Richiesta di rettifica ai sensi dell’ art. 8 L. 47/1948 – Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit titolare della testata ByoBlu
Riceviamo in nome e per conto di Claudio Messora, legale rappresentante della società proprietaria della testata Byoblu, richiesta di rettifica ai sensi dell’art. 8 della legge 47/1948 a firma dell’avv. Andrea Conversano. La pubblichiamo in modo integrale, garentendo pari visibilità dell’articolo contestato. In fondo pagina sono presenti le precisazioni dell’avv. Lillo Massimiliano Musso ad ogni punto sollevato dalla richiesta di rettifica, ricevuta via PEC il 30/12/25 alle ore 19:39.
Scrivo la presente su mandato, in nome e per conto della Società i Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit, titolare della testa editoriale ByoBlu’, in persona di Claudio Messora, nella sua qualità di legale rappresentante ed anche a titolo personale, per rappresentare quanto segue, in relazione all’articolo pubblicato sul sito ilcorrieredelpopolo.it in data 30 dicembre 2025 dal titolo ““Il caso Byoblu: il punto di vista di Lillo Massimiliano Musso…” all’indirizzo: https://www.ilcorrieredelpopolo.it/il-caso-byoblu-il-punto-di-vista-di-lillo-massimiliano-musso-e-la-replica-a-distanza-di-claudio-messora-byoblu-o-byobluff/ per denunciare la pubblicazione dell’articolo, il cui contenuto contiene affermazioni false, gravemente lesive della reputazione personale e professionale, nonché dell’onorabilità della Società mandante e di Claudio Messora.
1. Fatti oggettivamente falsi e diffamatori
Nel testo vengono presentate come fatti (e non come mere opinioni) alcune affermazioni oggettivamente non vere, tra cui:
a) Falsa rappresentazione della natura proprietaria e del controllo societario.
L’articolo lascia intendere che Byoblu non sia realmente una “TV dei cittadini”, ma un progetto personale riconducibile sostanzialmente a Claudio Messora, che ne manterrebbe il controllo mascherandolo dietro una presunta partecipazione popolare. Tale affermazione è fattualmente falsa, poiché: la televisione è oggi gestita da Media Pluralisti Europei S.p.A. – Società Benefit, conta oltre 3.200 soci, dopo il primo aumento di capitale, i soci detengono già circa il 31,5% del capitale sociale, la strategia della società è quella di arrivare progressivamente all’apertura fino al 100% del capitale ai cittadini, l’assetto societario, le categorie di azioni e i diritti sono pubblici, documentabili e depositati. Pertanto, l’avere presentato tale modello come una “finzione” o una “mistificazione” costituisce una arbitraria ed ingiustificata rappresentazione di un fatto non vero, come tale idonea a ledere gravemente la reputazione dei miei assistiti.
b) Affermazioni false su stipendi e rapporti di lavoro
Nell’articolo si afferma e/o si lascia intendere che: i dipendenti e collaboratori di Byoblu non sarebbero adeguatamente retribuiti, vi sarebbero irregolarità o sfruttamento, la struttura opererebbe in condizioni di precarietà anomala. Tali affermazioni sono integralmente false, in quanto: tutti gli stipendi dei dipendenti sono stati fino ad oggi sempre regolarmente pagati, tutti i collaboratori in partita iva e occasionali sono stati regolarmente saldati, i compensi non si discostano dagli standard di mercato per analoghe realtà editoriali, In alcuni casi perfino li superano. Non esistono procedimenti, sentenze o accertamenti che provino quanto sostenuto. L’attribuzione pubblica di comportamenti scorretti o illeciti in ambito lavorativo, in assenza di prove, integra un grave profilo diffamatorio.
c) Insinuazioni lesive sull’utilizzo delle donazioni
L’articolo insinua che le donazioni dei cittadini verrebbero utilizzate in modo opaco o strumentale, facendo intendere un uso improprio o ingannevole delle stesse. Si tratta di una grave insinuazione, non supportata da alcun fatto verificato, che lede: la reputazione personale della testata e quella di Claudio Messora, la credibilità della società, la fiducia dei soci e dei donatori. Si ricorda che Media Pluralisti Europei Spa Società Benefit è una società per azioni che ha organi di controllo collegiali e società esterne di revisione dei conti, i quali hanno non hanno mai ravvisato nessuna irregolarità. Anche in questo caso, l’attribuzione di condotte potenzialmente scorrette senza riscontro oggettivo integra gli estremi della diffamazione. Per le ragioni sopra esposte, è evidente che i contenuti sopra richiamati integrano gli estremi del reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa (art. 595, commi 2 e 3 c.p.), in quanto attribuendo fatti determinati non veri, sono gravemente lesivi della personalità attraverso la diffusione tramite a mezzo stampa (pretesamente con finalità informative), travalicando i limiti del diritto di critica, che deve essere esercitato nel rispetto della verità sostanziale dei fatti.
