Unione Europea si oppone alla liberalizzazione dei brevetti sui sieri Covid
Lo Stato più grande dell’Africa è la Nigeria, che ha vaccinato solo il 2% della sua popolazione. È un dato che preoccupa Big Pharma, che non può permettersi un termine di paragone così evidente, perché in Nigeria la vita infernale continua, come se la questione del coronavirus non riguardasse i popoli africani. Ma non c’è solo questo. Chi ha problemi di accesso all’acqua potabile o al cibo difficilmente può distrarsi per ciò che viene descritto come un comune raffreddore. Così Big Pharma sfodera la sua creatura migliore: Medici senza Frontiere, che torna a invocare equità nella distribuzione del siero. Medici senza Frontiere con l’Imperial College di Londra puntano all’immunizzazione globale in tempi brevi. Per far ciò si dovrebbe sospendere l’efficacia dei brevetti commerciali sui sieri, in modo da permettere la produzione in Africa e in America Latina di miliardi di dosi. Sarebbero, dicono e ci crediamo, pronte 120 aziende per la produzione massiva dei sieri. Ma serve una moratoria dei brevetti, per non violare la proprietà commerciale delle potenti multinazionali del farmaco.

Gli Stati Uniti si sono detti disposti a concedere la moratoria, mentre l’Unione Europea, senza scomporsi, si è opposta alla liberalizzazione dei brevetti. D’altro canto, Big Pharma ha chiesto ai Paesi poveri una garanzia reale, come ad esempio gli edifici di ambasciate e le basi militari, come garanzia contro il costo di eventuali futuri casi legali che dovessero sorgere per reazioni avverse. La storia si ripete con il bue a dar del cornuto al mulo.