L’insostenibile leggerezza delle borse. Panico tra i potenti. Perché se crollano le borse è un bene per il popolo
Il massiccio crollo del 5 agosto 2024 delle azioni delle 500 persone più ricche del mondo, tra cui Mark Zuckerberg ed Elon Musk, è stato pari a 134 miliardi di dollari. Jeff Bezos ha perso 15 miliardi di dollari in un giorno.

Un’inezia, si direbbe, guardando alla loro ricchezza complessiva. Ma come la goccia scava la roccia, così un trend negativo può invertire la loro fortuna ed erodere in poco tempo i grandi capitali accumulati in posizione di sostanziale monopolio, di complessiva elusione fiscale, di normative commerciali a loro esclusivo vantaggio e, soprattutto, di approfittamento dello stato di bisogno più o meno reale, ma comunque creato ad arte, della popolazione.

Dalla farsa pandemica loro hanno guadagnato. Con il “coronavirus” Bezos (Amazon) nel solo mese di marzo 2020 ha guadagnato 25 miliardi di dollari in più, come riportato dal Sole 24 Ore del 25 aprile 2020, a firma di Angelo Mincuzzi.
“Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, può permettersi tutto. Ma proprio tutto. Anche di guadagnare cifre a nove zeri mentre l’ondata del coronavirus dilaga nel mondo, e negli Stati Uniti 26,4 milioni di americani chiedono il sussidio di disoccupazione a causa del blocco dell’economia. Tra il 1° gennaio e il 15 aprile 2020, la ricchezza del Ceo di Amazon è aumentata di circa 25 miliardi di dollari, una montagna di soldi più alta del Prodotto interno lordo dell’Honduras, il paese del Centro America che ha registrato nel 2018 un Pil di “appena” 23,9 miliardi di dollari. Con la ricchezza accumulata in soli tre mesi e mezzo, Bezos potrebbe distribuire 2.873 dollari a testa a ognuno degli 8,7 milioni di abitanti della piccola repubblica latinoamericana. Dal 15 al 25 aprile, altri 6 miliardi di dollari di maggiore capitalizzazione in Borsa di Amazon hanno aggiunto complessivamente altri 31 miliardi di dollari al patrimonio di Bezos, che oggi – secondo il Bloomberg Billionaires Index – può vantare una ricchezza di 146 miliardi di dollari. Soggetta, come sempre, ai capricci positivi e negativi delle Borse”.
Non è stato l’unico ad incrementare il suo patrimonio personale. Tra il 18 marzo e il 10 aprile 2020 la ricchezza combinata dei miliardari americani è aumentata di 282 miliardi di dollari, quasi il 10% in più in poche settimane. Come spiegato dall’articolo sopra richiamato, in appena un mese tra marzo e aprile, “34 dei 170 miliardari più ricchi degli Stati Uniti hanno visto aumentare la loro ricchezza di decine di milioni di dollari. Per 8 di loro il patrimonio netto è cresciuto di oltre 1 miliardo. Sono Jeff Bezos (Amazon), MacKenzie Bezos (ex moglie di Jeff e azionista di Amazon), Eric Yuan (Zoom), Steve Ballmer (Microsoft), John Albert Sobrato (immobiliare della Silicon Valley), Elon Musk (Tesla e SpaceX), Joshua Harris (Apollo Global Management) e Rocco Commisso (proprietario di Mediacom e della squadra di calcio della Fiorentina)”.
Per capire a chi è utile l’ultraliberismo basta pensare che nel 1990 66 miliardari statunitensi detenevano una ricchezza totale di 118,8 miliardi di dollari (pari a 239,56 miliardi del 2020), mentre nel primo mese della farsa covid ci sono 614 miliardari a stelle e strisce con una ricchezza totale di 2.947 miliardi di dollari. Tra il 1990 e il 2020, i miliardari statunitensi hanno visto aumentare il proprio patrimonio netto del 1.130%!
Con il coronavirus Bezos (Amazon) guadagna altri 25 miliardi, più del Pil dell’Honduras
Il lunedì nero del 5 agosto 2024 ha dato uno schiaffone in faccia alle potentissime multinazionali americane con un crollo di oltre il 5% per i big. E, se la matematica non è un’opinione, è sufficiente un filotto di questi scivoloni per azzerare un’immensa ricchezza. Perché il povero perde quel poco che ha, ma il ricco quando perde anche poco di quello che ha perde moltissimo. E a quei livelli se scendi sotto una certa soglia vieni inghiottito nel vortice dei debiti, perché hai le strutture, i brevetti, i brand, la produzione, la distribuzione, ma ti manca il capitale, la liquidità, gli investitori si defilano, altri mercati internazionali avanzano e, puff!, ti ritrovi in poco tempo ad essere un ex miliardario. Questa è la sorte che spetta a chi ha puntato la sua vita sulla ruota della speculazione finanziaria. In poche ore, Microsoft ha perso il 5,25%, Google il 5,76%, Meta/Facebook il 6,45%, Amazon il 6,91%. Tre o quattro ulteriori lunedì “neri” di questo livello e i big saranno costretti a rivedere i propri piani d’espansione, a cedere asset, ridiscutere accordi e provvedere a ristrutturare le proprie aziende. In quel momento inizierà una lotta intestina per sopravvivere ed è lì che i governi nazionali dovranno avere il coraggio di adottare normative di contrasto del sostanziale monopolio, della complessiva elusione fiscale, modificando le leggi commerciali ad esclusivo vantaggio nazionale. Che beneficio ottiene la popolazione da un brevetto su una molecola o sui semi usati in agricoltura? In che maniera i cartelli dei farmaci e delle armi quotati in borsa aiutano la salute e la pace? Soprattutto, i Governi dovranno indagare fino in fondo sul coinvolgimento di queste multinazionali nella determinazione di eventi più o meno reali che li hanno indotti ad adottare politiche sanitarie e di spesa militare in danno della popolazione.
Anche perché le guerre non portano solo distruzione: a qualcuno portano un cospicuo e vile vantaggio. E non è certamente una coincidenza. Mentre i mercati mondiali crollano, le azioni della Lockheed Martin volano addirittura al +23%. Per questo molti si chiedono: sta arrivando la Terza Guerra Mondiale? Crollano le borse, gli investimenti si spostano sugli armamenti come avvenne a fine 2019 sui titoli biotecnologici. È un caso? O qualcuno sa e ne vuole approfittare?

