15 Febbraio 2024

Ritorno alla leva (non obbligatoria) come opportunità di formazione professionale e di reintegro del sentimento nazionale

By Il Corriere del Popolo

I ragazzi italiani non sanno più affrontare le difficoltà, vanno in crisi per un nonnulla e fanno sempre più ricorso, statistiche alla mano, a psichiatri e psicofarmaci per curare varie forme di nevrosi, depressione e attacchi di panico, che, neanche a dirlo, sono in costante aumento.

È un discorso già sentito, vero?
E questo senza considerare l’impressionante consumo di tutti i tipi di sostanze stupefacenti, di alcol e di pornografia, persino da parte dei tredicenni. Anche questo suona familiare, giusto?
Se poi vogliamo parlare di valori, le cose non sono meno deprimenti. Giovani che inseguono solo gli status symbol del successo materiale, ragazzine che si vendono su Onlyfans, che smaniano per un seno rifatto e non sono più in grado di vivere una vita normale senza social, selfie e like.
È mai possibile che i giovani di questo Paese siano diventati così fragili, materialisti e superficiali senza che nessuno sappia, o anche solo voglia, fare qualcosa di concreto, come se fosse il destino ineluttabile di una generazione persa? A noi questo stato di cose non sta più bene.
È per questo che Forza del Popolo ha recentemente fatto una proposta concreta: quella di ripristinare il servizio militare.
Alt. Sento già rumoreggiare e scandalizzarsi le anime belle a corrente alternata, i benpensanti della domenica, i pacifisti di turno. Perché invece non ci riflettiamo su con un po’ di calma e di buon senso?
La nostra proposta, intanto, non parla di un servizio militare obbligatorio, ma, per iniziare, su base volontaria. Ci immaginiamo un modello simile alla guardia nazionale americana o all’esercito svizzero, una riserva selezionata e territoriale che abbia scopi difensivi e che affianchi e integri i ranghi dell’esercito professionale. Siamo convinti che, se ben organizzata, quella della preparazione militare sia un’esperienza di vita dall’alto valore educativo e con un importante contenuto formativo. Indossare la divisa delle nostre forze armate aiuterebbe i ragazzi e le ragazze italiani ad acquisire disciplina e spirito di servizio, senso dell’onore e maturità. Insegnerebbe loro ad assumersi responsabilità, a superare ostacoli e paure, spostando l’asticella dei propri limiti un po’ più in là. Non è certo poco. Canalizzerebbe rabbia, violenza e frustrazioni verso uno scopo più alto, senza contare le competenze spendibili sul mercato del lavoro che potrebbero essere ottenute con certificazioni, specializzazioni e corsi completamente gratuiti. Siamo convinti che la guardia nazionale contribuirebbe a rendere più sicure le nostre città, non solo consentendo alle forze di polizia di non essere impegnate in compiti statici e di routine, concentrandosi su attività più specifiche, ma anche in un modo più sottile: trasmettendo in modo generalizzato un senso di appartenenza e di coinvolgimento nella difesa e nella cura dell’interesse comune da cui potrebbero derivare solo cose buone. Infine, un corpo armato popolare sarebbe sempre una garanzia democratica, un presidio a difesa del popolo e dei nostri diritti.

Francesco Gerardi