Ciò premesso, con la presente DIFFIDO formalmente:
l’autore dell’articolo, il direttore responsabile, l’editore della testata, come sopra indicati a: rimuovere o rettificare senza indugio le parti dell’articolo contenenti affermazioni false e diffamatorie; pubblicare rettifica ai sensi dell’art. 8 L. 47/1948, con pari evidenza e collocazione; astenersi in futuro dal reiterare o diffondere ulteriori contenuti lesivi basati su fatti non veri. In difetto di quanto sopra riscontro entro i termini di legge i miei clienti si riservano di adire l’Autorità Giudiziaria competente, in ogni sede, per la tutela della propria reputazione e per il risarcimento di tutti i danni subiti. La presente vale quale messa in mora e diffida formale. Con ogni ulteriore e più ampia riserva di legge. Distinti saluti.
Avv. Andrea Conversano
LA REPLICA DI LILLO MASSIMILIANO MUSSO
SEGRETARIO GENERALE DI FORZA DEL POPOLO
RESPONSABILE DEL CORRIERE DEL POPOLO
Gentilissimo Avv. Andrea Conversano,
l’articolo contestato non contiene alcuna affermazione falsa né gravemente lesiva della reputazione personale e professionale di Claudio Messora o dell’onorabilità della Società mandante.
Con riferimento a fatti assertivamente falsi e diffamatori, Byoblu è dal 2008 un progetto personale di Claudio Messora, che ha mantenuto il controllo anche dopo l’operazione di partecipazione popolare al capitale sociale, giusta visura camerale che si pubblica. Difatti, Claudio Messora ne è legale rappresentante, amministratore unico e proprietario del 100% delle quote sociali, secondo l’ultima visura camerale aggiornata ad oggi.

Byoblu Brevetto Italiano E-BYOBLU 20251231Inoltre, Claudio Messora è tuttora titolare in esclusiva nazionale del marchio Byoblu, giusta visura dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi che si pubblica. Si precisa che Claudio Messora tuttora conserva il 100% dei diritti di sfruttamento economico del marchio Byoblu, concesso con licenza non esclusiva alla società Byoblu Edizioni Srls, società che tuttora coesiste con la distinta società Media Pluralisti Europei Spa. Anche con riferimento a E-Byoblu Edizioni Srls, Claudio Messora è legale rappresentante, amministratore unico e proprietario del 100% delle quote sociali, secondo l’ultima visura camerale aggiornata ad oggi.
Byoblu Brevetto EuropeoInoltre, Claudio Messora è tuttora titolare in esclusiva del marchio Byoblu a livello europeo, giusta visura dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale che si pubblica.
Si precisa che Claudio Messora tuttora conserva il 100% dei diritti di sfruttamento economico del marchio Byoblu, concesso con licenza non esclusiva alla società E-Byoblu Edizioni Srls, società che tuttora coesiste con la distinta società Media Pluralisti Europei Spa. Anche con riferimento a E-Byoblu Edizioni Srls, Claudio Messora è legale rappresentante, amministratore unico e proprietario del 100% delle quote sociali, secondo l’ultima visura camerale aggiornata ad oggi.
Pertanto, corrisponde a verità in regime di pubblicità legale che la televisione oggi gestita da Media Pluralisti Europei Spa è sotto il controllo di Claudio Messora, fondatore, legale rappresentante, amministratore unico, proprietario al 100% delle quote sociali, titolare in esclusiva del marchio.
Ed anche a considerare l’aumento del capitale sociale, di cui allo stato delle verifiche possibili nei pubblici registri non vi è evidenza documentale, ove i soci detenessero già il 31,5% del capitale sociale, come da lei riferito, Claudio Messora resterebbe socio di maggioranza assoluta con più di due terzi di capitale sociale. La prospettiva di una strategia societaria di progressiva apertura fino al 100% del capitale ai cittadini rappresenta al momento una dinamica possibile ma meramente ipotetica e futura che non può porsi quale premessa dell’effettivo e attuale assetto societario e di reale controllo. Si precisa che Il Corriere del Popolo non ha presentato come “finzione” o “mistificazione” l’uso strumentale di un apparente assetto societario. L’uso del virgolettato nel Suo atto di diffida è certamente un refuso determinato dal momento natalizio e dalla vostra percepita urgenza di replicare all’articolo contestato.
