Pandemia, ricchi sempre più ricchi, poveri sempre di più. La classifica di chi si arricchisce sulla nostra pelle
Si diceva “Anche i ricchi rubano“. La realtà è che soprattutto “I ricchi paperoni rubano legalmente“.
Effetto pandemia, il patrimonio di 500 ricchissimi cresce di 1.000 miliardi in 1 anno mentre 150 milioni di persone scivolano in povertà. Tradotto in numeri, perché gli zeri contano quando seguono un numero intero:
500 ricchissimi aumentano
in 1 anno il loro patrimonio
di 1.000.000.000.000 (mille miliardi) di dollari
mentre 150.000.000 (centocinquantamilioni)
scivolano in povertà.
In cima alla classifica dei Paperon de’ Paperoni svetta Elon Musk, il padrone di Tesla, che quadruplica in un anno il suo conto in banca con 273 miliardi (273.000.000.000) di dollari. Segue Jeff Bezos, il padrone di Amazon, con 194 miliardi (194.000.000.000) di dollari. Al terzo posto il francese Bernard Arnauld (classe 1989), dominatore del lusso con Lvmh (Louis Vuitton, etc.), che guadagna 62 miliardi di dollari netti in più rispetto a fine 2020. Nell’anno pandemico 2021 per il lusso non si è smesso di spendere. Seguono nell’ordine Bill Gates (138 miliardi, + 6,6 miliardi nel 2021), Larry Page di Google (129 miliardi, + 47 mld), Mark Zuckerberg di Facebook (128 mld, + 25 mld), Sergey Brin di Google (124 miliardi, + 45), Steve Ballmer di Microsoft (120 mld, + 40), il finanziere Warren Buffett (109 miliardi, + 22) e infine Larry Ellison di Oracle (108 miliardi con un incremento di 28 in un solo anno). Sono numeri da capogiro. Charo che la pandemia ha favorito qualcuno. Ma non solo loro.

Sotto i Paperon de’ Paperoni vi sono i paperetti, coloro che dalla pandemia hanno ricavato utili. Gli interventi delle Banche centrali e dei Governi nazionali hanno infatti favorito chi possiede partecipazioni azionarie, che ovviamente coincide con la fascia più ricca della popolazione globale. Chi è “agganciato” ai mercati ed ha indovinato i cavalli (biotecnologici, ad esempio) viene trascinato verso l’alto, tutti gli altri scivolano più in basso. Il 2021 ha regostrato un rialzo dei mercati azionari statunitensi di quasi il 30%. Nei mercati azionari la totalità dei prodotti finanziari è concentrata nelle mani dei più ricchi, come negli Stati Uniti, dove il 91% dei guadagni azionari è andato al 10% più ricco della popolazione. In tutto il mondo, lo schema è “chi ha i soldi fa soldi, chi non ha soldi resta sempre più indietro”.

Al Capone riuscì in pieno proibizionismo ad accumulare ingenti ricchezze con il business degli alcolici, grazie alle protezioni politiche di cui godeva. Ciononostante, per il fisco risultava “nullatenente”, casa e automobile erano intestati alla moglie. Pertanto, vista l’impossibilità a reperire prove per incriminarlo degli omicidi commessi, si decise di incastrarlo proprio sulle tasse.
Soprattutto, un meccanismo giuridico particolare ha permesso a questi Paperoni di nuotare tra ricchezze smisurate. Tale meccanismo consiste in una forzatura dei principi generali in materia fiscale che permette ai ricconi di pagare pochissime tasse. L’incremento della loro ricchezza, infatti, deriva quasi esclusivamente dalla crescita del valore delle loro partecipazioni, quindi non viene considerato reddito da lavoro. Queste plusvalenze, poi, vengono tassate solo nel momento in cui la partecipazione viene ceduta. Ma siccome non viene ceduta, la plusvalenza non viene tassata ed ecco ingrandire a tempo di record il patrimonio di menti creative prive di scrupoli specialiste nel dribblare il fisco, come il diabolico Elon Musk, che ha spostato la sua residenza dalla California al Texas per approfittare di un regime fiscale ancora più favorevole. Mentre Musk vola sulle nostre teste con i suoi satelliti, il fisco americano non riesce ad incastrarlo come avvenne per Al Capone. Segno che non c’è volontà politica di contrastare le diseguaglianze e che storicamente il capitalismo ha vinto.