Come apprendiamo da Decripto.org, “l’economia crolla, le azioni e i titoli perdono cifre folli, ma c’è un settore che invece sta crescendo fortemente: l’industria di guerra. In un sorprendente sviluppo, le azioni di Lockheed Martin – tra i leader mondiali del settore bellico – sono aumentate del 23% mentre i mercati globali hanno subito significative flessioni. Questa anomalia può essere attribuita a una combinazione di solide performance finanziarie, tensioni geopolitiche e un aumento della domanda di tecnologie difensive”.
La Lockheed Martin è un’impresa statunitense attiva nei settori dell’ingegneria aerospaziale e della difesa, la più grande del mondo operante nel settore della produzione di armamenti sofisticati. Immaginate un mondo senza guerre e Lockheed Martin sarebbe il brand di un fast food. Quindi servono le guerre. Ma soprattutto la Lockheed Martin si è aggiudicata nel 2006 l’appalto per la costruzione del veicolo spaziale Orione, con il quale la NASA ha intenzione di riportare l’uomo sulla Luna. Sono passati 18 anni e nessun orma è stata impressa sulla luna.
La Lockheed Martin è una società sorta dalla fusione di due società, la Lockheed e la Martin. Ricordate lo scandalo Lockheed? Esattamente si tratta della stessa società. Il cosiddetto scandalo Lockheed ha riguardato gravi casi di corruzione avvenuti in diversi Stati del mondo negli anni settanta, in particolare, oltre che negli USA, anche i Paesi Bassi, Germania Ovest, Giappone e, ahinoi, Italia. Nel 1976 la Lockheed Corporation ammise di aver pagato tangenti a politici e militari di alcuni Stati del mondo per vendere i propri aerei militari. Nei Paesi Bassi risultò coinvolta la stessa monarchia, mentre in Germania Ovest, Giappone e Italia i corrotti dalla Lockheed risultarono essere le strutture preposte alle valutazioni tecnico-militari dei ministeri della Difesa, i ministri della Difesa, e in Italia e Giappone anche i primi ministri.
Se, quindi, cadono le borse il popolo ne beneficia, perché il mercato finanziario è privo di scrupoli e persegue fini ignobili, come la diffusione delle malattie (a cui corrisponde l’aumento dei profitti per chi vende le cure) e della guerra (a cui corrisponde l’aumento dei profitti per chi vende le armi). Hai capito?

Si consiglia la visione di un capolavoro del cinema italiano
Tra la borsa e la vita, che crollino le borse e viva la vita…
