Lillo Massimiliano Musso risponde agli attacchi di chi ha abbandonato Forza del Popolo
Mi fanno schifo le persone che per fuggire dalle proprie responsabilità si rifugiano nel vittimismo e per sottrarsi alle critiche si nascondono sotto il tipico manto di chi, poverino, subisce attacchi ingiusti o eccessivi. Al contrario, rispetto e stimo le persone che reagiscono energicamente alle critiche ingiuste, ruggiscono, con lucidità entrano nel merito delle questioni e alimentano il confronto con i propri detrattori. Benedetto lo scontro che miri alla verità, perché solo tale tipo di scontro mette a nudo l’anima! (Lillo Massimiliano Musso)
Nel mio piccolo ruolo di nolente leader di un fronte ampio, dimensione in cui mi son trovato come un naufrago su un’isola deserta, non solo non mi sottraggo alle critiche, ma vi resisto energicamente. Del resto, nella vita non mi sono mai annoiato e per me essere un capo politico significa anzitutto restare la stessa persona su cui è stata posta fiducia. Lo devo ai lodevoli, affinché non smettano di credere che nulla è mai vano se è fatto con spirito di servizio, con amore e libertà. A loro il mio ringraziamento, perché hanno saputo tacere, nella tempesta di domande ed illazioni dei più subdoli, nel momento del mio sconforto per un insuccesso principalmente mio, poi di tutti gli altri. Ho apprezzato molto i messaggi di solidarietà e di vicinanza, con l’invito a non mollare, ricevuti da tantissime persone, che hanno mostrato una qualità umana rara, ma non estinta, di capire che c’è un momento per il silenzio, come nel lutto.

Lillo Massimiliano Musso
Ora è il momento del confronto, quindi della condivisione delle responsabilità. Si. Adesso tocca a me parlare. In queste ultime settimane ho sentito attacchi alla mia persona oscillanti tra la critica apparentemente fondata alla diffamazione vera e propria. D’impeto avrei dovuto reagire a schiaffi in faccia e regolare i conti con sonori sberloni, per quanto virtuali. Mi limiterò ad una lezione di quella che segna per sempre. La meritano, per il grado di cattiveria o di stupidità che ho dovuto subire. Più tacevo per evitare di scoraggiare le truppe e più “essi” intensificavano alle spalle il giro di telefonate, i messaggini, le illazioni, le accuse, le pretese di spiegazione. Senza mai chiamare direttamente me. E più incassavo in silenzio per riprendere la salita, superando un fisiologico momento di debolezza fisica e mentale, e più “essi” fendevano come vigliacchi e traditori le loro lame alle mie spalle. Ma andiamo per ordine. Non tutti possono essere considerati da me dei traditori, occorre distinguere, perché esistono anche i deboli.

Carlo Arena, dimissionario dal coordinamento laziale di FdP in data 14 agosto 2022
Dopo l’insuccesso nella presentazione delle liste di Forza del Popolo, il momento del silenzio è passato. Ho fatto autocritica, mi sono addossato anche responsabilità non mie. Se un coordinatore regionale nel Lazio, di nome Carlo Arena, non ha saputo – o voluto – organizzare il necessario, la mia responsabilità è consistita nell’avere dato fiducia a chi non l’ha meritata, nell’avere affidato un ruolo così delicato ad una persona che non se ne è dimostrata all’altezza. Carlo Arena ha abbandonato il fronte durante la battaglia perché non ha avuto la candidatura come da lui sperata alla Camera nel Collegio Rieti-Viterbo. Addirittura, ha spiegato che si aspettava uno stipendio! La sua mossa è stata premeditata. Era il 14 agosto, ad una settimana dal termine ultimo per la consegna delle firme. Per quanto attiene alle mie valutazioni, trattasi di un tradimento vero e proprio di un rapporto di fiducia improntato all’amicizia. Per la cronaca, Forza del Popolo senza Carlo Arena ha comunque raccolto in Lazio le firme certificate su tre collegi plurinominali alla Camera su cinque e per due collegi plurinominali al Senato su due. Senza il tradimento di Carlo Arena, premeditato almeno un mese e mezzo prima, probabilmente avremmo coperto tutti i collegi laziali, sia alla Camera che al Senato. Non si esclude la possibilità che la questione possa approdare in Tribunale per una serie di altre questioni che sono in fase di accertamento e che riguardano tutta la fase precedente alla raccolta delle firme e la fase successiva alle sue dimissioni. Con lui una funzionaria del Ministero dell’Interno che gioca a fare la sobillatrice, la sibilla e la musa ispiratrice di un progetto che si chiamerebbe “Uniti si vince”, lo slogan che accompagna da anni Forza del Popolo e che vorrebbe radunare persone in contrapposizione al sottoscritto (ma che bel programma!). Questo è un altro capitolo che riserverà interessantissimi sviluppi, posto che non mi farò stalkerizzare da nessuno, perché ciò che può un funzionario del Ministero dell’Interno è solo e soltanto il suo dovere, nulla di più, mentre il più è illecito e lo si paga amaramente. Sentirete parlare di lei quanto prima. Carlo Arena si è dimesso da ogni ruolo, funzione e compito e, pertanto, dal 14 agosto 2022 non è più un tesserato di Forza del Popolo.