Con riferimento alle affermazioni su stipendi e rapporti di lavoro, si afferma in modo esplicito, senza margini di fraintedimento che possano lasciar intendere altro, quanto si riporta testualmente:
“Per Musso, Claudio Messora è il nuovo mainstream, perché blocca l’attività di diverse decine di comunicatori a cui non è lasciata alcuna scelta tra la fame, visto che molti comunicatori professionisti operano come freelance e attingono le risorse dalle donazioni, e il sottostare alle condizioni economiche (da fame) del Messora, che, nonostante il maneggio di milioni di euro, non riesce sistematicamente a pagare tutti i suoi collaboratori. In pratica, chi lavora a Byoblu è sottopagato, se pagato, e non ha stabilità contrattuale. Al contempo, quanto guadagna personalmente Messora? Domanda lecita, posto che alla base del progetto di Byoblu vi è una dimensione etica, quasi filantropica. Perché se Messora guadagna quanto un suo collaboratore, allora è evidente che ci troviamo effettivamente innanzi ad un progetto etico. Ma se Messora si strapaga da solo e consegna all’indigenza i suoi collaboratori, allora il discorso cambia, radicalmente. Musso ha evidenziato che davanti alla tanto sbandierata trasparenza dei bilanci di Byoblu nessuno sa quanto guadagna personalmente Claudio Messora. Un dettaglio non di poco conto quando chiedi di stringere la cinghia agli altri per poi eventualmente beneficiarne in prima persona“.
Sul punto, secondo le stesse recenti dichiarazioni pubbliche di Claudio Messora, Byoblu non è in condizione di garantire ai propri collaboratori contratti a tempo indeterminato. Ne consegue la precarietà di lavoratori che operano in regime di contratti a tempo determinato. Inoltre, non tutti i collaboratori sono stati retribuiti ma hanno partecipato negli anni al palinsesto televisivo in spirito di volontariato, come testimoniato pubblicamente da alcuni di questi. Infine, non è vero che tutti i collaboratori in partita iva e occasionali sono stati regolarmente saldati, come affermato in ultimo da Rocco Cantautore durante la sua intervista allo stesso Claudio Messora e come sostenuto pubblicamente da altri ex collaboratori. Sul punto di collaboratori sottopagati, è stato lo stesso Claudio Messora ad affermare pubblicamente l’esistenza di plurime vertenze di lavoro tacitate con accordi stragiudiziali. Resta inevasa la questione fondamentale posta: quanto guadagna personalmente Claudio Messora?
Con riferimento ad asserite insinuazioni lesive sull’utilizzo delle donazioni da parte di Claudio Messora, l’articolo non ha insinuato che le donazioni dei cittadini verrebbero utilizzate in modo opaco o strumentale, facendo intendere un uso improprio o ingannevole delle stesse, bensì ha evidenziato l’ingannevole rappresentazione del mero slogan “TV dei cittadini”, che induce a ritenere “pubblica” un’emittente televisiva privata, così inducendo un pubblico poco attento a ritenere di finanziare con le proprie donazioni un canale televisivo il cui palinsesto è costruito con un effettivo coinvolgimento popolare.
Infine, l’articolo non ha rilevato alcuna irregolarità amministrativa, per quanto stia emergendo in queste ore, attraverso la lettura delle visure camerali, l’opportunità di ulteriori approfondimenti.
Alla luce di quanto rappresentato e documentato, è palese che l’articolo contestato non contenga alcunché degli elementi che possano configurare, nemmeno astrattamente, il delitto di diffamazione aggravata a mezzo stampa, a prescindere dalle esimenti del diritto di cronaca e del diritto di critica.
Al contrario, la Sua pregiatissima diffida ci appare come tentativo strumentale di annichilire i nostri diritti di cronaca e di critica, travalicando la tutela invocata ai sensi della Legge n. 47/1948.
In conclusione, l’articolo non sarà rimosso e non verrà rettificato.
Si formulano distinti saluti e l’augurio di un buon nuovo anno.
Estenda i miei saluti a Claudio Messora.
Roma, 31 dicembre 2025
Avv. Lillo Massimiliano Musso
Segretario Generale di Forza del Popolo
Responsabile de Il Corriere del Popolo