“Legittimo stuprare un detenuto palestinese”: parola di un parlamentare di Netanyahu
“Legittimo inserire un bastone nel retto di un detenuto palestinese”. Sembrano le parole di un ubriaco, ma è ciò che ha sostenuto Hanoch Milwidsky, membro del Likud, il partito di Benjamin Netanyahu, il 29 luglio 2024 in una riunione di parlamentari della Knesset, il parlamento isreaeliano. Per Milwidsky lo stupro e gli abusi sui prigionieri palestinesi sono legittimi: “Se si tratta di un Nukhba (cioè, un militante di Hamas), tutto è legittimo! Tutto!”.

La sconcertante affermazione di Milwidsky si inserisce in un confronto parlamentare sull’arresto di nove soldati israeliani accusati di stupro nei confronti di un detenuto palestinese. L’estrema destra al governo con Netanyahu chiede di depenalizzare stupri e torture contro i palestinesi e di procedere ad esecuzioni sommarie per ‘alleggerire’ le carceri. È solo uno di innumerevoli esempi della barbarie, del razzismo, del suprematismo disumano che oggi abitano una parte della società israeliana e il suo attuale governo.

In Israele continuano le proteste di centinaia di migliaia di cittadini che chiedono la destituzione di Benjamin Netanyahu. Nel mese di giugno 2024 scesero in piazza a Tel Aviv almeno centoventimila persone, guidate, tra gli altri, da Shaul Meridor, ex capo del dipartimento di bilancio del ministero delle Finanze, che ha tuonato: “A un passo da una vittoria che non arriverà mai, siamo circondati da nemici, il mondo intero è contro di noi“, riferendosi alle ripetute affermazioni di Netanyahu durante la guerra secondo cui Israele è vicino al raggiungimento dei suoi obiettivi.

Shaul Meridor
Netanyahu appare sempre più isolato nel contesto internazionale. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, con il sostegno di numerosi governi nazionali europei, lo ha accusato apertamente di crimini contro l’umanità. Il presidente turco Erdogan gli ha augurato di fare la fine di Hitler. Il governo laburista britannico di Keir Starmer non porrà obiezioni formali di fronte alla Corte Penale Internazionale contro i mandati di arresto spiccati a maggio 2024 nei confronti dello stesso premier israeliano e del ministro della Difesa, Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra nella Striscia di Gaza. Joe Biden lo ha definito “ingrato e bugiardo”, lo ha diffidato ad interrompere gli attacchi ed ha garantito che non vi sarà sostegno ulteriore da parte degli Stati Uniti d’America. In tale quadro, l’Iran (e non solo) sta per sferrare attacchi ritorsivi che Israele potrebbe non fronteggiare. Attendiamoci colpi di coda.