Mauro Tedesco, anche inteso Franz Altomare
Responsabile nazionale del coordinamento delle Associazioni Politiche di Base (APB) di Forza del Popolo, inserito dal sottoscritto nella Segreteria Generale del partito e quale portavoce nazionale, ha fallito rispetto ad un piano di lavoro dallo stesso redatto e da me approvato. In pratica, per mesi ha lasciato le APB in altomare, ecco forse la ragione del suo pseudonimo. Tra i più accaniti a puntarmi il dito per il mancato raggiungimento della presenza sulle schede elettorali, da dirigente massimo di Forza del Popolo non ha mosso un dito mentre gli altri buttavamo il sangue nella raccolta delle firme, ha disorientato il gruppo di lavoro calabrese e altri gruppi sul piano nazionale, infine ha gettato la maschera per dichiararsi, poche ore fa, dalla parte di Rizzo e di Toscano. Le sue dimissioni hanno liberato Forza del Popolo dalla morsa di un elemento carismatico e destabilizzante, orientato ad usare Forza del Popolo per fini diversi da quelli della realizzazione del manifesto politico e del programma. Uno che non c’ha mai creduto in Forza del Popolo. Mauro Tedesco ha lasciato spontanemante e polemicamente Forza del Popolo e pertanto non è più un tesserato.

Fino a qualche giorno fa, Mauro Tedesco poneva “politicamente” la questione sul piano dell’opportunità, invitando i candidati di Forza del Popolo a ritirarsi dalla campagna elettorale in Calabria per appoggiare Rizzo e Toscano. Una giravolta politica, posto che Mauro Tedesco dapprima non ha avallato l’ipotesi di accordo elettorale con Toscano, successivamente, con l’ingresso di Marco Rizzo in quel contesto, si è fatto interprete in Forza del Popolo di un’area minoritaria mirante al sostanziale scioglimento di Forza del Popolo per confluire nel calderone veterocomunista di Italia Popolare e Sovrana, come ha fatto Ancora Italia. Per la cronaca, in Calabria Forza del Popolo corre sia alla Camera che al Senato con candidati eccellenti e con il vero programma antisistema (si veda in fondo pagina). Prima del suo allontanamento da Forza del Popolo (avvenuto per sue spontanee dimissioni) Mauro Tedesco, nato a Taranto, trapiantato a Bologna e poi sceso a Cosenza, ha tentato in ogni modo di sobillare la base con la sua tesi di adesione al progetto di Marco Rizzo. Il fatto spiacevole è che abbia tentato di farlo alle spalle e non a viso aperto per tesi congressuali, disertando senza addurre giustificazioni il Congresso Nazionale di Forza del Popolo tenuto a Milano tra il 22 e il 24 luglio scorsi e poi tutte le riunioni di direttivo preparatorie della raccolta firme e dell’evento elettorale.

Davide Sedani
La sua posizione non è quella del traditore, ma merita una risposta sul piano pubblico. Tra il 23 agosto fino a ieri sera ha contattato privatamente decine e decine di dirigenti di Forza del Popolo ponendomi in discussione perché lo avrei rimosso dal suo ruolo di capo federazione in Lombardia, spingendo tante persone a credere che il sottoscritto abbia delilberatamente fatto fallire la presentazione delle liste in Lombardia. Si è lasciato trasportare da menti molto scaltre e si è dimostrato, per quanto impegnato e con grande passione, inaffidabile. Ciò perché quando ci si vuol chiarire con una persona si prende il telefono e la si chiama. Viceversa, lui ha preso il telefono per costruirsi un consenso alle mie spalle. Ha tentato di fare passare il messaggio per cui lo avrei rimosso contravvenendo ai regolamenti di Forza del Popolo. Ha riferito, altresì, di aspettarsi uno stipendio. In verità, Sedani è stato rimosso dalla mia segreteria generale, i cui componenti li scelgo personalmente sulla base di un rapporto fiduciario, come previsto esattamente dalle regole di Forza del Popolo. A causa del comportamento di Sedani, alcuni dirigenti di Forza del Popolo hanno abbandonato la loro funzione ed è meglio così. Personalmente non ho fiducia in chi al primo chiacchiericcio abbandona ruoli di responsabilità senza nemmeno tentare di capire dove sta la verità e senza alcun contraddittorio. Davide Sedani ha lasciato spontanemante Forza del Popolo e, pertanto, non è più un tesserato.
Conclusione
La vita democratica all’interno di un partito è molto complessa. In un partito si riporta la complessità della società e dell’essere umano. Tutte le debolezze umane in un partito si amplificano all’ennesima potenza. Quando un dirigente politico agisce per un interesse misero, come uno stipendio, il risultato non potrà essere che quello evidenziatosi. Il sottoscritto non percepisce alcuno stipendio da Forza del Popolo, perché FdP non ha le forze economiche per potere farlo. Al contrario, a FdP ho dato letteralmente la mia vita, le mie sostanze, la mia salute, la mia professionalità e continuerò a farlo gioiosamente. Chi pensa di abbattermi politicamente tenti di farlo sulle questioni fondate e vere, sulle questioni politiche, ma non con la mistificazione. Perché tra essere buono e fesso il passo per me è troppo lungo. Umile sempre, umiliato mai! Saluto tutte le persone che stanno lasciando Forza del Popolo ed incoraggio i tiepidi e gli indecisi di fare altrettanto. Non abbiamo bisogno di persone insicure, con un piede in due scarpe. Qui si sta per lottare a viso aperto, senza doppigiochi, senza ricatti morali e senza pretese di nessun tipo.
A futura memoria,
Avv. Lillo Massimiliano Musso
Segretario Generale di Forza del Popolo
Programma politico di Forza del Popolo. Elezioni Politiche del 25 settembre 2022