa dopo la puntura, o il giorno dopo, alcuni bambini non si reggono più in piedi e mangiando soffocano, come emerge dalle testimonianze di Vittorina Colautti, classe 1928. I genitori cominciano a chiedere spiegazioni al medico che però sostiene che quello che ci sta accadendo non è causato dal vaccino e continua anzi a farlo a tutti i bambini programmati”.

Giuseppe Colautti (Beppino) è tra i 47 bambini vaccinati il primo giorno, inizia a star male da subito, non cammina più bene (finirà col morire il 28 Aprile). Il Dott. Bettino Betti però tira dritto continuando a zittire tutti quei genitori venuti a chiedere spiegazioni: “nessuna correlazione” è la risposta a tutti. Col procedere del programma vaccinale qualcuno dei bambini più grandi scappa dalla finestra all’arrivo in classe del medico Betti, qualcun altro non si presenta proprio. Sempre più voci raccontano di famiglie i cui figli sono stati male dopo la puntura.

La contromossa del Betti consiste nel chiudere a chiave porta e finestre delle aule appena entrato per vaccinare.” Il medico si mostra risoluto di fronte alle famiglie, ma all’aumentare delle troppe reazioni avverse presentatesi immediatamente dopo gli inoculi riesce a farsi prendere abbastanza dal dubbio da elencare i vari disturbi nel resoconto ai superiori (“eritemi, esantemi, urticaria, edemi, febbre, disturbi digestivi tenaci assai molesti e talora francamente preoccupanti”). Ma evita di fare cenno al sintomo più preoccupante di cui era stato posto a conoscenza fin da subito: la difficoltà a camminare e l’incapacità di reggersi in piedi, ovvero tutti gli eventi avversi di tipo neurologico a cui si aggiungono, poco dopo, cecità, febbre alta, dolore e paralisi a vari livelli, bolle su tutto il corpo.

Tutti i 254 bambini vaccinati vengono ricoverati: i più gravi in ospedale a Padova e in quello di Portogruaro e nel dispensario comunale gli altri. A partire dal 24 Aprile e fino al 16 Maggio si contano 28 morti, 13 maschi e 15 femmine. Sembra che in molti casi siano morti i più piccoli. Il medico Betti sarà costretto pochi mesi dopo a lasciare il paese per il feroce risentimento delle famiglie, ma il vero regista di questa strage e responsabile politico della tragedia è il prefetto Giovan Battista Bianchetti, che nel settembre del 1933 lascia la laguna per la promozione a capo di gabinetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il parroco Don Cuminotto e il dottor Betti successivamente sono addirittura insigniti da Vittorio Emanuele III del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona (ndr. in pratica, come nella foto qui sopra).

In quei mesi l’agenzia di stampa del regime parlò di soli 10 morti per poi tappare la bocca a tutti i giornali che provarono a dare notizia sull’episodio di Gruaro, seguita e superata in quest’opera di insabbiamento dalla stampa cattolica, che lascia filtrare solo poche righe senza mai nominare alcun morto. Nel Paesino si diffuse negli anni un’omertà dettata dal dolore del ricordo dei sopravvissuti, nelle famiglie si preferiva non parlarne, e anche i bambini sopravvissuti (quelli scappati dalle finestre della scuola) sono riusciti solo dopo 70 anni a far riemergere quella tragedia, con tutta la portata del senso di colpa introiettato per decenni.

Nella società rurale dell’epoca i familiari delle vittime non hanno avuto né colpa né informazioni adeguate: sono stati circuiti e ingannati, usati per un esperimento, dimenticati e abbandonati dalle stesse istituzioni che pretesero la loro fiducia. La Storia si ripete ogni volta con le stesse dinamiche, nell’eterno teatrino del Potere arrogante che impone con la prepotenza, il ricatto, la menzogna, l’obbligo immotivato e la coercizione ciò che “il popolo gregge” ogni volta accetta senza porsi domande, anche in un’epoca in cui potersi/volersi informare è alla portata di tutti.

Emanuela Lari per ABC (https://t.me/ariabuonachannel)
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Fonte1 (https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/papers/la-strage-di-gruaro.html)
Fonte2 (https://www.laruotagruaro.it/tag/strage-gruaro)
Fonte3 (http://igienenaturaleortopatia.altervista.org/blog/vaccini/strage-gruaro-del-1933-28-bimbi-morti-vaccino/)
Fonte4 (https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Gruaro)